martedì 3 agosto 2010

VIVERE LA MIA VITA

Imprigionato per 27 anni per uno stupro mai commesso, Michael Anrthony Green è stato liberato la settimana scorsa ed è stato capace di lasciarsi dietro parte della rabbia che ha sostenuto la sua sopravvivenza dietro le sbarre. Accompagnato dal suo avvocato, Green, 44 anni, ha lasciato la Harris County Jail in Texas e si è buttato tra le braccia dei circa 20 parenti che lo aspettavano. ”Vivere la mia vita” ha detto Green quando gli è stato chiesto cosa avrebbe fatto ora. Green è stato scarcerato dopo che il procuratore distrettuale di Harris County ha riaperto il suo caso e nuovi esami del DNA hanno dimostrato che non è stato lui a violentare nel 1983 una donna che era stata rapita. Alla domanda su cosa l’abbia fatto andare avanti negli ultimi 27 anni, Greene ha risposto che in parte è stata la sua rabbia. ”Ho incanalato la mia rabbia nello studio della legge”, ha detto stringendo tra le mani una foto della madre, morta mentre lui era in prigione. ”Ho vissuto così, giorno dopo giorno, studiando la legge per trovare il modo di tornare ad essere libero”. La sua rabbia è scoppiata ancora quando, nonostante che ormai fosse un uomo libero, le guardie lo hanno ammanettato e messo ferri ai piedi nel tragitto dalla sua cella all’aula del tribunale dove il giudice ha emesso la sentenza liberatoria. L’avvocato di Greene, Bob Wicoff, ha giustificato le intemperanze del suo cliente sttolineando che metà della sua vita gli è stata portata via. Green è entrato in prigione quando aveva 18 anni. I nipoti che lo hanno festeggiato fuori dal carcere non erano nemmeno nati mentre lui era in carcere.

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