Lo scorso dicembre, Cina e Laos hanno siglato un accordo per la realizzazione di una Riserva transfrontaliera che protegga gli elefanti asiatici e tutte le altre specie animali a rischio estinzione. La Riserva si estenderà su un territorio di oltre 50.000 ettari a cavallo tra i due Stati e comporterà azioni di sensibilizzazione sulla popolazione locale - mirate ad evitare, come del resto accade anche qui da noi, tensioni tra gli agricoltori e gli animali - oltre ad attività di formazione del personale dell'area protetta. Inoltre, verranno presto costruiti, sulla base di finanziamenti da parte della Banca asiatica per lo sviluppo, veri e propri corridoi ecologici allo scopo di proteggere la naturale propensione alla migrazione degli animali. Il Laos era noto in passato come la terra degli elefanti e tale veniva citato anche sulle guide turistiche. Attualmente, la situazione dei pachidermi non sembra tuttavia essere delle migliori in queste zone nonostante non si ravvisino studi particolarmente recenti sull'argomento. La pressione antropica si rivolge, infatti, sempre più verso le foreste così come il bracconaggio ai danni di questa specie non accenna a diminuire. Eppure, la perdita di biodiversità si configura sempre più anche una perdita di guadagno per i mancati introiti legati al turismo più o meno ambientale. sabato 9 gennaio 2010
CINA E LAOS UN PROGETTO A TUTELA DEGLI ELEFANTI ASIATICI
Lo scorso dicembre, Cina e Laos hanno siglato un accordo per la realizzazione di una Riserva transfrontaliera che protegga gli elefanti asiatici e tutte le altre specie animali a rischio estinzione. La Riserva si estenderà su un territorio di oltre 50.000 ettari a cavallo tra i due Stati e comporterà azioni di sensibilizzazione sulla popolazione locale - mirate ad evitare, come del resto accade anche qui da noi, tensioni tra gli agricoltori e gli animali - oltre ad attività di formazione del personale dell'area protetta. Inoltre, verranno presto costruiti, sulla base di finanziamenti da parte della Banca asiatica per lo sviluppo, veri e propri corridoi ecologici allo scopo di proteggere la naturale propensione alla migrazione degli animali. Il Laos era noto in passato come la terra degli elefanti e tale veniva citato anche sulle guide turistiche. Attualmente, la situazione dei pachidermi non sembra tuttavia essere delle migliori in queste zone nonostante non si ravvisino studi particolarmente recenti sull'argomento. La pressione antropica si rivolge, infatti, sempre più verso le foreste così come il bracconaggio ai danni di questa specie non accenna a diminuire. Eppure, la perdita di biodiversità si configura sempre più anche una perdita di guadagno per i mancati introiti legati al turismo più o meno ambientale. venerdì 8 gennaio 2010
LA MEMORIA DEL KURSK VA IN DISCARICA
Avevano promesso di farne un monumento ai caduti e invece l'hanno ritrovata in una discarica di materiali ferrosi allla periferia della città. L'imponente torretta del sommergibile nucleare Kursk, affondato nell'agosto del 2001 con il suo equipaggio di 118 uomini e tutti i suoi segreti, è apparsa così all'ora di pranzo al telegiornale di Canale21, televisione locale della città di Murmansk. Il sottomarino era stato sollevato dal fondale dove si era poggiato dopo la devastante esplosione avvenuta nella camera dei siluri, ed era stato portato ai cantieri di Rosyalkava per le indagine e lo smantellamento finale. La torre di comando, alta cinque metri, secondo i piani comunicati nel 2003 dalla Marina, avrebbe dovuto diventare la parte centrale del monumento in memoria di tutti i sommergibilisti caduti in mare, un corpo strettamente legato alla storia della più grande città portuale dell'artico russo. Presentato il progetto si trattava soltanto di trovare i finanziatori, che avrebbero dovuto intervenire con poco più di 22mila euro per pagare l'opera. A quanto pare però, la missione si è rivelata impossibile: un anno fa la torre del sottomarino è stata ceduta definitivamente alla discarica dove la tv locale della penisola di Kola l'ha ritrovata. L'ondata di emozione suscitata dalla notizia ha spinto i militari a reagire: il comandante della flotta del nord Nikolay Maksimov ha promesso di occuparsi personalmente di ciò che resta del cimelio, che fece vacillare i primi passi da presidente dell'attuale primo ministro Vladimir Putin.giovedì 7 gennaio 2010
SOCIAL NETWORK ADDIO, ECCO COME COMMETERE UN SUICIDIO VIRTUALE
Già commessi 900 "suicidi". Ma Facebook blocca il sito:
«Viola la privacy»

Un sito Internet che consente di commettere un «suicidio» virtuale, cancellando totalmente il profilo di un utente sui social network è stato bloccato da Facebook, che ha ottenuto anche la sua iscrizione nella lista dei siti pericolosi per la sicurezza dei navigatori. Suicidemachine.org, che ha per titolo «The Web 2.0 Suicide Machine», consente di cancellare tutti i «profili succhia-energia nelle reti sociali», «eliminare tutti falsi amici virtuali», e «farla finita con il vostro alterego Web 2.0», spiegano i realizzatori sull’home page, precisando che il servizio funziona attualmente con Facebook, Myspace, Twitter e LinkedIn e che in 52 minuti riesce a fare automaticamente ciò che manualmente richiederebbe oltre nove ore. Secondo Facebook, però il servizio viola i termini sulla privacy e le regole del social network quando accede e scarica i dati degli utenti per cancellarne i profili e l’azienda si riserva il diritto d’agire legalmente nell’immediato futuro. La "macchina per il suicidio virtuale", che finora è stata utilizzata, secondo quanto riportano sul sito, da 892 navigatori, 500 dei quali utenti di Facebook, eliminando 58.401 amicizie virtuali e cancellando più di 230 mila "cinguettii" da Twitter, ha risposto lanciando una petizione per chiedere l’esclusione del suo indirizzo Internet dai siti banditi. La «macchina» non è però l’unico sito di questo tipo ad aver attirato gli strali di Facebook. Il social network aveva infatti già inviato una lettera di diffida a Seppukoo.com, che permette ai suoi utilizzatori di commettere un "karakiri" informatico in puro stile giapponese. «Come il seppuku riabilita l’onore del samurai, così seppukoo.com si impegna a liberare il corpo digitale», recita un’avvertenza sul sito che in home page, accanto alle foto e ai nomi degli utilizzatori più recenti, reca anche l’avvertimento che è sotto attacco da parte di Facebook. Anche l’accesso da Facebook a seppukoo.com è stato bloccato dal social network, ma il sito ha finora negato ogni addebito, in particolare per le accuse di phishing.
LE MALDIVE SPROFONDANO? UNA BUFALA, MA LA PROVA SPARISCE!
A svelare la truffa messa in piedi dal presidente delle Maldive, uno scienziato svedese che accusa: "Il livello del mare nell'isola è invariato dagli anni '50Lo aveva annunciato il 17 ottobre 2009. In mondovisione il presidente delle Maldive in una riunione di governo sott’acqua, con tanto di maschera da sub e bombole, aveva richiamato l’attenzione planetaria (e soprattutto gli aiuti della comunità internazionale) sulla fine prossima ventura, come Atlantide, delle sue isole. Causa l’ineluttabile innalzamento degli oceani provocato dal riscaldamento globale. Il quale è responsabile (così dicono gli «esperti») della glaciazione che non ha ancora finito di mettere in ginocchio Europa e Usa. Com’è noto, qualunque cosa succeda, caldo, freddo, terremoti, tsunami, è colpa del Global Warming. Certe bufale hanno le gambe corte, ma certe altre le hanno così lunghe da meritare Oscar e Nobel. Come questa del disastro climatico imminente. Per fortuna esistono, qua e là, molte filiali del celebre e antico club degli «apoti» (coloro che non la bevono). Il presiente delle Maldive, Mohamed Nashed, ha rcentemente ricevuto una lettera aperta inviata (vanamente) da un fior di scienziato nella quale viene pregato di smetterla di terrorizzare il suo popolo a scopi elettorali e/o finanziari. Il protagonista della storia di oggi e' lo scienziato svedese Nils-Axel Mörner, già a capo dell’Istituto di Geofisica e Geodinamica all’Università di Stoccolma, già presidente della Commissione Inqua sulle variazioni del livello del mare e l’evoluzione costiera, già leader della Maldive Sea Level Project e già presidente del progetto Intas su Geomagnetismo e Clima. Lo scienziato ricorda di essere stato nelle Maldive per un decennio e di avervi studiato proprio i livelli del mare. Nel 2001 il suo gruppo di ricerca trovò «prove schiaccianti» del non aumento del livello del mare; anzi, una stabilità almeno trentennale. Il Mörner annunciò la rassicurante notizia in un’intervista a una televisione locale ma il predecessore di Nasheed ne impedì la diffusione. Salito al potere Nasheed, il Mörner scrisse per due volte a quest’ultimo, senza mai ricevere risposta. Il fatto più sconfortante è però legato a un albero. Nel 2007, alla tivù svedese, il Mörner denunciò lo scandalo: nel 2003 certi attivisti ambientalisti australiani segarono quell’albero e lo fecero sparire. Perché? Perché era la prova provata che il livello del mare alle Maldive non si era mosso di una virgola almeno dagli anni ‘50. Poiché quelle isole erano state una colonia penale, le testimonianze su tale albero che svettava vicinissimo alla costa abbondavano. Il Mörner lo aveva tenuto d’occhio negli anni, proprio perché il mare non l’aveva mai neanche sfiorato. Stando agli allarmismi, sarebbe dovuto rimanere sommerso già da quel dì. Invece no, sempre là, sempre all’asciutto. Lo scienziato svedese riferiva nella sua lettera di ben cinque incontri internazionali sulla stima dei livelli marini. Risultato: i cambiamenti di livello attesi per il 2100 variano da più 5 cm. a circa 15 cm., «un valore che comporterebbe effetti di entità assai ridotta se non trascurabile per gli abitanti delle aree costiere di tutto il pianeta». Il professor Mörner prega dunque sentitamente il presidente maldiviano di smetterla di terrorizzare la sua gente con bufale che non sono altro che «frutto di simulazioni avventate svolte al computer e costantemente smentite dalla meticolosa osservazione del mondo reale». Vale la pena di riportare per intero la piccata chiusura della lettera: «La sua riunione di Gabinetto sott’acqua non è dunque nient’altro che un espediente e una trovata pubblicitaria del tipo di quelle di cui è maestro Al Gore e configura un comportamento disonesto, del tutto inefficace e certamente non scientifico». Non vorremmo essere cattivi profeti ma temiamo che il presidente della Repubblica delle isole Maldive non risponderà nemmeno a questa terza missiva.
VIA A CRAXI? NO, VIA I CORROTTI !
Manifestazione contro la proposta di intitolare una via di Milano a Bettino Craxi
piazza Cordusio angolo via Mercanti
Sabato 9 gennaio 2010, dalle ore 14 alle 17,30
piazza Cordusio angolo via Mercanti
Sabato 9 gennaio 2010, dalle ore 14 alle 17,30
Motivazione:
"Onorare sulla pubblica piazza i politici condannati per corruzione e fuggiti in latitanza è un pessimo esempio per i cittadini: ecco perché è necessario esprimere un civile e fermo dissenso rispetto a questa scelta che inevitabilmente assume un valore simbolico in un Paese in cui le classi dirigenti si sottraggono sempre più facilmente alle proprie responsabilità, anche attraverso una impressionante sequenza di leggi su misura, mentre magistrati e giornalisti in prima linea contro mafia e corruzione vengono criminalizzati". Organizza l'associazione Qui Milano Libera
La manifestazione sarà l'occasione per una riflessione collettiva su corruzione, giustizia e politica a quasi diciotto anni di distanza dall'inizio dell'inchiesta Mani Pulite. Diciotto anni di riprogrammazione della memoria collettiva e di leggi contro la giustizia, di corruzione e impunità spinte fino all'eversione.
"Onorare sulla pubblica piazza i politici condannati per corruzione e fuggiti in latitanza è un pessimo esempio per i cittadini: ecco perché è necessario esprimere un civile e fermo dissenso rispetto a questa scelta che inevitabilmente assume un valore simbolico in un Paese in cui le classi dirigenti si sottraggono sempre più facilmente alle proprie responsabilità, anche attraverso una impressionante sequenza di leggi su misura, mentre magistrati e giornalisti in prima linea contro mafia e corruzione vengono criminalizzati". Organizza l'associazione Qui Milano Libera
La manifestazione sarà l'occasione per una riflessione collettiva su corruzione, giustizia e politica a quasi diciotto anni di distanza dall'inizio dell'inchiesta Mani Pulite. Diciotto anni di riprogrammazione della memoria collettiva e di leggi contro la giustizia, di corruzione e impunità spinte fino all'eversione.

Firma anche tu le petizioni
http://www.facebook.com/event.php?eid=239726657848
http://www.bruick.it/nostradacraxi/
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Cronaca Politica
mercoledì 6 gennaio 2010
AL LUPO AL LUPO
I cacciatori svedesi sono tornati a dare la caccia ai lupi per la prima volta in 45 anni, dopo che il Parlamento ha decretato la necessità di ridurre il loro numero in Svezia. Nove lupi sono stati uccisi nella contea di Dalarna nel primo giorno di entrata in vigore della nuova legge. I cacciatori hanno tempo fino al 15 febbraio per arrivare a quota 27 capi abbattuti, il numero massimo di animali che si possono uccidere, su una popolazione stimata in 210 esemplari. Si calcola che circa 10mila cacciatori prenderanno parte alla battuta. Ogni volta che uno di loro ucciderà un lupo, dovrà comunicarlo alle autorità regionali, che provvederanno a tenere il conto degli animali abbattuti. Ma secondo una radio svedese «è possibile che si superi la quota fissata dal governo». La Società svedese per la protezione della natura è stata molto critica verso la nuova legge, poichè violerebbe la legislazione comunitaria, oltre che mettere in serio rischio la salute dei lupi svedesi. Per questo motivo una protesta formale è stata presentata dall’associazione alla Commissione europea. I lupi della Scandinavia sono a rischio estinzione e la loro caccia è vietata dal 1970. Recentemente, però, il Parlamento svedese ha deciso che il loro numero non debba essere superiore a 210 esemplari per problemi di convivenza con gli esseri umani.LE CROCIFERE ANTIOSSIDANTI
I broccoli sono un vero toccasana diremmo "globale". Eccezionali anticancro, ottimi anche per prevenire le malattie cardiovascolari ed il diabete. Dopo l'abbuffata di fine anno consigliamo una bella settimana tra broccoli, cavoli (e rucola, fortemente depurativa) tutti ricchissimi di quei principi attivi detossicanti che hanno dimostrato una notevole proprieta' antimutagena. E dopo un periodo di stravizi che avranno sicuramente elevato lo stress ossidativo del nostro organismo ci sembra importante sottolineare l'utilizzo di questi prodotti naturali. Per chi non avesse tempo e' possibile trovare integratori in capsule a base di broccoli titolati nelle giuste percentuali di sulforafano che nella chemioprevenzione (utilizzo di sostanze antiossidanti per prevenire il cancro) si e' dimostrato efficacissimo. Si. E’ il composto dei broccoli (ma anche di molte altre crocifere, ricordiamo). La parte commestibile di queste piante è rappresentata dalle foglie nel caso del cavolo cappuccio, verza cinese, cavolini di Bruxelles o le infiorescenze ancora immature nel caso invece di broccoli, broccoletti, cavolfiore chiamato sulforafano ad avere questa potente attivita' anticancerogena (esattamente tali vegetali contengono glucorafanina che viene naturalmente convertita in sulforafano all'interno dell'organismo).Questa sostanza tra le altre cose incrementa la produzione di un enzima che protegge i tessuti dei vasi sanguigni e, allo stesso tempo, contrasta la presenza di molecole che invece li danneggiano. Nel caso dell'iperglicemia gli studi con il sulforafano sono stati tantissimi. In base alla letteratura scientifica, i diabetici hanno un rischio di malattie vascolari che è cinque volte superiore al resto della popolazione proprio per via dei danni al sistema circolatorio. Partendo da questa considerazione, ricercatori britannici hanno testato in laboratorio gli effetti del sulforafano sulle cellule dei vasi sanguigni danneggiate dall'iperglicemia scoprendo che la sostanza in esame determinava una riduzione del 73% delle molecole 'cattive' chiamate Ros (Reactive Oxygen Species), oltre ad attivare una proteina 'buona' chiamata nrf2, responsabile di enzimi antiossidazione. I broccoli, ancora, funzionano in maniera egregia contro l’Helicobacter pylori, il batterio responsabile dell’ulcera gastrica e del tumore allo stomaco. Un motivo in piu' per farne una scorpacciata.martedì 5 gennaio 2010
ADDIO SACCHETTI
Le buste di plastica sono entrate nel loro ultimo anno di vita. Dal primo gennaio 2011, infatti, la Finanziaria del 2007 vieta la produzione e la commercializzazione di sacchetti per la spesa non biodegradabili perché troppo inquinanti e pericolosi per l’ambiente. La norma sarebbe dovuto entrare in vigore venerdì, ma a luglio un emendamento al dl Anticrisi ha rinviato la sentenza di dodici mesi. I danni che in meno di trent’anni hanno prodotto alla salute del pianeta sono incalcolabili. Nel mondo ne vengono prodotti ogni anno circa cinquecento miliardi per una “vita media” di meno di mezz’ora e di tempi di smaltimento, calcolati dagli ambientalisti, sono di dieci-venti anni. In Italia se ne producono ogni anno per trecentomila tonnellate, l’equivalente di circa duecentomila tonnellate di Co2 immesse nell’atmosfera. Ne usiamo ogni anno quattro miliardi e nelle nostre discariche finiscono quasi due milioni di tonnellate di plastica. Dal 2011 si passerà ad altri contenitori più rispettosi dell’ambiente. INFIAMMAZIONI? MANGIA IL PISTACCHIO
Una nuova ricerca pubblicata on-line su Molecular Nutrition & Food Research, indica che i composti bioattivi presenti nei pistacchi hanno proprietà antinfiammatorie. L’olio di pistacchio per esempio diminuisce i livelli di IFIT-2, un marcatore delle infezioni, intese come complesse reazioni biologiche agli stimoli nocivi provenienti da agenti patogeni, cellule danneggiate ed irritate, sovente associate a molte malattie croniche ed a disturbi come obesità e tumori. Gli esperimenti sono stati condotti trattando con olio di pistacchio particolari cellule del sistema immunitario dei topi, i macrofagi, il cui compito nell’organismo è quello di aggredire e distruggere le cellule estranee e gli intrusi, che sono risultate ridurre il marcatore, influenzando significativamente i geni coinvolti nella risposta immunitaria e quindi la risposta difensiva contro i batteri, grazie proprio alle molecole bioattive presenti nei pistacchi.Secondo i ricercatori della Penn State University, i risultati della ricerca sono importanti perchè forniscono nuove prospettive terapeutiche, che potrebbero essere utili in particolare nel trattamento ambito delle malattie cardiovascolari. Esiste un associazione, la Western Pistachio Association, che da tempo insiste sulle proprietà benefiche dei pistacchi, sostenendo che questi hanno un effetto benefico sui profili di lipidi e lipoproteine. Le bacche del pistacchio sono molto nutrienti, e forniscono in grande quantità proteine, fibre, steroli vegetali e composti fitochimici naturali come gamma-tocoferolo, flavonoidi e composti fenolici, che hanno notevoli funzioni antiossidanti. In più le bacche di pistacchio contengono pochi grassi saturi e sono naturalmente privi di colesterolo. Queste considerazioni insieme contribuiscono a far si che i pistacchi possono essere compresi in una dieta salutare adatta a ridurre i rischi di malattie cardiovascolari. lunedì 4 gennaio 2010
INCENERITORI: INFORMAZIONE FALSATA
Fonte: http://www.beppegrillo.it/"Sono Patrizia Gentilini, un medico, un oncologo, appartengo all’Associazione dei Medici per l’Ambiente e sono qui per spiegare il nostro comunicato stampa del 25 novembre scorso, in occasione del nostro ventennale. Vogliamo portare alla conoscenza di tutti e denunciare il fatto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso ad associazioni pubbliche, per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti. Ci rifacciamo a un documento: il Quaderno N. 45 di ingegneria ambientale. Il documento a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Regione Toscana e altre Province in Italia. L’impatto sanitario è sviluppato a pag. 54/55 a firma di Vito Foà, nel documento sono presi in esame 4 studi, tutti riportati in maniera non corretta. In particolare per lo studio condotto in Inghilterra, di Elliot, in prossimità di 72 inceneritori, è riferito che non è stata trovata alcuna diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio circostanti gli impianti di incenerimento e in pratica non si è riscontrata nessuna diminuzione nel rischio mano a mano che ci si allontanava dalla sorgente emissiva. Quello scritto nel lavoro originale di Elliot è esattamente il contrario, perché viene riportata, per l’esattezza, una diminuzione statisticamente significativa, mano a mano ci si allontanava dall’impianto di incenerimento per tutti i cancri: il tumore allo stomaco, al colon retto, al fegato e al polmone, quindi mano a mano che ci si allontanava dagli impianti il rischio diminuiva. Nella versione italiana è stata aggiunta una negazione in modo da capovolgere il significato del lavoro. Un altro esempio è lo studio condotto in prossimità dei due impianti di incenerimento di Coriano a Forlì e anche in questo caso è riportata solo la frase iniziale delle conclusioni, in cui si dice che lo studio non ha messo in evidenza eccessi di mortalità generale e di incidenza per tutti i tumori, è un’interpretazione molto parziale. Vi spiego come stanno le cose: lo studio di Coriano è stato condotto valutando l’esposizione a metalli pesanti, secondo una mappa di ricaduta di questi inquinanti, questa è la mappa che riguarda lo studio di Coriano (vedi video) fatta per valutare le ricadute sulla popolazione in base alle emissioni dei due impianti di incenerimento. I due inceneritori sono questi due continui al centro (vedi video) : 1) per i rifiuti urbani; 2) per rifiuti ospedalieri; è stata considerata l’emissione di metalli pesanti in aria e la loro ricaduta nel territorio. L’area più scura è dove è massima la ricaduta, poi via, via i livelli sfumano, fino a un colore giallo più chiaro preso come livello di riferimento. E’ stata analizzata la popolazione residente per circa 14 anni, dal 1990 al 2003/2004, e i risultati che ci sono stati sono stati estremamente importanti per quanto riguarda le donne. Nel grafico ho riportato l’andamento della mortalità per cancro nel sesso femminile in funzione dell’esposizione, quindi in funzione dei livelli della mappa precedente. In pratica questo è l’andamento del rischio di morte in funzione del livello di esposizione (vedi video), questo è l’andamento della mortalità per tutti i tipi di tumore nel loro complesso nel sesso femminile, che arriva fino a un aumento del 54%, questo l’andamento della mortalità per cancro alla mammella, al colon retto, per cancro allo stomaco, vedete che c’è una coerenza innegabile tra aumento del rischio e aumento del livello di esposizione, questo risultato certamente molto importante viene sottaciuto nel paragrafo che riguarda l’impatto sanitario dell’incenerimento, in modo da sottostimare questo rischio che è di fatto assolutamente di rilievo. Cosa vogliamo dire con il nostro documento e con il nostro comunicato stampa? Abbiamo voluto ricordare la nascita delll’Associazione dei Medici per l’Ambiente, che la nostra associazione ha come finalità di fornire strumenti di conoscenza al servizio di tutti i cittadini e di essere coerenti in questo, seguendo il nostro grande maestro, purtroppo scomparso: Lorenzo Tomatis che ci ha insegnato che medicina e scienza devono essere al servizio dell’uomo, della salute e non degli interessi economici. Abbiamo voluto ricordare che non è la prima volta che l’uso pure artefatto, strumentale degli studi scientifici è servito e ha costituito l’alibi per non adottare delle misure di protezione della salute pubblica, con un carico di sofferenze, di morti, malattia che si poteva evitare. Noi non vogliamo che questo si ripeta anche con l’incenerimento dei rifiuti che è una pratica assolutamente da bandire, dobbiamo riciclare, recuperare la materia e non bruciarla. Vorrei ricordare che la nostra associazione è indipendente, non è necessario essere medici, tutti possono iscriversi, potete andare sul nostro sito, tutti possono associarsi, non godiamo di finanziamenti da parte di terzi, ci autososteniamo. Nell’ambito del tema della gestione dei rifiuti, vorrei ricordare un nostro libro come strumento di conoscenza per le amministrazioni, per i cittadini, le associazioni. Nessuno di noi ha diritti, quindi non è una promozione commerciale. Come associazione siamo interessati a una variegata presenza di problemi come per esempio: telefonini, Ogm, pesticidi, inquinamento dell’aria. Problemi cruciali per la salute di tutti, siamo convinti che solo con la conoscenza, con la partecipazione e con l’impegno di tutti, si riuscirà a trovare soluzioni per la tutela della salute, della vita e del futuro di tutti noi." Patrizia Gentilini
ESPERANTO CHE QUALCUNO SE L'IMPARI
E' passato un secolo e mezzo, eppure due milioni di persone in circa 120 paesi parlano la lingua del Paese che non c'è. A crearla fu Ludwik Lejzer Zamenof, un medico oculista polacco di fine Ottocento, che si preoccupò di trovare un linguaggio global, che facesse parlare tutti, in tutto il mondo. E' una lingua viva, dunque, nonostante quello che si potrebbe pensare di un idioma costruito a tavolino. E anche in Italia, nonostante il nostro illustre passato linguistico, l'esperanto gode di ottima salute. In particolari circostanze la Rai trasmette in esperanto su onde corte, via satellite e via internet, e il sito esperanto.it, che gode di buon successo, è solo uno dei canali di comunicazione attraverso il quale gli esperantisti italiani si tengono in contatto. Sono parecchi anche i giovani che si avvicinano alla lingua "universale" nata in Europa. Sul sito della Gioventù Esperantista Italiana è addirittura possibile iscriversi a un corso gratuito via email. Per la sua diffusione su vasta scala, internet non può che essere un alleato. Non a caso, attraverso il web l'esperanto ha iniziato a vivere una seconda giovinezza: grazie anche a YouTube, Facebook, Twitter o Wikipedia, l'idioma ha potuto raggiungere un pubblico ancora più ampio. Una lingua facile. Nato per essere utilizzato come seconda lingua e non per sostituire gli idiomi etnici, l'esperanto fu creato da Zamenhof con una semplicità fonetica, morfosintattica e lessicale che ne permettesse un rapido apprendimento e un facile impiego. A ogni suono corrisponde una sola lettera e a ciascuna lettera un solo suono. Non esistono consonanti doppie, non esiste differenza tra vocali aperte e chiuse, l'accento cade sempre sulla penultima sillaba, le regole grammaticali sono appena 16 e senza eccezioni. Più d'un esperantista ha chiesto di riconoscere all'idioma di Zamenhof la dignità di lingua tra tutte quelle utilizzate in Europa, partendo dal presupposto che in alcuni contesti questa lingua potrebbe rappresentare un comodo passepartout linguistico, semplice da imparare e facile da utilizzare. Si pensi alla proposta di legge del gennaio 2009 dell'europarlamentare slovena Ljudmila Novak, che ha richiesto l'introduzione dell'esperanto quale lingua comune.
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domenica 3 gennaio 2010
RELITTO AEREO DEL 1911 TROVATO IN ANTARTIDE
La carcassa di un aereo del 1911 è stata scoperta fra i ghiacci del Polo Sud da esploratori polari australiani. Il velivolo monoposto, il primo prodotto dalla società britannica Vickers otto anni dopo il primo volo dei fratelli Wright nel 1903, era stato portato in Antartide dall'esploratore britannico-australiano Douglas Mawson nel 1911. L'aereo era rimasto fortemente danneggiato in Australia durante un volo di prova. Mawson l'aveva allora portato al polo, mettendo gli sci al posto del carrello, per usarlo come trattore per le sue slitte. Il velivolo era stato abbandonato a Cap Denison, campo base della spedizione. Il relitto era stato visto per l'ultima volta nel 1975, completamente imprigionato nei ghiacci. Il giorno di Capodanno, grazie alla bassa marea e allo scioglimento dei ghiacci, un carpentiere della fondazione australiana Mawson ha notato i resti della fusoliera. Gli esploratori hanno quindi recuperato la carcassa scavando nel ghiaccio, e alla fine di gennaio la riporteranno in Australia.LADDOVE IL MARE E' PIU' PROFONDO
Moana Pozzi era ligure, nata a Genova il 27 aprile 1961 da una famiglia molto cattolica e di buon livello sociale: la madre, Rosanna, faceva la casalinga ed il papà Alfredo lavorava in un centro di ricerca nucleare, lavoro che lo portava a periodici trasferimenti all’estero: con la famiglia infatti si trasferì per brevi periodi in Spagna, Canada, Brasile ed Argentina.Il nome ‘Moana’ significa : laddove il mare è più profondo’ in lingua polinesiana e fu scelto dai genitori in dolce attesa della loro primogenita sull’atlante geografico; un nome non comune che forse incise sulla personalità di Moana, al punto da farle decidere già da giovanissima che anche la sua vita doveva essere fuori del comune. Dopo il liceo Scientifico, frequentato presso le Suore Marie Pie e Scolopie e sei anni di chitarra classica in Conservatorio, nel 1979, a soli 18 anni Moana sentì infatti il bisogno di sganciarsi dalla sua famiglia e andarsene a Roma, per provare a farcela da sola. Era una ragazza ambiziosa, testarda, determinata; cercava il successo ed aspirava a diventare un personaggio famoso in tutto il mondo. Il suo obiettivo era quello di riuscire a guadagnare tanto denaro, perché era convinta che solo quello avrebbe potuto renderla veramente felice. ‘Il denaro – diceva - mi piace guadagnarlo, toccarlo, spenderlo e metterlo in banca. Per lei avere soldi significava poter fare ed avere quasi tutte le cose che potesse desiderare: l’idea di vivere senza denaro non la rendeva né tranquilla né felice. Tre cose la spaventavano più delle altre: la sofferenza fisica, la vecchiaia e la dipendenza affettiva da un’altra persona; per questo forse non voleva perdere tempo, desiderava arrivare presto al successo e non legarsi veramente a nessuno. Moana scelse di puntare sul suo corpo, di ragazza giovane, alta, bionda, con occhi verdi, un bellissimo sorriso e delle curve mozzafiato; avrebbe potuto contare anche sulla sua intelligenza e sensibilità, ma la strada era troppo lunga da percorrere e la ragazza aveva un'inspiegabile fretta di raggiungere il successo. Cominciò posando come modella e poi, piano piano, ebbe proposte sempre più vantaggiose da un punto di vista economico, per cui dal 1981 al 1985, in soli quattro anni, riuscì a fare di sé stessa un personaggio abbastanza conosciuto, anche se doveva passare da una cosa all'altra, da una cosa 'seria' ad una 'porno', ma per Moana era la stessa cosa: entrambe producevano denaro. Lavorò alla trasmissione per ragazzi di Raidue, Tip Tap (1981) ebbe una porticina in Borotalco di Carlo Verdone (1982 – è la ragazza che esce nuda dalla vasca da bagno), un’altra in Ginger e Fred di Fellini (1985) ed ancora su Raitre, in Jeans 2, insieme a Fabio Fazio. Nello stesso periodo cominciavano ad arrivare anche le copertine sui giornali: la prima, nel 1984 su Blitz (un giornale di nudo soft), poi la prima "seria" su l'Europeo nel 1985. Nel frattempo i genitori di lei erano venuti a sapere dell’attività artistica della loro figlia e pensavano che, date le qualità che indubbiamente aveva, si stesse un po’ buttando via, per cui cercarono di spingerla verso il teatro, la recitazione, visto anche il piacere che la figlia diceva di provare nell’esibirsi. Moana si iscrisse dunque alla scuola di recitazione "Alessandro Fersen", ma la frequentò con scarsi risultati,in quanto mancava totalmente di motivazione; nello stesso periodo si presentò ad un provino dove cercavano una giovane attrice per un piccolo ruolo in una commedia musicale con Antonella Steni (1983): venne scelta e per due mesi recitò al teatro Parioli di Roma in "L'Adorabile Imputata". Ben presto però Moana capì che non era quella la sua strada, perché il teatro non le consentiva di diventare velocemente una protagonista e non sopportava di perdere del tempo in una lunghissima gavetta. Inoltre, il mestiere di attrice non la gratificava: in realtà non amava interpretare dei ruoli, ma solamente sé stessa, per cui si stava facendo strada in lei l’idea di fare qualcosa di ‘poco tradizionale e scioccante’ nel mondo dello spettacolo. Nel 1986 Moana decise quindi di entrare a far parte dell'agenzia di Riccardo Schicchi, il manager di Ilona Staller, ed insieme costruirono il suo primo live-show: "Sesso telcomandato". Fu un successo, cui seguì ‘Curve deliziose’, dove si esibiva con Cicciolina fra lo scandalo generale. Le due pornostars furono infatti denunciate per atti osceni in luogo pubblico, processate e condannate a sette mesi, senza condizionale. Ma Moana non era solo una pornostar: quello che la rendeva personaggio era il fatto di non essere mai veramente volgare, qualsiasi cosa dicesse o facesse. La sua abilità nel gestire la sua immagine ne fece in breve tempo un personaggio ammirato, dagli uomini e dalle donne, perché nelle sue castissime apparizioni televisive dimostrava sensibilità, autoironia, gusto artistico, cultura e stile. Moana Pozzi non amava la mondanità e, se usciva, le piaceva andare in locali poco frequentati, tipo bar e discoteche per gay, club privati conosciuti solo da un piccolo giro di persone. Era molto attratta dal mondo dei gay : le piaceva averli come amici, guardarli mentre facevano l’amore. Sentiva di avere dentro di sé una componente maschile molto forte e quindi le piaceva fantasticare di essere un uomo e poter 'prendere' un altro uomo. Della sessualità aveva infatti una visione molto maschile, del tipo ‘mordi e fuggi’: non le piacevano i legami lunghi, le storie con implicazioni sentimentali, anche perché, come abbiamo detto, la spaventavano. I suoi amori nella vita privata duravano al massimo un anno, ma in queste storie Moana era dolce, femminile, fedele (a parte che nel lavoro). Moana era anche una donna molto religiosa, cresciuta fino all'età di tredici anni, per sua ammissione, con una grande paura dei possibili castighi divini, poi superata; credeva negli angeli e nei diavoli, nella vita dopo la morte e pregava spesso, leggendo la Bibbia o le Confessioni di Sant’Agostino, che apriva a caso, con la speranza di trovarvi il conforto. Una vita insomma, piena di enormi contraddizioni, che si rifletteva anche nei suoi sogni, come quello di camminare in equilibrio su una corda tesa sopra un mare immenso e minaccioso, dove in ogni momento sentiva di poter cadere, (anche se non succedeva mai). Un altro sogno era quello di trovarsi di fronte ad un’ enorme bilancia con il diavolo e Dio che la tenevano per mano, quasi in una posizione di equilibrio fra il bene ed il male. Nel 1991 Moana decise di svelarsi pubblicamente anche nella sua intimità e pubblica: la ‘Filosofia di Moana’, un memoriale scritto in forma di dizionario, nel quale la pornostar parla di sé e dei tanti uomini con i quali ha avuto rapporti sessuali, fra cui alcuni famosissimi, come Renzo Arbore, Grillo, Tardelli, Craxi, De Crescenzo, ecc. Il suo motto era: “vivi come se dovessi morire domani e pensa come se non dovessi morire mai". Ed invece la morte è arrivata anche per lei, ma di questo evento sappiamo ancora molto poco. La sua scomparsa fu infatti annunciata il 17 Settembre 1994, ma secondo le fonti ufficiali il decesso era già avvenuto due giorni prima, presso l’ospedale Hotel de Dieu di Lione. La causa della morte rimane ancora sconosciuta: c’è chi parla di AIDS, chi di un’infezione fulminante al fegato contratta in occasione di un suo viaggio in India, chi di cancro. Alla sua morte il suo attico all’Olgiata, pieno di collezioni di pellicce, vestiti, scarpe, preziosi oggetti di arredo in stile neoclassico e barocco, oggetti di arte sacra come statue, inginocchiatoi e acquasantiere, fontane seicentesche, macchine sportive ecc. è stato oggetto di lite giudiziaria fra la famiglia di lei ed il marito, ex autista, da lei sposato a Los Angeles. Sulla sua vita è stato girato anche un film, ‘Guardami’, che non è un film pornografico, anche se parla del mondo del porno, e forse per questo non ha avuto molto successo.
sabato 2 gennaio 2010
L'INFORMAZIONE CENSURATA
Un'accesso semplice e gratuito all'informazione documentaristica per creare un'alternativa democratica, ecco in cosa crede l'organizzazione che mette a disposizione degli utenti i filmati. Sfortunatamente molti dei video che si trovano in questo sito (in inglese) non sono mai stati inseriti in nessun palinsesto televisivo. La maggior parte dei filmati sono in inglese, alcuni sono disponibili in francese e spagnolo. Buona visione.venerdì 1 gennaio 2010
LE DIECI PAROLE PIU' USATE DALLE DONNE
1) BENE: questa e' la parola che usano le donne per terminare una discussione quando hanno ragione e tu devi stare zitto.2) 5 MINUTI: se la donna si sta vestendo significa mezz'ora. 5 minuti e' solo 5 minuti se ti ha dato 5 minuti per guardare la partita o giocare alla playstation prima di uscire o di fare qualsiasi altra cosa insieme.
3) NIENTE: La calma prima della tempesta. Vuol dire qualcosa... e dovreste stare all'erta. Discussioni che cominciano con niente normalmente finiscono in BENE (vedi punto 1).
4) FAI PURE: e' una sfida, non un permesso. Non lo fare.
5) SOSPIRONE: e'come una parola, ma un'affermazione non verbale per cui spesso fraintesa dagli uomini. Un sospirone significa che lei pensa che sei un'idiota e si chiede perché sta perdendo il suo tempo li' davanti a te a discutere di NIENTE(torna al punto 3 per il significato di questa parola).
6) OK: Questa e' una delle parole più pericolose che una donna può dire a un uomo. Significa che ha bisogno di pensare a lungo prima di decidere come e quando fartela pagare.
7) GRAZIE: Una donna ti ringrazia; non fare domande o non svenire; vuole solo ringraziarti (a meno che non dica 'grazie mille' che il più delle volte può essere PURO sarcasmo e non ti sta ringraziando.)
8) COME VUOI: e' il modo della donna per dire vai a quel paese!!!!
9) NON TI PREOCCUPARE FACCIO IO: un'altra affermazione pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un uomo di fare qualcosa svariate volte ma adesso lo sta facendo lei. Questo porterà l'uomo a chiedere: 'Cosa c'e' che non va?'
Per la riposta della donna fai riferimento al punto 3.
10) CHI E'?: questa è solo una semplice domanda.. ricorda però che ogni volta che una donna ti chiede 'chi è' in realtà ti vorrebbe chiedere: 'CHI E' QUELLA PUTTANA E COSA VUOLE DA TE????????????' occhio a come rispondi...
Mandalo a tutti gli uomini che conosci per avvertirli che potrebbero evitare delle discussioni se solo si ricordassero la terminologia!!!
Mandalo a tutte le donne che conosci per farle ridere...
...perché sanno che e'vero!!!
Grazie Laura D. (Belluno)
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