lunedì 7 dicembre 2009

RidgeBlade: produrre energia eolica sul tetto di casa

Vi piacerebbe poter produrre energia eolica a basso costo sul tetto della vostra casa? Power Collective Limited, un team nato in Inghilterra dall'intuizione di quattro manager e ingegneri con esperienza pluriennale nel campo della ricerca industriale ecosostenibile, ha ideato RidgeBlade, una sorta di mini-centrale eolica, che potrebbe consentire a ciascuno di fare fronte al proprio fabbisogno domestico di energia elettrica. Con questo originale progetto Power Collective ha vinto la Dutch Postcode Lottery Green Challenge 2009, un concorso lanciato per incentivare gli imprenditori a puntare sul green allo scopo di combattere i cambiamenti climatici e il cui motto è "Un'idea brillante può fare la differenza". Il premio, assegnato ad Amsterdam lo scorso 25 settembre, consiste in un assegno da 500 mila euro, per agevolare la realizzazione del progetto e la commercializzazione del prodotto finale.
RidgeBlade è un sistema innovativo, sostenibile e tecnologicamente all'avanguardia per generare energia eolica a basso costo, studiato appositamente per essere operativo anche in condizioni di vento non ottimali e per creare un impatto visivo minimo. Oltre ad essere esteticamente piuttosto discreto, il sistema risulta anche molto silenzioso: tali caratteristiche fanno sì che RidgeBlade sia particolarmente adatto per essere installato su case private, costruzioni rurali e su edifici situati in zone "sensibili" dal punto di vista ambientale. La mini-centrale eolica è dotata di turbine e viene installata nella parte più alta del tetto, in modo da potersi alimentare con tutti i flussi d'aria che ne percorrono la superficie e da poter generare elettricità in condizioni di vento molto diverse. Se commercializzato, il progetto RidgeBalde potrebbe contribuire a ridurre le emissioni e a far scendere i costi per l'approvvigionamento energetico, unendo sostenibilità ambientale, efficienza energetica e risparmio economico: come dire, una formula vincente. Grazie anche ai 500 mila euro del premio messi in palio dalla Postcode Lottery Green Challenge 2009, Power Collective spera di poter realizzare i primi prototipi di RidgeBlade già nei primi mesi del 2010, per testarne e perfezionarne l'efficienza e per assicurare al prodotto tutte le rifiniture necessarie prima di un vero e proprio lancio sul mercato. Che speriamo possa verificarsi presto. Se volete saperne di più e restare aggiornati riguardo agli sviluppi di RidgeBlade, potete visitare il sito di Power Collective.

Carpe giganti cinesi infestano i fiumi degli Stati Uniti

Per fermare l’emigrazione delle pericolose carpe cinesi giganti dal Mississippi ai Grandi laghi, e così salvare altre specie ittiche e proteggere la navigazione, il Genio civile americano ha completamente avvelenato le acque del Canale artificiale di Chicago, uno dei miracoli della ingegneria del primo Novecento. Da giovedì, il genio raccoglie migliaia di pesci morti nel canale che, tramite anche a un suo tributario, collega il poderoso fiume al lago Michigan. L’operazione, che si concluderà dopodomani, è stata ordinata da Jennifer Granholm, la governatrice dello Stato del Michigan, ed è appoggiata dalle Associazioni dei verdi. In America le normali carpe, di taglia molto inferiore, furono introdotte nel XIX secolo. Quelle cinesi giganti vennero importate quaranta anni fa dagli allevatori di pesci del Mississippi per ripulire gli allevamenti, ma fuggirono durante alcune successive inondazioni. Da allora, sono emigrate in massa verso il nord moltiplicandosi e invadendo tra gli altri il fiume Illinois. All’operazione del Genio civile nel canale artificiale di Chicago, seguita in diretta a molte tv da un’America attonita, hanno preso parte 300 uomini provenienti da ogni regione dei Grandi laghi, compreso il Canada. In attesa dei suoi risultati, la governatrice Granholm ha sollecitato il Genio civile a bloccare temporaneamente tre chiuse presso Chicago da cui passano battelli provenienti dal Mississippi. Il Genio ha ammonito che se il fiume e i Grandi laghi, da cui Chicago e altre città traggono l’acqua potabile, non fossero più comunicanti, l’ambiente ne soffrirebbe. In particolare ha ricordato che attualmente le discariche metropolitane finiscono nel Mississippi tramite il canale. Se finissero nel lago Michigan lo inquinerebbero. Il ricorso al veleno si è reso necessario quando il Genio ha scoperto che le barriere elettriche erette nel canale contro le carpe cinesi giganti, e costate 9 milioni di dollari, non bastavano più. Per ora le barriere verranno rafforzate, ma non è escluso che il canale e il tributario del Mississippi, il Des plaines, debbano essere chiusi, con una spesa di centinaia di milioni di dollari. Le carpe cinesi giganti, voraci e distruttive delle altre specie, raggiungono un metro e mezzo di lunghezza e un peso di 45 chili. Al suono dei motori delle barche, compiono balzi di oltre due metri fuori dall’acqua: spesso le danneggiano, o colpiscono chi è a bordo, provocandogli fratture, incidenti che hanno allarmato le autorità e attratto l’attenzione dei media. Nel Mississippi sono un problema insolubile, e si teme che se popolassero i Grandi laghi porrebbero fine all'industria della pesca, che ha un fatturato di 7 miliardi di dollari annui, e che ne ostacolerebbero la piccola navigazione.

domenica 6 dicembre 2009

I nuovi 007 si cercano online

"AAA, aspirante agente segreto cercasi anche part-time. Inviare curriculum, astenersi giornalisti, magistrati e sacerdoti". Non è uno scherzo: chi vuole entrare nell'intelligence italiana adesso ha a disposizione il sito della presidenza del Consiglio dei ministri e non è escluso che possa ricevere un'offerta di lavoro a tempo determinato. Ma si può dirlo a nessuno: "Dobbiamo dire che siamo impiegati pubblici".
Chi verra' assunto seguira' un corso di formazione, ma è praticamente impossibile sapere i dettagli: "Ci sono dodici regolamenti di attuazione. Tranne quello sul segreto di Stato che è pubblico, gli altri sono riservati. Una volta entrati in servizio i dipendenti verranno formati sia su materie generaliste che inerenti al profilo di impiego". L'agente segreto viene addestrato anche su tecniche di difesa personale, ma è un addestramento che non sfocia in attività di tipo militare che non rientrano nei compiti dell'intelligence. Un'altro aspetto importante riguarda le attività sotto copertura: "Sono previste e regolate dalla nuova legge sull'intelligence", ma se il cronista volesse fare domanda la risposta è garbata ma secca: "La legge ci vieta di assumere giornalisti, sacerdoti o magistrati". Tutti gli altri possono farsi avanti.
Volete saperne di piu'? http://www.sicurezzanazionale.gov.it/

sabato 5 dicembre 2009

NBD a Sydney la prima protesta

Il primo appuntamento del No Berlusconi Day si è svolto, per via del fuso orario, a Sydney. Cento-centocinquanta persone si sono riunite al grido di ‘Berlusconi go intorno alle 13.00 (locali, le 4.00 in Italia) nella piazza davanti al consolato italiano per un raduno lanciato, sulla scia di quello di Roma, da gruppi di ragazzi sulla rete. Tra i partecipanti, in prevalenza giovani, alcuni italiani che lavorano in Australia e figli di immigrati. Ci sono stati brevi interventi, quasi tutti in inglese, che hanno sottolineato l’indipendenza della manifestazione da partiti politici. Una ragazza svedese ha voluto «condannare la mancanza di libertà di informazione in Italia» affermando che quanto succede in Italia è importante per tutta l’Europa. Alcuni dei partecipanti avevano foulard al collo o fazzoletti al braccio viola ed è stato inscenato un piccolo corteo dietro ad una bara di cartone ricoperta da un drappo viola con su scritto «Italia». Gli striscioni andavano da «I love the Constitution not the prostitution» a «Too much viagra drives you crazy» (Voglio la costituzione no la prostituzione e troppo Viagra fa impazzire). Nei volantini anche una frase di Sandro Pertini: «La politica deve essere fatta da chi ha le mani pulite» (ma in Italia la politica non ha solo le mani sporche...ndr). I partecipanti hanno anche cantato l’inno di Mameli e dopo un’ora il raduno si è sciolto senza incidenti. Italiani, ora tocca a voi, tirate fuori la testa dalla sabbia.

Tonga: un grido d’aiuto per continuare a sopravvivere

Tra le prime case sulla spiaggia e il livello dell’oceano ci sono meno di 30 centimetri. Fra il lusso dei resort creati per osservare il passaggio delle balene e le condizioni di vita dei pescatori è rimasta invece una distanza di secoli anche se il regno di Tonga guidato da ‘King George Tupou V’ non ha mai subito colonizzazioni ma solo l’alternata benevolenza di un sovrano disponibile a distribuire in prestito perpetuo un pezzo di terra a tutti gli abitanti. Siamo dall’altra parte del mondo ma anche in un altro mondo.
A ‘Ha’ apai’ (Arcipelago di Tonga Sud Pacifico) si arriva con piccolissimo aereo che non porta più di 11 persone a viaggio ,dopo un volo di 29 ore da New York . Simote Mahe 43 anni il funzionario del ministero dell’ambiente che la domenica suona in chiesa con la sua rock band, ci aspetta con una jeep bianca e un’ unica condizione: chiede mezzo pieno di benzina perché il suo ufficio da mesi non ha più budget e il carburante costa 3 dollari al litro, il triplo di Manhattan. La prima visita è sulla costa nord, completamente corrosa. Con l’alta marea l’acqua entra ormai tutti i giorni nella modesta cucina di David Kelepi 34 anni, una moglie e quattro figli. Le stime degli scienziati parlano di un oceano che cresce di 6,8 millimetri l’anno: 2 centimetri ogni 3 anni. “Mi hanno offerto un pezzo di terra un poco più indietro – spiega David che quando non pesca fa anche il carpentiere e aggiusta barche – ma la mia casa non ha le ruote e io non ho i soldi per costruirne un’altra . Aspetterò coi piedi bagnati che l’assicurazione finanzi quello che ha promesso. Ho cominciato ad avere paura del mare…. Anche se qui la vita è tranquilla spesso vado a dormire con l’ incubo… “. Mark, il suo bambino più piccolo gioca nudo e indisturbato con un piccolo maialino nero sulla spiaggia-cortile mentre la moglie e due vicine di casa, anche loro con “lo sfratto dell’oceano”, stanno intrecciando sotto un portico i fili di una grande ‘tapa’, un tessuto da cerimonia fatto con le cortecce di mongrovie, da vendere al mercato. Gli abitanti di Tonga, di Ha’Apai o delle 200 isole dell’arcipelago, alti ,massicci e orgogliosi, col più elevato tasso di laureati di tutto il Pacifico, fotocopia dei maori, (centomila abitanti in tutto il regno, ma più della metà vivono all’estero) sanno che anche con l’’effetto serra’ non moriranno di fame perché negli ‘orti’ concessi dal re e dai feudatari , cetrioli, patate , cocomeri continueranno a crescere anche senza irrigazione, e il mare rimane generoso, ma essendo circondati da vulcani attivi come ‘Koe’ e da faglie che scuotono la terra in continuazione, temono piuttosto di finire sott’acqua lentamente o di essere travolti prima o poi da un’onda anomala come quella che alcuni mesi fa ha spazzato via mezzo stato di Tuvalu solo a un’ora di aereo più a nord. Fatalismo e rassegnazione non sono limiti di questi ’sudditi’ del ventunesimo secolo legati mani e piedi al funzionamento dei generatori a petrolio, che hanno celebrato per una settimana nel 2008 l’incoronazione del nuovo re davanti alla reggia di legno bianca con i tetti rossi. I tongani con una sola donna in parlamento ’schiacciati’ tra Samoa e Polinesia , accettano ancora di rimanere governati per classi ‘nobili’, ‘ceto medio’ e ‘popolo’, anche se fermenti di un crescente malessere sono esplosi nei disordini del 2006 che hanno messo a fuoco la capitale, ma scoprire che di sera e nel fine settimana, le chiese di ogni confessione diventano i luoghi più allegri e affollati del regno, autorizza a pensare che il bisogno di una spiritualità religiosa da queste parti sia quasi importante come la battaglia per il contenimento a 1,5 gradi del riscaldamento terrestre che l’Aosis sta combattendo in vista di Copenaghen. “Stiamo lanciando una grande campagna di sensibilizzazione e di educazione tra la gente – ci dice il neo ministro dell’ambiente Lord. Ma’afu Tukuiaulahi imparentato con la famiglia reale che si presenta per l’intervista in giacca e cravatta ma con sotto il tradizionale gonnellino – Io vengo dal comando delle forze armate, ho studiato a West Point e quando mi hanno offerto il ministero mi sono detto “clima che cosa?” Non avevo realizzato quanto fosse importante e urgente creare consapevolezza tra la nostra gente… Nessuno ad esempio ha la cultura dei rifiuti. Con l’arrivo dei commerci plastica e lattine non sono più biodegradabili. L’oceano non è in grado di assorbirli e se si bruciano il danno è ancora più pesante… Dobbiamo cambiare in fretta” E’ bastato che un gruppo di volontari neo zelandesi decisi a salvare questi paradisi del silenzio, guidati da Emily Penn, una ragazza di 22 anni , organizzasse a fine ottobre una giornata di raccolta di rifiuti collettiva in musica sulle spiagge di 10 villaggi di ‘Ha’apai’, che oltre alla festa sono riusciti a mettere nei container più di 30 tonnellate di materiale nocivo lanciando contemporaneamente la prima vera campagna ecologica. “Oltre al clima abbiamo in cantiere un’altra grande riforma politica- spiega Lord Ma’afu – Se passa la legge, dal 2010 pur rimanendo Tonga una monarchia, non sarà più il re ma il parlamento a scegliere il primo ministro e la casta dei nobili non avrà più la maggioranza. Con i finanziamenti internazionali dal 2013 contiamo di avere il 50% dell’energia prodotta da fonti rinnovabili come il sole e il vento e punteremo sull’olio di cocco per i biocombustibili” Tra spiagge , preghiere , coralli, sporcizia e tsunami insomma anche nel piccolo regno sperduto nel Pacifico dove l’ambasciata cinese è più grande del palazzo reale, Pechino sta sfidando a distanza Washington. Col cambio di Hong Kong nel 1997 (quando i passaporti tongani venivano venduti tra i 40 e i 60.000 dollari l’uno), i cinesi hanno già piantato le prime bandierine regalando un grande stadio per il rugby , chilometri di muri di roccia contro le erosioni dell’oceano e centinaia di migliaia di sacchetti per costruire in fretta barriere di sabbia. Adesso sono il gruppo straniero più grande e con più business. L’America invece, in queste isole con la guida a destra e senza semafori, ha risposto coi mormoni. Quì non rappresentano soltanto una grande organizzazione missionaria, ma dirigono e controllano le migliori scuole private che offrono “educazione gratuita” a condizione che gli studenti una volta diplomati ripaghino il “debito” lavorando per qualche anno come “predicatori” per la chiesa di Salt Lake City. “La comunità europea e altri organismi internazionali – dicono Luisa Tuiafitu e Talo Fulivai dirigenti del piccolo dipartimento del ‘climate change’ – ci hanno fatto diversi regali costruendo impianti per monitorare il livello dell’oceano , pannelli solari e opere pubbliche, ma il nostro enorme problema è la manutenzione. Non abbiamo i mezzi e quando qualche strumento si blocca non possiamo aggiustarlo e diventa subito ruggine….”

venerdì 4 dicembre 2009

L'oro blu


Le acque del Mar Morto si stanno ritirando sempre più rapidamente: alla media di 98 centimetri l'anno nel decennio che va dal 1998 al 2007, 138 nel 2008, 113 nei primi otto mesi del 2009. La notizia, pubblicata il 3 settembre scorso dal quotidiano israeliano Haaretz, rappresenta il termometro della crisi ambientale che stiamo attraversando, un deficit idrico che interessa tutto il pianeta e che nel 2020 arriverà a colpire la metà della popolazione mondiale. Tre miliardi di persone: uomini, donne e bambini che non avranno accesso a quel bene comune e a quel patrimonio dell'Umanità che è l’acqua. Un deficit globale che investe gran parte del mondo, che in Nord Africa è già emergenza e che in Medio Oriente è ormai una realtà quotidiana; risultato di una domanda che negli ultimi 50 anni è triplicata, di una politica dell’ambiente che ha influito in modo determinante sull’aumento della temperatura terrestre, sul prosciugamento dei fiumi, sulla scomparsa dei laghi, sull’evaporazione dei bacini e su una diversa distribuzione delle piogge. In Medio Oriente il collegamento diretto tra scarsità idrica e carenza alimentare è diventato un fatto quasi ordinario. L’esaurimento delle acque sotterranee non risparmia nessuno: nella regione pakistana del Beluchistan settentrionale il livello dell’acqua sta diminuendo ad un ritmo tale che entro il 2020 la capitale Quetta potrebbe rimanere completamente a secco. Negli ultimi decenni lungo la pianura del Punjab la profondità dei pozzi è cresciuta ad una media di 2 metri all’anno e in Iran il prosciugamento delle falde costringe intere comunità contadine ad abbandonare le campagne; nell’Arabia settentrionale l’agricoltura è ormai sopraffatta dalla sabbia e negli ultimi quindici anni la raccolta del frumento è scesa del 35%, mentre nello Yemen occidentale l’oro blu viene cercato a profondità che sfiorano i due chilometri, misura normalmente utilizzata per l’estrazione del petrolio. In Egitto il Nilo è passato dai 32 miliardi di cubi metri d’acqua, scaricati nel Mediterraneo negli anni sessanta, agli attuali 2 miliardi: un dato che spiega il crollo della produzione agricola e l’aumento vertiginoso dell’ importazioni di cereali. In Siria ed Iraq la riduzione del flusso d’acqua del Tigri e dell’Eufrate ha già causato la scomparsa dell’80% delle aree umide che un tempo rendevano florida la “mezzaluna fertile”, mentre il lago di Tiberiade e il Mar Morto, entrambe alimentati dal fiume Giordano, si stanno lentamente ma inesorabilmente prosciugando. In questa nuova guerra per la sopravvivenza la Giordania, uno dei 10 paesi più poveri al mondo in quanto a risorse idriche, rappresenta forse il caso più emblematico, il precursore di quello che da qui a pochi anni potrebbe accadere in tutta la regione mediorientale. Ad Amman la scarsità dell’oro blu si sta trasformando in un vero e proprio business, la leva che in questo momento muove l’economia giordana: la fornitura governativa è praticamente settimanale e ogni giorno, presso i distributori privati, si assiste al rifornimento di dozzine di autocisterne che, dopo quattro o cinque ore di fila, trasportano l’acqua in città per la vendita al dettaglio. La Giordania deve far fronte ad un deficit idrico che supera i 500 milioni di metri cubi all’anno e il ministro per le acque, Raed Abu Saud, si dice preoccupato, soprattutto perchè nella parte orientale del Paese, desertico per il 92% del territorio, le risorse idriche non sono alimentate: “Non abbiamo acqua di superficie, ne riserve idriche o laghi; niente di niente. Secondo gli esperti che studiano i cambiamenti climatici il futuro non sembra promettente niente di buono; anzi, in realtà la situazione è inquietante”. Negli ultimi anni il fiume Giordano ha perso gran parte della sua portata, soprattutto per effetto dello smodato sfruttamento delle acque e a causa delle dighe costruite lungo il suo corso da Siria, Israele e Giordania. Il primo a pagare la crisi del fiume, il cui destino va di pari passo con la crescita demografica e con l’aumento dei consumi agricoli e industriali dei tre paesi, è sicuramente il Mar Morto, il bacio naturale che molti ormai danno per spacciato. Ad aggravare la situazione c’è poi il clima politico che dal 1948 imperversa nel vicino Medio Oriente. Siria ed Israele continuano a contendersi le alture del Golan mentre Amman accusa Gerusalemme di non rispettare le clausole dell’accordo di pace sottoscritto nel 1994 a Wadi Arava. Il trattato, nel quale si fa specifico riferimento al regime di gestione comune delle acque, prevede infatti lo sviluppo di iniziative comuni affinché vengano trovati i mezzi e le risorse per fornire alla Giordania 50 milioni di metri cubi d'acqua potabile all'anno. Le autorità del regno Hashemita di Giordania sono certe che a questo punto, oltre agli interventi locali finalizzati al recupero dell'efficienza idrica delle rete nazionale, l’unica strada percorribile è quella di ottenere l’acqua attraverso due grandi progetti: la realizzazione di una conduttura lunga 320 chilometri dove dovrebbe essere incanalata l’acqua estratta dai bacini sotterranei di al-Disi, le falde fossili che la Giordania condivide con l’Arabia Saudita, e lo sfruttamento del Mar Rosso, 200 milioni di metri cubi di acqua marina destinati per metà alla desalinizzazione per uso civile e per il 50% al Mar Morto. Per quanto riguarda la prima soluzione, un progetto da 950 milioni di dollari ormai vecchi di 15 anni, Riyad ha espresso più volte le sue preoccupazioni, sia perché al-Disi potrebbe soddisfare solo un quarto delle esigenze giordane, sia perché scavare più di 60 pozzi e pompare 100 milioni di metri cubi all’anno significherebbe condannare una falda non rinnovabile a qualche decennio di vita: mezzo secolo per i più ottimisti.Al contrario, il Two Seas Canal, il progetto che vuole trasformate le acque del Mar Rosso in acqua potabile ed energia e per il quale lo scorso giugno Israele ha lanciato uno studio di fattibilità, potrebbe risolvere definitivamente il problema idrico giordano e ridare vita al Mar Morto: un’opera finanziata da Gerusalemme, Amman e dalla Banca Mondiale che prevede la costruzione di un impianto di desalinizzazione, da costruire nei pressi delle città costiere di Eilat o Aqaba, e 180 chilometri di tubazione che trasporterebbero 200 milioni di metri cubi d’acqua all’anno, condivisi per metà da Israele, Giordania e Cisgiordania, e per metà destinati a fermare la scomparsa del Mar Morto.Un progetto in fin dei conti realizzabile, sul quale però pesano la crisi israelo-palestinese e le perplessità del governo ebraico. Basandosi sugli studi portati avanti dall’Università Ebraica di Gerusalemme il vice primo ministro israeliano, Silvan Shalom, ritiene infatti che mettere in cantiere il Two Seas Canal potrebbe essere ancora prematuro, almeno per quanto riguarda il collegamento tra i due mari; secondo l’ex presidente dell’Associazione israeliana dell’acqua (IWA), il professor Avner Adin, i dati a disposizione non permettono di conoscere le conseguenze del trasferimento di una quantità eccezionale di acqua marina nel Mar Morto, quantità che comunque impegnerebbe decenni per riportare il mare ai livelli del 1960 e che al contrario potrebbero avere effetti devastanti sui pesci e sui coralli del Mar Rosso. Adin ritiene inoltre che per evitare il rapido deterioransi delle condutture e i danni dovuti a possibili terremoti (per arrivare fino ad Amman il canale sarebbe costruito proprio sopra la spaccatura afro-siriana che dalla frontiera meridionale della Turchia prosegue fino al fiume Zambezi) sarebbe opportuno innalzare i costi di realizzazione, usando materiali più resistenti all’acqua marina e ai danni strutturali. Problemi quindi, per una situazione di emergenza che non può più attendere, che entro qualche anno potrebbe trasformarsi in dramma, minare la stabilità sociale ed economica dell’intera Giordania. Ma che non si fermerà ai confini, perché come la religione e le ideologie, anche il bisogno d’acqua muove milioni di persone.

L'Artico se ne va


La notizia e' al quanto preoccupante, l’oceano Artico potrebbe essere sgombro dai ghiacci durante il periodo estivo, questo potrebbe accadere entro i prossimi venti anni, il cambiamento, se avverra' dara' una notevole accelerata ai fattori di cambiamenti climatici in corso: è quanto pubblica il quotidiano britannico The Financial Times, citando un rapporto del Catlin Arctic Survey. Secondo le ricerche effetuate e le stime che ne derivano sembra che la maggior parte del ghiaccio presente oggi nell’Artide è del tipo cosiddetto “del primo anno”, e non il più spesso strato che si accumula nel corso di anni successivi; la quantità di ghiaccio è uno dei fattori fondamentali nel determinare il gradiente termico fra i poli e l’equatore, che controlla il sistema meteorologico nell’emisfero settentrionale. Nel momento in cui si avra' una drastica diminuzione del ghiaccio in estate si avra' un maggior accumulo di calore che verrà poi rilasciato nell’atmosfera in autunno, alterando gli schemi dei venti in Paesi come il Canada o la Cina.

È Verbania la città più ecosostenibile d’Italia

È Verbania la città più ecosostenibile d’Italia. A dirlo è il sedicesimo rapporto di “Ecosistema urbano”, indagine condotta da Legambiente e Ambiente Italia e presentata in un convegno a Roma. Il centro del Lago Maggiore raccoglie il “testimone” di Belluno che aveva vinto le due edizioni precedenti. Tra le prime dieci città ci sono nove centri del nord: malissimo il Sud con Catania che si colloca all’ultimo posto. In linea generale, rispetto allo scorso anno non ci sono progressi significativi tranne il fatto che al nord migliorano le performance delle città e si allarga sempre di più la forbice con il Mezzogiorno, sempre in ritardo. Verbania prevale su Belluno e con un margine più ampio anche su Parma. Nella classifica le prime dieci città “sostenibili” sono Verbania, Belluno, Parma, Bolzano, Siena, Trento, a pari merito con Savona, La Spezia, Bologna, Gorizia. Il Centro, in questa top ten, è rappresentato da Siena. La regione Liguria piazza anche La Spezia e l’Emilia Romagna Bologna che, con il nono posto, ottiene il risultato migliore nel gruppo che comprende sia le quattro aree metropolitane sia le città con più di 200mila abitanti. Tra le prime trenta, nella lista stilata dal rapporto di Legambiente, si collocano otto città del Centro e, in questa fascia, sud e isole sono rappresentate dalla sola Cagliari, al ventinovesimo posto. Sopra la media italiana il sud piazza anche Salerno (34esima, Campobasso 39esima, Potenza 40esima, Matera 42esima, Chieti 43esima, Sassari 49esima). Non mancano eccellenze nelle singole classifiche: Matera risulta prima per consumi elettrici domestici ridotti, basse quantità di ossido d’azoto nell’aria e di rifiuti prodotti.

giovedì 3 dicembre 2009

Appuntamento clandestino

Un week end segreto o un appuntamento clandestino? Chi non ha mai sognato qualche momento di evasione? Ora però, grazie ad un nuovo e originale sito, passare dalla fantasia alla realtà è diventato davvero semplice. Basta collegarsi a Gleeden.com e il gioco fatto. Con pochi clic si può combinare un incontro perfetto. Niente più complicate bugie, chi decide di tradire può farlo con facilità. Voglia di ravvivare i piaceri passati dei primi momenti, dei flirts et della seduzione? Bisogno di fuggire, voglia di nuovo, ricerca di una relazione, sete di passione? Chi cerca tutto questo non deve perdere tempo. I francesi hanno fatto a gara per iscriversi subito e, come riporta il quotidiano "Le Parisien", il sito che incoraggia a praticare l'adulterio sta diventando una vera e propria moda. Sono soprattutto uomini dai 30 ai 40 anni i più interessati ai servizi offerti dal portale. Ad appena una settimana dal suo debutto, Gleeden.com ha attirato in Francia l'attenzione di 2mila curiosi in cerca di evasione. Le iscrizioni continuano a fioccare. Unica regola da rispettare: essere sposati e desiderare un'esperienza extraconiugale. Ideato dalla società BlackDivine, il sito mette in contatto gli aspiranti traditori e garantisce moderatori che filtrano le domande, evitando così che escort o truffatori si infiltrino nel sito sotto falso nome. Privacy e serietà sono garantiti. Il portale vuole cambiare le regole. Recita così, infatti, la scritta che si nota nella home page. «Ad oggi - spiega Truchot, uno degli ideatori - ci sono da una parte gli appuntamenti normali organizzati da siti di incontri per la ricerca dell'anima gemella, dall'altra quelli erotici». E per le coppie sposate in cerca di brividi? Il mercato non offre niente. Ecco dunque questa "grandiosa" idea, che sembra abbia trovato un'ottima risposta da parte dei navigatori della Rete. Nessun problema di morale quindi: «Il nostro servizio - continua Truchot - non è che un mezzo per facilitare un'esigenza assai diffusa». Pascal Lardellier, sociologo specializzato nei rapporti di coppia, parla di «adulterio tecnologicamente assistito». «Il sito conferma la tendenza delle coppia ad essere sempre più flessibili. Si va sempre più verso la poligamia. E Internet moltiplica le possibilità di tradire rendono gli incontri al di fuori del matrimonio più accessibili».

Profezie Maya parte 2: Una corsa contro il tempo?

Poco più di tre anni ci separano dalla profetizzata fine del mondo conosciuto; quel drastico cambiamento che dovrebbe subire l'attuale civilizzazione. Perfino la NASA ha lanciato l'allarme focalizzando l'attenzione su una tempesta solare prevista per il 2012, quando l'attività solare raggiungerà il picco più alto. I mezzi tecnologici di cui dispone la scienza moderna hanno evidenziato fenomeni fisici e celesti che potrebbero avere qualche collegamento con antiche profezie e, al contempo, pongono in evidenza l'alto livello di conoscenza della civilizzazione che ci ha preceduto. Quella civiltà forse estinta dal profetico fenomeno ciclico che si ripeterà nel 2012?
Chi ha impresso nelle pietre un messaggio per metterci in guardia da tale pericolo, con la speranza che avremmo trovato il modo per sopravvivere? Possiamo anche non credere a tutti questi profeti. Più volte si è gridato alla fine del mondo. In pratica alla fine di ogni millennio; ma siamo sempre qui, su questo pianeta che ogni giorno, con un esasperato accanimento, ci adoperiamo a distruggere. Forse è questa la catastrofe. Il 2012 rappresenta il punto di non ritorno. Se lo superiamo non potremo più salvare il pianeta dalla nostra azione distruttrice perpetrata in nome dello sviluppo e del progresso... se questo stile di vita si può definire progresso. La cosa sconcertante però è che ogni popolo, ogni civiltà che ci ha preceduto ha suonato la stessa musica; parlato la stessa lingua. Civiltà che, secondo le datazioni storiche, non hanno avuto contatti fra loro. Popoli situati ai quattro angoli del mondo, in punti geografici diversi. Una coincidenza? Forse l'eredità di un precedente e più antico popolo? Il leggendario popolo di Atlantide? Per questo si sta cercando di capire quali fenomeni potrebbero avvalorare tali profezie nel 2012. Abbiamo studiato libri, documenti, monumenti, per scoprire se il 21-12-2012 è davvero la data in cui dovremmo affrontare il profetico pericolo e abbiamo compreso in quale modo è stato calcolato il tempo da chi ci ha preceduto; quale orologio hanno utilizzato per il computo: la precessione degli equinozi. Nonostante ciò non è semplice individuare il momento esatto degli eventi che dovrebbero verificarsi. Molti popoli hanno indicato il 2012 come l'anno di grandi avvenimenti. La Torà prevede che nell'anno 5776 la Terra sarà colpita da una cometa. Attualmente secondo il calendario ebraico siamo nel 5773. Per gli Incas il ritorno dell'Inca significa il ritorno ad un'epoca d'oro. Una nuova era di pace preceduta da tre fasi. Sembra che la prima fase sia iniziata nel 1990, la seconda, detta "di preparazione", iniziata nel 1993 e terminata nel 2000 e, infine la terza, detta "di manifestazione", che finirà nel 2012, quando apparirà la coppia reale che darà vita alla nuova era d'oro. Per i Maya il 21-12-2012 segna la fine del calendario e il momento del ritorno delle 9 divinità. Erroneamente qualcuno ha affermato che non è noto perché questo popolo non ha proseguito nel computo del tempo, non ha formulato previsioni oltre tale data. Niente di più falso! Dall'iscrizione rinvenuta sul monumento 6 del sito Maya di Tortuguero, nello Stato messicano di Tabasco, si ricava la data del 21-12-2012. Secondo l'iscrizione, in tale data si verificherebbe un evento con il coinvolgimento della divinità associata alla guerra e alla creazione, Bolon Yokte. Da qui la profezia. Risulta però l'esistenza di iscrizioni con date successive alla data del 2012, quindi i Maya non hanno considerato il 21-12-2012 come l'ultimo giorno, ma solo la fine di un ciclo del calendario, un'occasione di un nuovo periodo celebrato con grandi festeggiamenti. I Maya hanno previsto che il ritorno degli Dèi segnerà l'inizio di un cambiamento radicale che porterà l'umanità in un lungo periodo di pace e serenità. Come è stato stabilito che l'anno di questi cambiamenti, o catastrofi, sia effettivamente il 2012? L'unico universale e reale marcatore del tempo è la precessione degli equinozi; il moto stabilito dalla rotazione intorno al Sole; ossia la lenta oscillazione dell'asse polare terrestre intorno al polo dell'eclittica. In parole semplici, la precessione è quel movimento che la Terra compie per mantenere l'inclinazione dell'asse contrastando l'attrazione gravitazionale esercitata dal Sole e della Luna sul rigonfiamento equatoriale che tende a raddrizzare l'asse, costringendola a descrivere un cerchio - attualmente di 23,5°, che si completa ogni 25.776 anni, originando il moto precessionale. Durante tale movimento della Terra si denota un cambio dei cieli, delle posizioni delle stelle e delle costellazioni. Uno degli effetti è il susseguirsi delle stagioni con un certo anticipo ogni anno, in modo che quando il Sole ritorna a punto vernale risulterà spostato rispetto alle stelle di 1° ogni 72 anni circa. Il moto che ci permette di avere il meridiano celeste... Infatti se consideriamo un meridiano immaginario che collega il Polo Nord col Polo Sud, si può stabilire il punto di culmine delle stelle quando queste, attraversando questa linea immaginaria, raggiungono la massima elevazione sopra l'orizzonte. Rimando approfondimenti all'articolo "Nibiru e la prossima Era Precessionale" e qui di seguito alcuni punti significativi. Antichi testi ci narrano che agli Dei furono assegnati 12 periodi di regno ciascuno di 2.160 anni, corrispondenti alle 12 case zodiacali, coprendo in tal modo l'intero ciclo precessionale di 25.920 anni. I recenti calcoli scientifici hanno proposto che, in effetti, ogni casa zodiacale misura 2.148 anni e non 2160 portando il ciclo ad una durata di 25.776 anni. La scienza ufficiale ha stabilito che un grado precessionale corrisponde a 71,6 anni; dato che ogni Grande Era misura 30° avremo 2.148 anni per ogni segno zodiacale. Secondo altri calcoli un grado precessionale misurerebbe 71,47 anni, nel caso avremmo un ciclo di 25.790,20 anni. L'arrotondamento a 72 anni è stato operato per ragioni matematiche; per primi ad attuarlo i sumeri. Quindi, considerando che dopo il diluvio si verificò l'inizio di una nuova era precessionale con uno scarto di un grado e mezzo, cioè 108 anni e che sono trascorse sei ere di 2148 anni (attualmente siamo nella sesta), la prossima dovrebbe iniziare nel 2012. Se le ere fossero composte da 2160 anni quella nuova dovrebbe iniziare nel 2036. Dobbiamo anche considerare che viene indicato uno zodiaco siderale, non solo uno astronomico, per cui abbiamo date diverse per ogni costellazione. Al di là dei calcoli che ne derivano, specificati in "Nibiru e la prossima Era Precessionale", segnaliamo che Il calendario Maya prevede cicli di 52 anni; 100 di tali cicli corrispondono ad un Grande Ciclo, noto come 13 Baktun di 1.872.000 giorni. Considerando gli anni composti di 360 giorni, se l'inizio dell'ultimo Grande Ciclo risale all'11 agosto del 3113 a.C. si prevede che finirà nel 2087; ma se consideriamo gli anni formati da 365,25 giorni il Grande Ciclo sarà di 5.125 anni e finirà nel 2012. 100 cicli, cioè 5200 anni, di 365,25 sono 1.899.300 giorni non 1.872.000. Come 5.200 anni di 365 giorni equivalgono a 1.898.000. 100 volte il numero 18.980, di particolare significato per il popolo Maya. Rispetto a 1.872.000 avremo un Grande Ciclo di 5.128,76 anni e la sua fine avverrà nel 2015,76. Ma non è tutto. Abbiamo visto che la precessione, per ragioni matematiche, è stata calcolata di 25.920 anni, se formata da 12 ere di 2.160, ma in realtà si tratta di 12 ere di 2.148 fornendo una precessione di 25.776 anni, quindi tenendo conto che per i Maya, il Grande Ciclo, è solo un quinto dell'intera precessione, dividendo per 5 i due nuovi dati avremo 13 Baktun oppure un Baktun 13 di 5.184 anni e uno di 5155. Di conseguenza oltre al 2012 abbiamo altre due date per la fine del ciclo: rispettivamente il 2071 e il 2042. Il 2012 sembra anche segnare il passaggio da una costellazione ad un'altra; precisamente da quella attuale dei Pesci a quella dell'Acquario. Perché tale fatto è tanto importante da spingere gli antichi a lasciare un messaggio riguardante il nostro futuro che potesse giungere fino a noi? I Sumeri lo hanno fatto per primi rappresentando sopra una tavoletta, risalente al 4200 a.C., il passaggio di 3 ere e delle successive 3 che ancora dovevano trascorrere. Nel 4200 a.C. l'equinozio di primavera era segnato dalla costellazione del Toro; calcolando altri 3 passaggi si giunge alla fine dell'era dei Pesci. Il messaggio più significativo viene dalla terra d'Egitto. Nel libro dei morti è scritto: "Calcolando e tenendo in debito conto i giorni e le ore propizie delle stelle di Orione e delle Dodici Divinità che le reggono, la sesta fra esse pende sull'orlo dell'abisso nell'ora della disfatta del demonio. Ecco che io giungo quale trionfatore innanzi ad un vasto spazio del mondo inferiore. Io reco le mie offerte al Dio Shu... Quando cessati i massacri il sangue degli impuri si sarà raffreddato e la Terra nuovamente composta nella sua interezza, si riammanterà di fiori e di novelli frutti..." Un riferimento alla precessione e all'alternarsi delle costellazioni. Ma quale è la sesta? Il riferimento a Orione non è casuale. Dato che la precessione permette di tornare indietro nel tempo per esplorare i cieli antichi, è stato osservato che la disposizione delle 3 piramidi nella piana di Giza raffigurerebbero le tre stelle della cintura di Orione come apparivano nel cielo del 10.450 a.C.. In tale data la costellazione che segnava il punto vernale era il Leone e il monumento dal corpo leonino presente sulla piana egizia è la Sfinge, che raffigura la costellazione quando al tempo sorgeva a est sopra l'orizzonte. Quindi nella piana di Giza è stato raffigurato il cielo come appariva nel 10.450 a.C.; il Nilo la via Lattea, la Sfinge rivolta a Est verso la costellazione del Leone, le piramidi a sud verso Orione. Sorvolando, riguardo agli aspetti geologici del sito e dello stesso monumento, che segnalerebbero una datazione compresa fra 10.000 e 36.000 anni - in quanto le erosioni verticali presenti sono dovute esclusivamente all'azione dell'acqua e nel luogo non si sono manifestate copiose precipitazioni da almeno 10.000 anni - la domanda non è cosa accadde in quell'anno; ma cosa avvenne prima di quella data, o cosa fosse stato previsto. Un avvenimento tanto importante da rendere necessario lasciare un'indicazione alle generazioni future, un messaggio che il tempo non potesse cancellare. Un avvertimento riguardante un fenomeno che si manifesta ciclicamente, di cui la civiltà presente sul territorio era stata diretta testimone? Quel popolo non è stato l'unico a voler riprodurre sulla Terra il cielo come si presentava nel 10.450 a.C. A 30 Km dal Titicaca si trovano i resti di "Tiahuanaco", un tempo porto situato sulle sponde del lago; costruito, si narra, in una sola notte da esseri chiamati Viracocha venuti dal cielo "su piatti d'oro". Al centro del tempio rettangolare 3 steli risultano allineate come le stelle della cintura di Orione e, di conseguenza, come le 3 piramidi di Giza. Anche in quel sito una piramide: l'Akapana orientata verso i punti cardinali, allineata con la costellazione dell'acquario come la si vedeva nel cielo nel 10.450 a.C.. In Cambogia il popolo Kmer eresse una grande città, "Angkor", provvista di un complesso sistema di irrigazione. I templi eretti disegnerebbero nei dettagli la formazione del drago come appariva sull'orizzonte all'equinozio di primavera del 10.450 a.C.. Angkor racchiude un messaggio simbolico, evidenziato dalle 72 strutture, in un luogo ove ricorrono spesso i numeri collegati alla precessione, come fosse parte di un disegno globale antico. È stato riprodotto sulla Terra il punto più alto della traiettoria del drago e quello più basso di Orione, cioè il momento esatto che rappresenta la metà del ciclo precessionale, che avvenne nel 10.450 a.C.. I Veda parlano di 6 stelle che cadranno dal cielo: "Si trasformeranno in un'unica stella di tenebre che si opporrà al volere degli dei. Ma sarà necessaria un'altra stella affinché il destino si compia. La famiglia di Ashura è stata sterminata, e dovrai essere tu a crescerla. Insieme, voi vagherete per il mondo allo scopo di riunire le sei stelle che scacceranno il male dai cieli. Ma ci sarà qualcuno proveniente dall'oscurità che potrà controllare il movimento della volta celeste e delle stelle oscure. Voi crescerete nella fiamma scarlatta e sconfiggerete il male. La vittoria che conquisterete farà sì che il cielo non venga distrutto. Il vostro destino è ormai segnato: dovete riunire le sei stelle." Nella mitologia cambogiana si cita "un serpente alato che il settimo giorno scenderà dal Cielo e colpirà la Terra". Quel serpente dalle 7 teste, il cobra Ananta, raffigurato sulle pareti dei templi di Angkor Watt simboleggiato dal numero 72? Lo stesso valore del grado precessionale e, cosa ancora più singolare, la misura che separa il sito da Giza considerata al tempo meridiano "zero" (oggi Greenwich). Il 7 ci conduce alle 7 spire del serpente che discende dalla sommità della piramide di Kukulcan a Chichen Itza, concepita in modo che ogni anno, durante l'equinozio di primavera, il Sole al tramonto disegni sopra i suoi gradini proprio un serpente, le cui sette spire indicano che dopo sette ere, la Terra correrà un pericolo. Se partiamo dalla data del 10450 a.C. arriviamo all'era dell'Acquario. E il 7 ci porta ai 7 sigilli, ai 7 angeli, alle 7 trombe, alle 7 corna, ai 7 attributi dati a quell'agnello che aprì il 7° sigillo. E prima di questo il 6°: "l'Agnello aprì il sesto sigillo, e venne un gran terremoto. Il Sole diventò nero come un sacco di crine e tutta quanta la Luna diventò come sangue; le stelle del cielo caddero sulla Terra, come un fico lascia cadere i suoi frutti acerbi, quando è scosso da vento impetuoso. Il cielo si ritirò come un rotolo che si ravvolge; tutte le montagne e tutte le isole vennero rimosse dal loro posto. E i re della Terra, e i grandi, e i tribuni, e i ricchi e i potenti, e tutti quanti servi e liberi, si nascosero nelle caverne o tra le rocce delle montagne." Il 7 ricorre spesso nell'Apocalisse. "il mistero delle sette stelle che hai vedute nella mia destra, e dei sette candelabri d'oro. Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese, e i sette candelabri sono le sette chiese." "Poi vidi, in mezzo al trono e alle quattro creature viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello in piedi, che pareva essere stato immolato, ed aveva sette corna e sette occhi che sono i sette Spiriti di Dio, mandati per tutta la Terra. Ed esso venne e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono." "Qui sta la mente che ha sapienza. Le sette teste sono sette monti sui quali la donna siede; e sono anche sette re: cinque sono caduti, uno è, e l'altro non è ancora venuto; e quando sarà venuto, ha da durar poco." Sembra chiaro il riferimento alle ere precessionali. 5 ere sono passate, una è quella presente, l'altra non è ancora venuta. Verrà, ma sembra che il suo tempo non sia lungo. Cosa significa? Sarà la fine del tempo; dei tempi? Per questo i Maya non hanno continuato i loro calcoli? Frasi sibilline dal significato ermetico. Stando ai calcoli scientifici sappiamo che il moto precessionale non è costante e le costellazioni non si estendono tutte per 30°. Per esempio la Vergine si estende per 43,5°, lo Scorpione di 7,25°, i Pesci di 36,87° pari a 2.638,80 anni e l'Acquario poco più di 24° pari a 1.719,67 anni. Quindi, per chi supererà l'evento profetico sembra che vi saranno veramente mille anni di pace e serenità. Cosa che forse è accaduta anche in passato come si legge nel Timeo: "Per voi e per altri popoli solo recentemente la vita si è arricchita con le lettere e con le altre necessità culturali poiché, ancora una volta, dopo il solito periodo di anni, i torrenti celesti si sono riversati come una pestilenza, lasciando vivi soltanto gli uomini più rozzi e analfabeti. Così, avete dovuto ricominciare come i bambini, ignoranti di tutto quanto esisteva nei tempi antichi, qui o nel vostro paese." Ma può darsi che non ci siano comete che cadono, serpenti, o altri eventi catastrofici e che l'evento sia legato al ciclo delle macchie solari o al cambio della polarità. Il campo magnetico terrestre non ha mantenuto la stessa polarità nel tempo, ma ha subito delle inversioni. Queste infatti sono irregolari e senza una durata fissa. L'ultima inversione sembra risalga a circa 780.000 anni fa. Si stima che negli ultimi 20 milioni di anni il campo magnetico terrestre abbia invertito la sua polarità 50 volte, circa 10 volte negli ultimi 4 milioni di anni. Negli ultimi anni è stato notato un indebolimento del campo magnetico terrestre, un segnale che molti indicano come un possibile cambio dei poli magnetici. L'indebolimento del campo si completa nell'arco di alcuni millenni prima di giungere all'inversione. Momento in cui sembra che la Terra si fermi per 72 ore prima di iniziare a girare al contrario invertendo il suo moto. Un fenomeno che a detta degli scienziati non vedremo in quanto l'attuale diminuzione in atto proseguirà fino al 3400. Un fenomeno che se avvenisse a breve sarebbe la prima volta che si verificherebbe con una Terra popolata da 6 miliardi di individui. Durante la transizione tra la polarità attuale e quella successiva, la Terra sarebbe temporaneamente senza il suo schermo protettivo. Saremmo dunque esposti pericolosamente alle radiazioni cosmiche e solari. Attraverso migliaia di prove di simulazione è stato appurato che le inversioni richiedono alcune migliaia di anni per completarsi e non comportano l'azzeramento del campo magnetico, ma una sua modifica che lo porta ad uno stato più complesso. A tale proposito richiamo l'attenzione sull'articolo di Badalucco "La Forza invisibile". Le inversioni possono dipendere anche dall'attività solare che raggiungerà un picco nel 2012, dopo il consueto ciclo di macchie solari di 11,1 anni e, guarda caso alla fine di un Grande Ciclo di macchie, calcolato anche dai Maya, di 18.980 anni. Proprio la cifra che indica la fine del Grande Computo. Ossia 52x365 equivalente a 18.980 anni. Il riferimento alle macchie proviene però anche dall'Egitto. Se consideriamo la data del 10.450 a.C. e quella indicata dall'allineamento dei condotti, che ci segnala il 2.450 a.C., troveremo una differenza di 8.000 anni che, divisi per il grado precessionale di 72 (sempre tenendo conto il valore reale del grado di 71,6) darà un valore di 111,111; chiaro riferimento alla macchie solari e all'attività del Sole. Coloro che osserveranno la riproduzione in Terra della posizione delle 3 stelle della cintura di Orione dedurranno che nel 10.450 a.C., risultava spostata più in alto di 111,111° rispetto alla sua posizione, perché saranno trascorse 5 fasi e si avvicinerà il completamento del relativo ciclo di 18.980 anni solari. Coincidenze? Solo numeri? Già, numeri... Con la matematica possiamo giocare a lungo; ricavare le stesse cifre con altri calcoli; quindi ogni cifra diventa dubbia. Anche perché i dati sopra riportati sono ricavati considerando il ciclo precessionale di 26.000 anni; ma, come abbiamo scritto, è un valore adottato per motivi matematici. Il dato reale è 25.776. A questo aggiungiamo che nel 2012 tutti i pianeti saranno allineati influenzando il campo magnetico terrestre, che la Terra e il Sole saranno a loro volta allineati con il centro della Galassia; fatto che sembra avvenuto anche 13.000 anni fa, ma dalla parte opposta. Inoltre, affermare che l'epoca della costruzione delle 3 piramidi nella piana di Giza era il 10.450 a.C. mi sembra una imprecisione, perché se all'epoca i monumenti erano già in loco, devono essere stati costruiti anni prima. Impensabile che tutto si svolgesse in una "sola notte". Di conseguenza quando si è manifestato l'evento ciclico? Quale data dobbiamo prendere come inizio dei nostri calcoli per il computo del tempo? A meno che tutto sia stato previsto, come d'altronde si racconta, 200 anni prima e si sia provveduto alla costruzione del "messaggio" temendo il peggio. E, giocando con i numeri, arriviamo agli 11 cicli al secondo raggiunti dalla risonanza all'interno della cavità di Schumann dove attraverso le scariche dei fulmini si condensano le onde elettromagnetiche nella banda ELF; una cavità situata tra la superficie terrestre e il limite interno della ionosfera a 55 chilometri di altezza. La Frequenza fondamentale della risonanza di Schumann è un'Onda stazionaria nella cavità Terra-Ionosfera con una lunghezza d'onda uguale alla circonferenza della Terra. In qualsiasi momento la carica all'interno della cavità è costante, ossia 500.000 Coulomb. La Terra possiede una frequenza sonora di base che, dal momento della sua scoperta, è rimasta inalterata a circa 7,8 Hertz. Può oscillare fra 6 e 50 cicli al secondo, fra 7, 8, 14, 20, 33, 39 e 45 Hertz. Attualmente, secondo recenti stime, il valore della risonanza di cavità Schumann avrebbe già superato gli 11 Hertz e continuerebbe ad aumentare ulteriormente. L'intensità della densità del campo magnetico è proporzionale alla velocità di rotazione del pianeta. L'aumento delle risonanze sembra accompagnato dalla diminuzione del campo magnetico. Secondo il geologo Gregg Braden, tanto tempo fa i Maya ritenevano che il culmine della trasformazione poteva essere raggiunto nel 2012, quando la risonanza magnetica potrebbe toccare i 13 cicli al secondo e il suo campo magnetico potrebbe addirittura assestarsi attorno allo zero. Il prof. Bamerjee dell'Università del Nuovo Messico afferma che il campo ha perso la metà della sua intensità negli ultimi 4000 anni e prevede un inversione. Un meccanismo del tutto naturale. Tutte le volte che l'intensità del campo magnetico del nostro pianeta è diminuita è corrisposto l'inversione del nord e sud magnetico. Quando? Fra 4000 anni? Fra 1500? I pareri sono controversi. Altri indicano una flessione del 50% del campo ma rispetto a 1500 anni fa. Sempre secondo Braden la risonanza toccherà i 13 cicli al secondo e, contemporaneamente, il campo magnetico raggiungerà il punto ZERO, nel 2012. Quando Schumann la scoprì, nel 1898, la risonanza misurava 7,8 Hertz; nel 2002 è stata rilevata a 11,9 cicli. Per logica il valore 13 verrà raggiunto fra 104 anni. Sarà il 2112. Qualcuno ha sbagliato i calcoli di 100 anni? Il dottor Brian Desborough sostiene che i media tendono a sminuire e, alla peggio, ignorare molti eventi geofisici e conferma la diminuzione del campo magnetico terrestre che prossimamente raggiungerà lo zero. Il servizio geologico degli Stati Uniti sostiene che ogni 500 mila anni il campo magnetico terrestre raggiunge lo zero per poi riformarsi lentamente. I Maya parlavano di un periodo di assenza di tempo. La scienza non è in grado di spiegare il motivo del cambiamento della cavità di Schumann, forse dovuto al ciclo delle macchie solari, dato che la ionosfera cambia con un ciclo di ogni 11 anni dell'attività solare. I giochi matematici continuano con il numero Maya che indica la data di inaugurazione del Tempio della croce di Palenque: 1.359.340. Diviso per 18.980 fornisce 71,619 il valore ritenuto esatto del grado precessionale. I Maya avevano anche un numero sacro: 1.366.560; tale numero diviso per 72, valore del grado precessionale, fornisce il valore di 18.980. Numero degli anni che occorrono perché i due calendari Maya coincidano: 52x365 = 18.980; 73x260 = 18.980. Nell'arco di 18.139 anni si verificano 5 inversioni del campo magnetico solare della lunghezza di 374 anni l'una.
I Maya contavano 187 anni per un ciclo delle macchie e 20 di questi cicli sono uguali a 1.366.040 giorni. Il sistema numerico Maya era connesso ai cicli del magnetismo solare; ogni 260 giorni avveniva l'interazione fra i campi magnetici polari e equatoriali del Sole. Entrambi i numeri, 1.366.040 e 1.366.560, risultano divisibili per 260 fornendo rispettivamente 5.254 e 5.256. Dato che, come qualcuno ha asserito, la matematica "non è un'opinione"; rifacendo un po' di calcoli scopriamo che i grandi numeri sono valori riferiti alla stessa cosa. Ufficialmente un ciclo di macchie dura 187 anni. Ogni anno conta 365 giorni quindi avremo 68.255 giorni, ma non 68.302.
Perché tale differenza? Nei calcoli è stato considerato l'anno di 365,25. Infatti 365,25x187 = 68.301,75, arrotondato a 68.302. Il valore 1.366.650:365,25 fornisce 3.741,60 che diviso per 20 (cicli) dà 187,08. Per cui 187x20 = 3.740x365,25 = 1.366.035 (anziché 1.366.040). Benché il risultato finale non cambia. I Maya seguivano anche la rotazione di Venere di 584 giorni per un ulteriore controllo del ciclo delle macchie solari, appurando un periodo di 68.328 giorni (117 volte 584). 20 di questi passaggi equivalgono a 1.336.560 giorni; da cui: 1.336.560:365,25 = 3.659,30 e non 3.756 anni, cifra che indica, per alcuni, dopo quanto tempo cambia il campo magnetico solare. Differenze di calcolo che possono rivelarsi influenti nel computo per stabilire la profetica data. Calcolare il ciclo delle macchie solari serviva per conoscere quando il campo magnetico dello strato interno del Sole si inclinava costringendo la Terra a inclinarsi sul proprio asse magnetico per contrastarne l'effetto. Le macchie solari ci indicano anche il valore 111,111 e il 111esimo Papa della profezia di Malachia viene identificato in Benedetto XVI, ritenuto penultimo pontefice. Malachia però non ha indicato un 112esimo papa, ha solo profetizzato che l'ultimo sarà Pietro il romano. Quanti papi si succederanno fra il 111esimo e l'ultimo? Tornando alla funzione della Grande Piramide con il suo Djed, la colonna di Osiride, era quella di controbilanciare la forza del campo magnetico? Se così era, il tempo e l'uomo hanno distrutto il meccanismo e perduto le istruzioni del suo funzionamento. Stiamo navigando alla deriva verso una profetica, ciclica catastrofe? noi, dannati e condannati, insigniti del nobel per l'egoismo. Noi, che ci siamo definiti una CIVILTÀ più avanzata e tecnologicamente superiore di quelle che ci hanno preceduto. Noi, che anziché costruire siamo stati solo capaci di distruggere, pianeta compreso... Noi, che rispetto ai costruttori dei megalitici monumenti di pietra, che ci guardano da millenni, non abbiamo il diritto di definirci CIVILTÀ. Perché non lo siamo. Perché abbiamo dimenticato il vero significato di quella parola. Siamo davvero il "virus letale" da debellare; siamo la "NON CIVILTÀ".

mercoledì 2 dicembre 2009

Ladro olimpionico

Argento a Seul, si fingeva poliziotto con un complice. Per lui 4 mesi di reclusione e 500 euro di multa E' stato condannato a quattro mesi di reclusione e 500 euro di multa, Daniel Dumitrescu (nella foto a destra con i pantaloncini gialli), il pugile romeno di 41 anni, arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Roma San Pietro per furto aggravato. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico della VIII sezione di Roma, che, dopo la convalida dell'arresto (per Dumitrescu, nessuna misura cautelare), ha proceduto al giudizio accogliendo la richiesta dell'imputato di essere processato col rito abbreviato. Dumitrescu, che ai Giochi olimpici di Seul del 1988 fu battuto in finale dall'italiano Giovanni Parisi, secondo l'accusa, fingendosi poliziotto insieme con un connazionale di 23 anni (anch'egli condannato, e affidato all'obbligo di firma), derubava turisti stranieri che raggiungevano il Vaticano. I due sono stati colti in flagranza subito dopo aver derubato il portafogli a un turista tedesco.

Profezie Maya parte 1: La profezia del 21 Dicembre 2012


Secondo i Maya ci furono cinque Ere cosmiche, corrispondenti ad altrettante civiltà. Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali.Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà - quella distrutta dall’Acqua - era Atlantide. Nel Popol Vuh dei Maya Quiché, si legge: "un diluvio fu suscitato dal Cuore del Cielo, una pesante resina cadde dal cielo.. la faccia della terra si oscurò, e una nera pioggia cadde su di essa, notte e giorno". Secondo il calendario Maya, l’attuale Età dell’Oro (la quinta), terminerà nel 2012. Cosa ci dobbiamo aspettare? Secondo i ricercatori Maurice Cotterell e Adrian Gilbert, i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe scenari apocalittici, descritti dallo storico Immanuel Velikvosky nel suo libro "Earth in Upheaval".Un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani e i mari investirebbero i continenti... La temperatura diverrebbe torrida e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone. Dalle pianure spunterebbero come funghi le montagne, che continuerebbero a salire sovrapponendosi alle pendici di altre montagne e causando faglie e spaccature immani. I laghi sarebbero inclinati e svuotati, i fiumi cambierebbero il loro corso, grandi estensioni di terreno verrebbero sommerse dal mare con tutti i loro abitanti. Le foreste sarebbero divorate dalle fiamme e gli uragani e i venti impetuosi le strapperebbero dal terreno... Il mare, abbandonato dalle acque, si tramuterebbe in un deserto. E se lo spostamento dell’asse fosse accompagnato da un cambiamento nella velocità di rotazione, le acque degli oceani equatoriali si ritirerebbero verso i poli e alte maree e uragani spazzerebbero la Terra da un polo all’altro. Lo spostamento dell’asse cambierebbe il clima in ogni luogo... Nel caso di un rapido spostamento dell’asse terrestre, molte specie di animali sulla Terra e nel mare sarebbero distrutte e la civiltà, se ancora esistesse, sarebbe ridotta in rovine". Lo scenario ipotizzato da Velikovsky, presuppone la fine della vita sul pianeta terra. Per le persone che ignorano la fisica, può sembrare eccessivo. Alcuni direbbero farneticazioni, ma vi assicuro che nell’universo eventi del genere sono all’ordine del giorno. Inoltre basterebbe un asteroide di grosse dimensioni che colpisse il nostro pianeta per evocare scenari del genere. L’assurdo è che tutto questo sarebbe naturale. Quello che non è naturale è credere che sia impossibile. Sono certo che se l’uomo avesse la consapevolezza di quanto è fragile e precaria la sua esistenza su questo pianeta perderebbe l’illusione di possedere il massimo possibile, incurante delle vittime innocenti che tale scelta comporta. Velikovsky , oltre a ricalcare le leggende Maya, espone scientificamente le profezie del monaco Basilio Cotterell, in base ai suoi studi sull’attività delle macchie solari e sul calendario Maya, ha concluso che la profezia relativa alla fine della quinta Era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista per il 2012. Alcuni studiosi americani affermano che la civiltà Maya fu distrutta da calamità naturali, quali l’improvviso innalzamento della temperatura terrestre. E secondo loro tali fenomeni sono ciclici. Secondo i Maya tali eventi sarebbero previsti per il 2012. Chissà, forse fu proprio uno spostamento dell’asse terrestre che fece scomparire la civiltà Maya. Ad avvalorare tale profezia, anche se indirettamente, è il dossier presentato dal Pentagono nel 2003 in cui per il 2020 si prevedono immani catastrofi che sconvolgerebbero il pianeta, provocate dall’aumento della temperatura. Secondo recenti studi, tutto lascia credere che ciclicamente la terra subisce una specie di reset, per dare inizio ad una nuova era. Secondo alcuni studiosi siamo prossimi a tale traguardo...
http://www.youtube.com/watch?v=Vun7ahchGjc

martedì 1 dicembre 2009

Scoperte forme di vita extraterrestri su meteorite marziano in Antartide

Pensavamo che il giorno in cui ci avrebbero presentato gli alieni, saremmo entrati in contatto con esserini verdi o con mostri ostili con le pistole laser, invece su di un meteorite marziano scoperto nel 1992 in Antartide, sarebbero presenti tracce fossili di microrganismi vissuti anticamente su Marte. Il meteorite Allen Hills o ALH 84001, è noto da tempo agli studiosi, che lo stanno analizzando fin dai primi anni ‘90 ed i risultati di questo straordinario ritrovamento. Nessuno prima di Kathie Thomas Keprta, del Johnson Space Center della Nasa, utilizzando un microscopio elettronico ad alta risoluzione che ha permesso di analizzare i dischi di carbonato e i minuscoli cristalli di magnetite presenti all’interno del meteorite, era riuscito a trovare queste tracce fossili. La stessa Nasa si prepara a dare l’annuncio ufficiale nei prossimi giorni. Siamo arrivati a scoprire, un fossile dell’esistenza batterica e quindi di vita extraterrestre passata, ma come è successo per il nostro pianeta, anch’esso agli albori popolato da colonie batteriche, nei milioni di anni della sua esistenza ha visto popolarsi di esseri sempre più evoluti, a seconda dei cambiamenti climatici ed ambientali. Fattore che potrebbe aver influito anche su altri pianeti, quindi quelli che noi oggi chiamiamo alieni“batterici”, potrebbero essere per gli alieni “evoluti” (quelli delle super tecnologie e degli ufo), come i nostri dinosauri.

Ecco come le orche uccidono gli squali, la scoperta di una biologa marina nelle acque della Nuova Zelanda

Basta una mossa di karate, con l'enorme coda, e lo squalo è abbattuto. Alcune incredibili immagini, scattate a largo della Nuova Zelanda da una biologa marina, Ingrid Visser, mostrano per la prima volta come le orche assassine con estrema intelligenza e forza ingannano, attirano, stordiscono e uccidono gli squali, fra i più temuti predatori degli oceani. Un'altra strategia con cui le orche vincono la battaglia contro i loro avversari è detta del «recinto». Un gruppo di orche si dispone a cerchio e isola lo squalo e lo puntano spingendolo, oppure lo attaccano furtivamente da sotto attentando subdolamente alla pancia. «Alla fine del combattimento – aggiunge la Visser, che vive e lavora a Tutukaka, in Nuova Zelanda – girano su e giù lo squalo di modo che l’animale è completamente disorientato e non riesce più a muoversi». E anche in questo caso, il pasto e facile. La Visser (in foto), 43 anni, studia da 17 il comportamento dei mastodontici cetacei e le strategie che adottano per avere la meglio su altrettanto colossali squali, come il Mako e il Grande Squalo Bianco, da cui molti pesci stanno alla larga. «Usando una combinazione vincente di grande abilità e intelligenza e forza brutale – spiega la Visser – catturano e mangiano quelli che per molti sono gli inarrivabili predatori degli Oceani». La più impressionante delle tecniche è il colpo di coda: ruotandola velocemente l'orca crea fortissime correnti da cui lo squalo non può scappare; in questo modo l’animale sale alla superficie ed è così che l'orca solleva in alto la parte posteriore del corpo e la scaraventa sul dorso dello squalo tramortendolo. Il boccone a questo punto è pronto. La biologa, una delle maggiori studiose del comportamento delle orche “assassine”, comunque non condanna i pericolosi cetacei: «Non è che si muovano apposta per attaccare i loro nemici – precisa - il fatto è che trovare cibo nell'Oceano non è una questione semplice. Dunque, quando c’è l’occasione, l'orca la coglie al volo».

15 anni di carcere a fondatore sito web tibetano

Le autorita' cinesi hanno condannato a 15 anni di carcere Kunchok Tsephel, 39 anni, fondatore di un sito web in lingua tibetana. Lo ha denunciato oggi l'International Campaign for Tibet (Ict), un gruppo per i diritti umani con sede a Washington. Ma non si tratta dell'unica condanna contro attivisti tibetani: Reporter senza Frontiere (Rsf) ha reso nota da Parigi la condanna a cinque anni di carcere del blogger tibetano Kunga Tseyang. Tsephel era stato arrestato in febbraio e da allora i suoi familiari non avevano piu' sue notizie. Il 12 novembre, riferisce l'Ict, i parenti sono stati convocati per ascoltare la sentenza, al termine di un processo a porte chiuse di fronte al tribunale della prefettura tibetana di Gannan. Apparentemente la condanna a 15 anni per divulgazione di segreti di Stato e' collegata alle notizie sulle proteste tibetane dell'anno scorso, diffuse dal suo sito. Insegnante di tibetano e inglese, oltre che ex funzionario per la protezione ambientale, Tsephel ha creato un sito di cultura tibetana, chiamato Chodme. Secondo l'Ict, l'attivista e' in cattive condizioni di salute e non ha avuto diritto all'assistenza di un avvocato. L'altra vicenda riguarda un giovane blogger tibetano, arrestato in marzo nel monastero di Gansu dove studiava. Il tribunale della prefettura di Golok ha condannato Kunga Tseyang a cinque anni di carcere per gli articoli diffusi dal suo blog. Si tratta di scritti sul buddismo e la cultura tibetana in generale, oltre a foto del locale ufficio per la protezione dell'ambiente.
http://www.laogai.it/?p=8436