venerdì 16 ottobre 2009

Crociera Gay


Due coniugi di Trevi chiedono 3mila euro di risarcimento alla Grimaldi per aver fatto un viaggio su una nave crociera dedicata ai gay. Marito e moglie, di mezza eta', che avevano ottenuto il viaggio con una raccolta punti, sostengono di non essere stati informati al momento della prenotazione. Il loro avvocato, che ha scritto alla compagnia di navigazione, spiega che 'non e' una questione di discriminazione ma solo di godimento del viaggio. Uno spiacevole equivoco che pero' va risarcito'.

giovedì 15 ottobre 2009

CO2? E se fosse di nuovo Sumatra a rimettere a posto tutto?


La teoria del «riscaldamento globale» si basa sull’ipotesi – molto propagandata dai media e dai circoli internazionali oligarchici – che la Terra sia minacciata da un epocale aumento delle temperature, e che questo aumento è provocato dall’industria umana. Le attività economiche moderne emetterebbero troppo CO2, il gas che produce il famoso «effetto-serra»; ne consegue che dobbiamo ridurre i consumi, le attività agro-industriali (sì, anche le mucche allevate in massa contribuiscono, con le loro flatulenze), insomma dobbiamo «decrescere» a forza di tasse tipo Kyoto sulle flatulenze di ogni genere. E adesso la buona notizia: gli eventi sismici ostinatamente in corso tra Samoa e Sumatra possono risolvere una volta per sempre il problema del «riscaldamento globale», Il lago Toba, nella foto qui' in alto, non e' altro che un mega vulcano ancora attivo nel sottosuolo, quello che 73mila anni fa erutto' provocando la morte del 60% degli esseri umani presenti a quel tempo sul pianeta. Questo potrebbe anche ripetersi, riducendo il numero di questa peste del pianeta Terra che è l’umanità.

Due pesi, due misure


Il governo "amico" di Karzai impone la censura elettorale come quello "nemico" di Ahmadinejad. Ma le reazioni stavolta sono molto composte. "All domestic and international media agencies are requested to refrain from broadcasting any incidence of violence during the election process from 6:00 a.m. to 8:00 p.m on 20 August 2009". Recita la versione inglese del decreto governativo che impone la censura su tutto quel che accade di "brutto" nel giorno delle elezioni. Tradotto, suona più o meno così: "Si chiede a tutte le agenzie nazionali e internazionali di astenersi dal diffondere notizie circa incidenti o violenze durante i procedimenti elettorali dalle ore 8 del mattino fino alle ore 10 della sera". La versione in lingua originale però recita: "E' severamente vietata la diffusione delle notizie circa incidenti o violenze durante i procedimenti elettorali dalle ore 8 del mattino fino alle ore 10 della sera". Non è solo gravissimo dal punto di vista teorico. Questo decreto, che evidentemente ha funzionato, visto che le notizie di numerosissimi attentati si riescono ad avere quasi solo cercando in twitter o nei blog, è anche pericolosissimo per la popolazione afgana. Quello che ci raccontano le nostre fonti è che la gente, non sapendo che ci sono scontri, attentati, sparatorie o lanci di missili, si reca agli uffici elettorali mettendo a rischio la propia vita. Questa è la democrazia che stiamo difendendo in Afghanistan, mandano i nostri soldati a morire e a massacrare civili inermi. Una democrazia che sacrifica all'altare di una propaganda anche piuttosto bieca e rozza la vita dei propri cittadini. Ovviamente, nessuno ha messo in evidenza il fatto che dall'Afghanistan non arrivano notizie. Probabilmente perché i nostri giornali e le televisioni notizie da quel Paese non sono abituati ad andarsele a cercare. Strano, quando il regime iraniano minaccia o espelle i giornalisti nel giorno delle elezioni, tutti ne danno notizia con grande enfasi e gridando allo scandalo e invocando punizioni contro il regime liberticida. Se a fare la stessa cosa è un governo fantoccio messo su da notri alleati, nessuno dice nulla.

La storia segreta dei padroni del mondo.


Arriva finalmente anche in Italia il libro che racconta la vera storia del più potente e segreto organo decisionale del mondo: "Il Club Bilderberg – La storia segreta dei padroni del mondo", scritto dal giornalista investigativo spagnolo Daniel Estulin dopo 15 anni di indagini serrate e pericolose. Tradotto in 50 lingue e diffuso in oltre 70 Paesi, è diventato in poco tempo un bestseller internazionale, di cui è prevista a breve la versione cinematografica. Il 29 maggio del 1954 presso l’Hotel Bilderberg, a Oosterbeek, una piccola cittadina dei Paesi Bassi, su iniziativa del principe olandese Bernhard e di David Rockefeller, si riunirono le maggiori personalità del mondo politico, economico, industriale e militare; da quel momento, ogni anno, per un fine settimana, questa conferenza si è riunita in gran segreto con lo scopo di dettare le linee guida della globalizzazione e, secondo alcuni, instaurare il Nuovo Ordine Mondiale. Il gruppo include i dirigenti delle istituzioni, delle aziende e delle organizzazioni più influenti del mondo; ne hanno fatto parte, tra gli altri, Bill Clinton, ex Presidente americano, Jean-Claude Trichet, governatore della Banca Centrale Europea, Juan Carlos di Spagna, Filippo del Belgio, Carlo d’Inghilterra, George Soros, Henry Kissinger, i Rothschild, tanto per citarne alcuni, ma la lista include centinaia di altri nomi conosciuti tra cui diverse personalità italiane. La dettagliata opera di Estulin dimostra come il Club Bilderberg sia stato coinvolto nei maggiori misteri della storia recente, dal Piano Marshall allo scandalo Watergate e come in questa élite emergano le figure chiave dello scacchiere internazionale, presidenti USA, direttori di agenzie come CIA o FBI, vertici delle maggiori testate giornalistiche. Estulin colpisce questa organizzazione proprio dove fa più male: la priva della segretezza, della discrezione e dell’ombra di cui si è sempre servita e di cui necessita per attuare i suoi piani. La prova di ciò ce la fornisce lo stesso autore con la frase che fa da intestazione a "Il Club Bilderberg": «Nel 1996 cercarono di uccidermi, nel 1998 di sequestrarmi, nel 1999 di corrompermi, nel 2000 di arrestarmi e l’anno dopo mi offrirono un assegno in bianco se avessi taciuto una volta per tutte». Per fortuna, Estulin non ha mai accettato questo assegno e ci svela tutta la verità su questo occulto gruppo di potere.

mercoledì 14 ottobre 2009

La piaga del traffico dei minori e dello sfruttamento


Ogni ora nel mondo 130 bambini e adolescenti sono vittime di traffico a scopo di sfruttamento sessuale. Minori reclutati per essere prostituiti, usati per immagini e video pornografici o per altre forme pesanti di sfruttamento. Il rapporto “La loro protezione è nelle nostre mani”, presentato oggi da ECPAT e The Body Shop , mostra cifre e analisi di un giro d’affari che è parte del terzo mercato criminale più redditizio al mondo: il traffico di uomini, donne e bambini. Il rapporto è parte di una campagna internazionale voluta fortemente da The Body Shop. Marchio di prodotti per la cura del corpo, dalla lunga tradizione di azioni di sensibilizzazione su temi ambientali e sociali. Dei 2,7 milioni di persone trafficate, 1,2 milioni sono bambini. Dal 2003 al 2007 l'incidenza dei minori sul numero delle vittime di traffico identificate è passato dal 15% al 22%. Causa l’estrema povertà, tale cifra sembra destinata a crescere nei prossimi anni. La Banca Mondiale stima che 65 milioni di persone saranno costrette a vivere sotto la soglia di povertà (2 dollari al giorno), 53 milioni sotto la soglia di povertà assoluta con 1,25 dollari al giorno. Tale impoverimento provocherà un deterioramento delle condizioni di vita famigliari, lo spostamento sempre più frequente dalle zone rurali a quelle urbane, l’abbandono scolastico e la necessità che bambini e adolescenti contribuiscano al sostentamento delle famiglie. Condizioni che esporranno i minori a situazioni di pericolo, tra cui la possibilità di essere reclutati, trasportati e poi costretti a prostituirsi in un’altra regione del proprio Paese o in una nazione lontana dalla loro.Nella fase del reclutamento, nei Paesi d’origine, le vittime non sanno sempre che saranno sfruttate per fornire servizi sessuali; spesso credono che andranno a fare un lavoro rispettabile, in un albergo, in un bar o in una casa privata. I trafficanti quindi operano in un contesto in cui ci sono tantissime persone che desiderano una vita migliore. L’Italia rappresenta uno di quei miraggi prospettati alle minori, che seguono le stesse rotte delle loro connazionali maggiorenni.In Italia il triste primato per il numero di minori vittime di tratta è detenuto da Nigeria e Romania. Seguite dalla Moldavia, Albania, Russia. Ad essere sfruttati sono bambini ed adolescenti di entrambi i sessi, per lo più minori stranieri non accompagnati che, anche se liberi all’inizio della loro “avventura”, finiscono poi nelle mani dei trafficanti a causa della loro vulnerabilità. ECPAT e The Body Shop hanno lanciato la campagna “Stop al traffico di minori a scopo di sfruttamento sessuale” per accrescere la consapevolezza del problema e apportare cambiamenti a lungo termine, monitorando per i prossimi tre anni i progressi dei Paesi e delle loro legislazioni. Nel 2012, infatti, il monitoraggio globale sulle azioni svolte sarà presentato al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Marco Scarpati, Presidente di ECPAT Italia afferma che “contro questo mercato criminale ben organizzato l’azione globale di ECPAT e The Body Shop può essere la risposta giusta al momento giusto: una campagna di stretta attualità, vista la crisi globale”. Gli fa eco Simone Mizzi Presidente di The Body Shop “Non bisogna sentirsi impotenti di fronte a questi inimmaginabili atti di crudeltà. Partecipando alla campagna abbiamo la possibilità di attuare un reale cambiamento su un problema che sino ad ora è stato poco considerato da tutti.” Si potrà sostenere la campagna anche acquistando la crema per le mani “Mani morbide e cuore d’oro” (Soft hands and Kind heart) dal 28 settembre nei negozi The Body Shop d’Italia. I fondi raccolti verranno utilizzati da ECPAT per progetti di recupero e prevenzione dello sfruttamento sessuale dei minori.

Ascolta l'intervista di Monica Mastroianni a Marco Scarpati

Maldive, il Governo sottacqua


Hanno deciso di protestare, e di farlo in maniera pacifica e al quanto singolare, perche’ serve una soluzione concreta. A capo di questa trovata c’e’ il presidente delle Maldive, Mohamed Nasheed, che il prossimo 17 ottobre presiederà una ‘riunione di governo subacquea', tutto questo allo scopo di porre l'accento sulla minaccia che il riscaldamento globale - e il conseguente aumento del livello dei mari - rappresenta non solo per l'arcipelago dell'Oceano indiano, che rischia di essere completamente sommerso nel giro di pochi decenni, ma per il mondo intero. I 14 ministri che presiederanno all’evento indosseranno una muta e scenderanno ad una profondità di tre metri circa dove per l’occasione sarà allestito il tavolo che riunirà il governo di Malè. I partecipanti al vertice comunicheranno tra loro gesticolando e la riunione si concluderà con l'adozione di un appello agli altri Paesi in vista del vertice di Copenaghen a ridurre l'emissione dei gas serra. Curiosita’: il documento sarà protetto da un contenitore impermeabile inchiodato al tavolo.

Sioux contro Washington



Gli indiani Sioux Lakota dicono basta. Dopo oltre 150 anni dalla firma dei trattati fra la popolazione nativa e il governo degli Stati Uniti, i capi della gloriosa tribù hanno deciso di “non essere più cittadini Usa”. Il motivo? Il governo di Washington nel corso degli anni, dicono i capi tribù, non ha rispettato i trattati e ha fatto di tutto per “rubare la nostra cultura, le nostre terre e la nostra capacità di mantenere il nostro stile di vita”. Dunque, hanno aggiunto, le firme apposte sui trattati “non sono altro “che parole senza senso su carta priva di valore” e per questo non avrebbero validità. Inoltre, fa sapere Russel Means, attivista nativo appartenente ai Sioux Lakota, “non siamo più cittadini Usa e tutti coloro che vivono nell'area dei cinque Stati del nostro territorio sono liberi di unirsi a noi”. E sono previste anche delle novità. Chi deciderà di rinunciare alla nazionalità Usa otterrà una nuova patente di guida e un nuovo passaporto. Anche in materia fiscale, la nuova identità statale che potrebbe nascere preannuncia novità. Infatti, i cittadini che aderiranno al “nuovo Stato” non pagheranno tasse. La tribù dei Sioux Lakota è una delle più gloriose del paese. Nel 1876 sconfissero con a capo Toro Seduto le truppe del generale Custer nella famosa battaglia di Little Big Horn.

martedì 13 ottobre 2009

Allarme estinzioni


Allarme del Centro per la Diversità Biologica, una associazione Americana che si occupa della conservazione della natura, per sottolineare l’esistenza di una vera e propria Crisi dell’Estinzione. Il Centro ricorda che il 75 percento degli scienziati è convinto che siamo entrati nel sesto e più grande evento di estinzione di massa nei 4,5 miliardi di anni di vita del pianeta. Eppure meno di metà degli americani ha mai sentito parlare della crisi dell’estinzione.
Alcuni dati, tratti dalla Lista Rossa dell’Unione Mondiale della Natura del 2009:
- il tasso attuale di estinzione è 1000 volte più grande di quanto dovrebbe essere;
- il 50 per cento dei primati e il 100 per cento delle scimmie superiori (Gorilla e Scimpanzé) sono minacciate di estinzione;
- tre delle otto sottospecie di tigre si sono estinte negli ultimi 60 anni; le cinque rimanenti sono tutte minacciate di estinzione a breve;
- il 12 per cento delle specie di mammiferi, il 12 per cento degli uccelli, il 31 percento dei rettili, il 30 percento degli anfibi e il 37 percento dei pesci sono minacciati di estinzione.
Eppure le politiche di conservazione in atto non sono in grado di arrestare questi processi, e uno sforzo molto maggiore è richiesto per evitare queste modificazioni drastiche ed irreversibili sul nostro pianeta.
Il Centro ha lanciato una nuova campagna, Extinction Crisis, indirizzata a sensibilizzare la popolazione su questi temi.La prima riflessione che si può aprire in merito è sui modi della comunicazione su questi temi, che evidentemente ancora non è stata in grado di modificare l’attitudine della gente e dei decision makers in modo da poter intervenire sulle cause dell’estinzione. Forse la “minaccia di estinzione” o il Panda da soli non sono più in grado di aumentare la soglia di attenzione in un mondo dove comunque questo rimane un problema strategico ed urgentissimo. La seconda riguarda l’importanza che questa crisi, indubitabile nella sua gravità e dimensione, ha per l’umanità nel suo insieme e per le singole persone. Nel momento in cui la “crisi del clima” ha spaccato nella comunicazione globale anche a causa della sua percepibilità diretta da parte di tutti noi (più piogge estreme, più caldo, più eventi siccitosi), nonostante gli eterni scettici che con mille argomentazioni cercano di dire che non esiste o se esiste non è causata dalle attività umane, pochi capiscono le implicazioni della “crisi dell’estinzione”.
Le piante e gli animali non sono importanti solo per le anime belle appassionate di farfalline ed uccellini, ma la biodiversità garantisce la struttura e il funzionamento degli ecosistemi, i servizi da essi prodotti inclusi la depurazione dell’acqua, la produzione di ossigeno, di cibo e di materie prime di enorme rilevanza economica e sociale. Questo è il messaggio che andrebbe comunicato. Estinzione non riguarda solo i leoni o le orchidee, ma se non facciamo attenzione potrebbe riguardare, a breve, anche noi. Certamente qualcuno dirà che sono una Cassandra: vorrei ricordare che nel mito la protagonista, per quanto inascoltata, aveva ragione…

lunedì 12 ottobre 2009

Canada. Spariscono i grizzly dallo stato dell’Alberta


I grizzly minacciati di estinzione causa la caccia indiscriminate e la carenza di salmoni. Dopo il panda e l’orso polare anche questo straordinario plantigrado e’ in pericolo. Una accesa polemica sta tenendo banco nello stato dell’Alberta nel paese nordamericano tra governo e ambientalisti per sospendere la stagione della caccia all’orso in seguito a rapporti pervenuti in cui si riscontra la drastica diminuzione di questi esemplari lungo i corsi d’acqua e le aree costiere dove normalmente si dirigono per nutristi. Un piccolo esempio del degrado ambientale che sta minacciando tutto il Canada e’ il dato di fatto che ci si attendeva che 10 milioni di salmoni si ritrovassero per deporre le uova lungo il fiume Fraser, mentre ne sono arrivati solo un milione. Il governo ha promesso un censimento dei mammiferi ma solo dopo che la stagione di caccia di quest’anno si sara’ conclusa. Secondo gli ambientalisti la situazione e’ molto grave in quanto la carenza di salmoni e’ la responsabile numero uno della morte di molti grizzly durante la loro fase del letargo, poi c’e’ la caccia indiscriminata che ne riduce ulteriormente il numero. Sembra che la stessa cosa sia stata notata anche dalle guide turistiche del luogo, in 16 fiumi dove un tempo si potevano ammirare un numero considerevole di orsi il numero si e’ drasticamente ridotto. Le femmine che partoriscono d’inverno dopo essersi saziate di salmoni in settembre per sopravvivere ai duri mesi invernali sembrano essere le piu’ colpite. Quello che piu’ fa pensare e’ che si vedono sempre meno cuccioli. Il ministro dell’ambiente ha annunciato che fara’ di tutto per estendere il divieto di caccia ad altri 470 mila ettari di foreste portando cosi’ a 1.9 milioni di ettari il bando.

domenica 11 ottobre 2009

L'ultimo viaggio del Che


Non possono bastano pellicole cinematografiche, documentari o libri e biografie per capire chi era davvero Ernesto Guevara (Rosario, Argentina, 14 giugno 1928 - La Higuera, Bolivia, 9 ottobre 1967). Non è semplice descrivere la vita di un uomo, interrotta dal proiettile esploso a tradimento da un fucile di un soldato boliviano, lontano dalla sua casa natale, da quella adottiva e da tutte le persone care che aveva conosciuto. Il Che sofferente per i continui attacchi d'asma, la sua voglia, nonostante tutto, di rendere conto all'ideologia, alla sua etica e morale, che lo ha spinto fino a Cuba, in Congo, in Bolivia. Una missione la sua, che sarebbe divenuta mito e leggenda per le generazioni a seguire e che lo è stato per le generazioni di giovani suoi coetanei, che ne sposavano i comportamenti, apprezzavano le sue virtù e diffondevano i fondamenti della rivoluzione: pace, libertà e giustizia. Ma la vita di Ernesto Guevara è stata vissuta nel pieno rispetto del dovere verso le popolazioni che dal giorno dell'invasione dei conquistadores non hanno mai più avuto un minimo di speranza, di pace, di serenità. Per loro il Che ha fatto molto. E oggi a distanza di molti anni dalla sua scomparsa, sono ancora centinaia di milioni le persone che portano il suo messaggio nel cuore e i suoi insegnamenti nelle azioni quotidiane.

Una turbina per trasformare l'aria in acqua


Ha dell’incredibile ma e’ tutto vero, si tratta di una turbina eolica inventata da un imprenditore francese di Saint Tulle, l’invenzione consiste in una classica turbina eolica che però recupera anche l’umidità dell’aria per trasformarla in acqua potabile. Come funziona? Il principio è semplice: l’umidità dell’aria è catturata all’interno della turbina eolica, trasformata in una sorta di grande serbatoio e accumulata al suo interno. Alcuni filtri trasformano l’acqua dell’aria in acqua potabile; un semplice rubinetto poi permette di recuperarla. Marc Parent (nella foto),questo il nome dell’imprenditore che ha impiegato circa dieci anni tra studi e prove per realizzare il prototipo, ora ha depositato il brevetto ed è pronto a metterla sul mercato tramite la società che ha appena creato nel garage dei suoi genitori, la “Eole Water” . La sua macchina, dice, può produrre tra i 70 ed i 200 litri d’acqua al giorno: per il 2010 già sta progettando una nuova versione che ne produrrà fino a 1.000. Secondo Parent la sua invenzione potrà contribuire a regolare il problema della scarsità dell’acqua in alcune regioni del mondo.

sabato 10 ottobre 2009

www.berlusconiperilnobel.it


Il Premio Nobel per la Pace non è mai stato assegnato ad un italiano dal 1907 ad oggi. E' finalmente venuta l'ora di sfatare un tabù che dura da più di cento anni, ovvero da quanto nel 1907, ad aggiudicarselo fu Ernesto Teodoro Moneta. Alla corsa per l'ambito riconoscimento si sono succeduti, in questi anni, numerosi politici e capi di Stato, tra i quali potremmo citare, Yasser Arafat, il presidente della Corea del Sud, Kim Dae-Jung, l'ex presidente americano, Jimmy Carter, ed Al Gore.Oggi crediamo che, anche, l'Italia meriti di ricevere tale riconoscimento, e di essere degnamente rappresentata da Silvio Berlusconi, per il suo indiscusso impegno umanitario in campo nazionale ed internazionale.
Questo e' quello che dice il sito aperto per sostenere la sua candidatura. In quanto ad impegno umanitario ci sarebbe da discutere per anni.
Il nobel per la pace e' stato dato al presidente degli Stati Uniti, giustamente o ingiustamente a me non interessa, e' un discorso a parte.
Il lodo Alfano e questa sconfitta potrebbero essere l'inizio della fine di questo nanetto strafottente.
A volte i miracoli si avverano...Forza Italiani, per un nuovo miracolo italiano.

venerdì 9 ottobre 2009

Scempio nei siti archeologici iracheni


Sono sepolti nel cuore dell’Irak, sotto la polvere e l’argilla, sono i mille tesori e la storia della cultura occidentale. A partire dall’invasione del 2003, oltre al dramma della guerra, l’immensa eredità culturale dell’Iraq ha subito un saccheggio a dir poco ‘barbarico’. In particolare negli ultimi due anni, poi, la depredazione è stata così scellerata da ridurre, a livello visivo, il suolo dell’antica Mesopotamia ad una terra desolata. E’ di fatto una razzia incontrollabile, talmente fuori controllo da permettere che rarissimi manufatti finiscano, addirittura, in vendita su Ebay per meno di 100 dollari. E’ possibile trovare alcune tavolette con incise le gesta eroiche di Gilgamesh semplicemente ricercandole nel sito di aste online, e senza particolari difficoltà. La cosa piu’ triste di tutta questa storia e’ che nessuno sta muovendo un dito per fermare questo sciacallaggio. Se nessuno interverra’ al piu” presto si distruggerano i siti archeologici dove sono state erette le prime città, si cancellerano dalla memoria collettiva i luoghi dove l’uomo ha scrutato per la prima volta il cielo e dove ha cigolato la prima ruota. Si sta cancellando in maniera indelebile lo spazio dove nascevano la legge, i numeri e le prime forme di scrittura. E la cosa peggiore è che non si tratta di un ‘segreto’ ma di una situazione che, già da diversi anni, è sotto agli occhi di tutti. Già nel 2005, infatti, dopo un sopralluogo nel sito archeologico di Babilonia, il responsabile per l’istituzione culturale britannica dell’antico e vicino oriente, John Curtis, denunciava la drammatica devastazione artistico-culturale del paese. Secondo quanto racconta Curtis, in questi anni, le forze alleate hanno usato un sito tra i più antichi e preziosi del mondo come base militare, devastandone il lastricato vecchio di 2000 anni con il passaggio dei mezzi pesanti. Lo studioso aveva anche denunciato l’utilizzo dei frammenti preziosissimi da parte dei soldati, pietre antichissime vengono usate per riempire i sacchi di sabbia e sfruttate per rinforzare le barriere di sicurezza. Da quel soppraluogo poi, la situazione in Iraq non solo non è migliorata ma è talmente peggiorata che persino diverse aree del sito di Babilonia sono state ricoperte di ghiaia e di terra, cancellando per sempre ogni futura possibilità d’indagine agli studiosi e agli esperti. Dice Clemens Reichel, archeologo e professore di civiltà mesopotamiche all’università di Toronto. “Continuo a trovare incredibile il fatto che tutto questo sia potuto accadere, da quando è iniziata la guerra il mio lavoro come archeologo in quei siti è cambiato per sempre e la portata di questa catastrofe non potrà nemmeno essere ridimensionata”. C’e’ poi un mercato nero di opere, il passaggio dei soldati ha anche agevolato l’opera di ladri e ricettatori. Ci sono migliaia di reperti, come tavolette con iscrizioni cuneiformi, sigilli, fregi, statue e ornamenti, che vengono inseriti illegalmente nei mercati dell’antiquariato di contrabbando di Londra, Ginevra e New York. Dopo la caduta del regime di Saddam Hussein anche il museo di Baghdad ha subito un saccheggio devastante. “Il museo di Baghdad era un polo d’eccellenza – sostiene Mario Fales, professore di storia del vicino oriente antico all’università di Udine – e la coalizione è arrivata senza una preparazione specifica rispetto a quello che avrebbero trovato, in questo paese c’era la capacità e la competenza per fare un buon lavoro di ricerca e di conservazione, non è mai stato fatto e non viene fatto tuttora. Si va avanti ad una media di mille reperti rubati che scompaiono ogni giorno”. Del resto, se non ci si affretterà ad intervenire attivamente per salvare il patrimonio culturale dell’Iraq, la perdita di queste preziose testimonianze toglierà per sempre ai ricercatori la possibilità di ricostruire, con esattezza, il mosaico intricato della storia del pensiero umano, dell’arte e della civiltà occidentale.

Leggi altri articoli
http://www.repubblica.it/2005/d/sezioni/esteri/museobagdad/museobagdad/museobagdad.html
http://archiviostorico.corriere.it/2003/novembre/15/mio_lavoro_salvare_siti_archeologici_co_0_031115022.shtml
http://xoomer.virgilio.it/vascello/diretta.htm

Conflitti moderni e guerre dimenticate


Ecco la lista aggiornata ai primi mesi del 2009 degli attuali 25 conflitti che sono tutt’ora in corso nel mondo.

MEDIO ORIENTE
1. Iraq 135.000 morti dal 2003
2. Israele-Palestina 7.000 morti dal 2000
3. Turchia (Kurdistan) 41.200 morti dal 1984
ASIA
4. Afghanistan 38.500 morti dal 2001
5. Pakistan (Pashtunistan) 12.000 dal 2004
6. Pakistan (Balucistan) 1.300 morti dal 2004
7. India (Kashmir) 65.500 morti dal 1989
8. India (Assam) 51.800 morti dal 1979
9. India (Naxaliti) 7.200 morti dal 1980
10. Sri Lanka 83.000 morti dal 1983
11. Birmania (Karen) 30.000 morti dal 1948
12. Thailandia (Pattani) 3.500 morti dal 2004
13. Filippine (Npa) 40.500 morti dal 1969
14. Filippine (Mindanao) 71.000 morti dal 1984
AFRICA
15. Somalia 7.400 morti dal 2006
16. Etiopia (Ogaden) 4.000 morti dal 1994
17. R.D.Congo (Kivu) 6.000 morti dal 2004
18. Uganda 100.000 morti dal 1987
19. Sudan (Darfur) 301.200 morti dal 2003
20. Rep.Centrafricana 2.000 morti dal 2003
21. Ciad 2.000 morti dal 2005
22. Nigeria (Delta) 14.800 morti dal 1994
23. Algeria 150.500 morti dal 1992
EUROPA
24. Russia (Cecenia) 50 mila morti dal 1999
AMERICA LATINA
25. Colombia 300.250 morti dal 1964
Fonte: Peace Report

mercoledì 7 ottobre 2009

Ritorno al passato, ma allora Chernobyl non ha insegnato nulla!?


Prima centrale in Italia attiva dal luglio 2020, previsti 4 reattori in tre centrali. Sulla scelta dei siti ancora solo ipotesi . E' la stima degli esperti Enel che lo considerano «un obiettivo realistico». Poi ogni 18 mesi l'avvio degli altri reattori del progetto per il nucleare in Italia di Enel con l'alleata francese Edf. La selezione del primo sito è attesa per il 10 ottobre 2010, dopo la pubblicazione dei criteri per la scelta, attesi non prima del prossimo luglio. La prima colata di calcestruzzo per l'edificio del reattore è prevista per il 9 luglio 2015. Le scadenze previste sono state indicate nel corso di un seminario in Francia dove Edf (con Enel che partecipa all'investimento con una quota del 12,5%) sta costruendo il terzo reattore della centrale di Flamanvile, un progetto di ultima generazione che rappresenta il modello per la costruzione delle centrali nucleari di Enel in Italia. Il piano di Enel per il nucleare in Italia ipotizza la costruzione con l'alleata francese Edf di quattro reattori divisi tra tre centrali. Una soluzione che non è definitiva e che potrebbe essere rivista preferibilmente con due reattori per due centrali. Lo hanno spiegato gli esperti dell'Enel. Nell'ambito dell'alleanza italo-francese per il nucleare Enel guiderà la realizzazioni di centrali per circa la metà degli obiettivi di generazione nucleare in Italia fissati dal governo: quattro reattori da 1.600 Mw sugli otto (in tutto 13mila Mw) necessari per coprire il 25% dei consumi stimati a partire dal 2020 . Ogni reattore, per dare una idea della capacità di generazione, potrà alimentare una città come Roma. L'individuazione dei siti, uno dei passaggi più delicati, non è attesa prima di luglio 2010 e i criteri che verranno stabiliti dalla nuova Agenzia per il nucleare non dovrebbero comunque riservare sorprese perché necessariamente in linea con standard internazionali. I luoghi dovranno rispondere all'esigenza di un facile ed abbondante approvvigionamento di acqua (sul mare, ma anche su grandi fiumi come il Po) e di collegamento agli elettrodotti, alle caratteristiche sismiche del territorio, a requisiti di poca densità di popolazione, alla elettrodotti. Il 40% degli italiani è favorevole alla costruzione di centrali nucleari (il 12% è molto favorevole, il 28% lo è abbastanza, ma chi sono questi italiani?): un dato in aumento del 2% nel 2008 rispetto a due anni prima. La percentuale dei sì scende però al 17% se la risposta non è più in generale ma riguarda la «propensione ad accettare o rifiutare una centrale nucleare nei pressi di dove si abita»: in questo caso dice no l'82% degli italiani. Ed il 52% è sul fronte di una opposizione ancora più netta: «non lo accetterei e farei di tutto per impedirlo», risponde. L'arruolamento di tecnici esperti potrebbe rappresentare un problema, un fattore di difficoltà per il progetto italiano di ritorno al nucleare,: i laureati italiani in ingegneria nucleare sono preparatissimi, ma pochi, e tempestati da offerte di lavoro all'estero dove i compensi sono nettamente più competitivi.