lunedì 7 giugno 2010

A VOLTE RITORNANO

Dopo oltre 150 anni, torna il lupo sulle Dolomiti del Brenta, in Trentino. Tracce erano state rinvenute sulla neve il 13 aprile scorso dal personale di sorveglianza del Parco naturale Adamello Brenta. La conferma che appartengano ad un lupo è arrivata dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) di Bologna, che ha analizzato i campioni di urina raccolti in quell'occasione nel Brenta nord-orientale. I risultati delle analisi hanno confermato che si tratta di un esemplare maschio di lupo, appartenente alla popolazione italiana (Canis lupus). Si tratta dunque di un animale, probabilmente giovane, in dispersione dall'arco alpino centro occidentale, dove dagli anni '90 si è insediata una popolazione vitale, di provenienza appenninica. Dopo il 13 aprile non sono state segnalate in Trentino altre tracce attribuibili a questo esemplare. Il ritorno del lupo, oltre ad essere di grande interesse naturalistico, secondo gli esperti costituisce anche nuova prova dello stato di salute dell'ambiente montano del Trentino e in particolare dei suoi parchi naturali. La scoperta della presenza del lupo sul Brenta segue di un paio d'anni il rinvenimento delle spoglie di un esemplare in val di Fiemme, la cui provenienza, sempre determinata geneticamente, era invece balcanica.

domenica 6 giugno 2010

LA SFIDUCIA

La rivista “Palabra Nueva”, dell'Arcidiocesi dell'Avana, constata nel suo ultimo numero che l'economia del Paese caraibico sta andando verso il collasso. Secondo un articolo firmato dal sacerdote Boris Moreno, esperto in Scienze Economiche, le cause sono dovute in buona parte all'ideologia seguita dall'Esecutivo di Raúl Castro Ruiz. Per il sacerdote, la politica economica del Governo “è stata caratterizzata da una mancanza di definizione sia di prospettiva che di mezzi, sequestrata dalla 'ricentralizzazione' ideologica che vuole mantenere ad ogni costo un ordine di cose che affoga il Paese e che ora, di fronte alla grave crisi mondiale, sembra fare acqua e come arsenale di risposte ha solo le affermazioni utopistiche e il riaggiustamento attraverso una forte riduzione delle spese che può portare a un collasso socioeconomico”. “Nonostante certi successi e la capacità di rimandare gravi problemi del sistema, l'economia cubana affronta ora, a causa dei suoi squilibri interni e minacciata dalla difficile situazione mondiale, un contesto molto preoccupante”. Padre Moreno ricorda poi che la crescita economica dell'1,4% del 2009 contrasta gravemente con il 6% previsto (e annunciato) dal Governo cubano, che ha ammesso una grave crisi di liquidità e ha progettato un discreto 1,9% per il 2010, con misure di risparmio, taglio delle spese sociali e priorità agli investimenti in settori che generano valuta. Per il presbitero, dell'attuale équipe economica di Castro non si conoscono “né le intenzioni né le proposte, né i piani, forse in base alla prevalenza dell'ideologia che ha sempre vinto sulla razionalità economica”. Cuba ha come principali fonti di entrate la vendita di nichel, il turismo, l'esportazione di servizi ad altri Paesi e le rimesse inviate dai cubani che lavorano all'estero. L'articolo fa riferimento alla “quasi improduttività nello sfruttamento di nichel, con una caduta del prezzo dell'80%”, e alla riduzione delle entrate derivanti dal turismo e dalle rimesse, per la crisi economica che colpisce gli Stati Uniti, dove vive la maggior parte degli emigrati cubani. Sono anche diminuite le entrate per il lavoro dei medici e degli altri professionisti che Cuba offre al Venezuela, di fronte alle difficoltà di questo Paese per il crollo dei prezzi del petrolio. L'isola caraibica affronta dunque una “delicata ed esplosiva esposizione finanziaria”, che fa aumentare il debito estero, mentre “varie linee di credito sono state chiuse e altre rincarate, aggravando la mancanza di liquidità e correndo il rischio di insolvenza”. Altri temi criticati nell'articolo di padre Moreno sono i livelli di efficienza molto bassi dell'agricoltura e dell'industria cubane, così come l'“indisponibilità” del Governo a “potenziare le capacità imprenditoriali con riforme sostenibili”. Anche se il Governo cerca di promuovere l'efficienza pagando la rendita lavorativa, nel 2009 la produttività è scesa dell'1,1%. Persistono l'eccessiva burocrazia, i furti allo Stato per alimentare il mercato nero e la mancanza di stimoli visto che il salario medio è di 20 dollari al mese, in una società abituata al paternalismo statale, con sanità e istruzione gratis e servizi sovvenzionati. “Gli appelli a lavorare duramente e con efficienza non riusciranno a cambiare la situazione - scrive padre Moreno -. Le condizioni socio-economiche di un Paese non cambiano per i discorsi o i decreti”. A due anni e mezzo dall'ascesa di Raúl Castro al potere, conclude, “non si intravede alcun segnale dei cambiamenti promessi”, e “la sfiducia si sta diffondendo”.

sabato 5 giugno 2010

MAREA NERA, MAREA D'ORO

Incredibile ma vero. Anche se sta facendo ogni sforzo per bloccare la fuoriuscita di greggio dal pozzo in fondo al Golfo del Messico, il disastro potrebbe diventare fonte di guadagni per la BP, a quanto stima il sito mcclatchydc.com Se infatti i tentativi di fermare il flusso funzioneranno – e sia il governo Usa che la compagnia petrolifera si dicono ottimisti – la BP riuscirà a recuperare gran parte del petrolio che sta uscendo dai tubi rotti sul fondo dell’oceano. Il petrolio recuperato potrebbe generare per la BP 1,4 milioni di dollari al giorno. Una volta recuperato e pompato della nave Discoverer Enterprise, il greggio sarà lavorato e a bordo di una petroliera trasportato ad una raffineria dove sarà venduto. ”E esattamente la stessa cosa che accadrebbe col petrolio prodotto estratto coi metodi tradizionali”, ha detto il portavoce della BP, Graham MacEwen. In base alle stime governativa, il pozzo guasto potrebbe produrre greggio per un valore di 85 milioni durante i prossimi 60 giorni, fino a quando la perdita potrà essere finalmente fermata. Coloro che sono proprietari del sito sottomarino affittato alla BP – ovvero i contribuenti americani – vedranno un pò di soldi, ma certo non nella quantità che finirà in tasca alla compagnia petrolifera. Al ministero del Tesoro si calcola che spetteranno 328.000 dollari al giorno, ovvero un totale di 19 milioni in 60 giorni. Ci sarano poi le royalties che la BP dovrà pagare per il greggio andato perduto, per un totale di 13,5 milioni. Il calcoli del sito McClatchy si basano su calcoli governativi che stimano la perdita a 25 mila barili al giorno e la royalty del 18,75 per cento applicabile sul pozzo della BP con i prezzo del petrolio stabilito in una media di 70 dollari a barile. Ieri lo spot price si aggirava sui 74 dollari a barile.

venerdì 4 giugno 2010

AGENTE E330: LICENZA DI UCCIDERE

FERMATE L’USO DI QUESTI ADDITIVI ; SELEZIONANDO I PRODOTTI CHE COMPRATE E’ IL CONSUMATORE CHE CONDIZIONA LA SCELTA DEI FABBRICANTI. RIPRODUCETE QUESTO DOCUMENTO; DISTRIBUITELO AD AMICI E CONOSCENTI:UTILIZZATELO A DIFESA DELLA VOSTRA E DELL’ALTRUI SALUTE:DISTRIBUITELO!!!!


Ci è stato chiesto di diffondere il più possibile quest’informazione: Il cloridrato di alluminio sarebbe la causa di numerosi cancri al seno. una specialista in biologia cellulare, la sig.ra Gabriela Casanova Larossa dell’università in Uruguay ha scritto questa spiegazione sulle origini del cancro al seno: Qualche tempo fa ho assistito ad un seminario che trattava del cancro al seno. Al momento delle domande-risposte, ho chiesto perché ‘ascella è il posto dove si sviluppa maggiormente un cancro al seno. Allora non ho ricevuto risposta alla mia domanda, ma ho appena ricevuto una lettera che risponde alla mia domanda, e desidero condividerla con voi. La causa principale del cancro al seno è l’utilizzo di ANTI-TRASPIRANTI La maggioranza dei prodotti sul mercato sono una combinazione di anti-traspiranti e deodoranti. Guardate, la combinazione dei prodotti che avete in casa. Se ce ne sono che contengono cloridrato di alluminio (anche deodoranti) bisogna buttarli via e trovare altre marche che non hanno componenti a base di alluminio. Ce ne sono sul mercato…… Eccovi una spiegazione molto semplice. Il corpo umano ha solo poche zone suscettibili di eliminare le tossine: dietro alle ginocchia,tra le gambe e tra le ascelle. Le tossine vengono eliminate sotto forma di sudorazione. Gli anti –traspiranti impediscono questa sudorazione, quindi EVITANO la missione del corpo che consiste nell’eliminazione delle tossine attraverso le ascelle. Queste tossine non scompaiono. Sono trattenute nelle ghiandole linfatiche che si trovano sotto le braccia. La maggioranza dei cancri al seno iniziano in questa regione superiore al seno. Gli uomini sono meno suscettibili di sviluppare questo tipo di malattia perché anche se utilizzano anti-traspiranti questi vengono trattenuti in superficie dai peli delle ascelle e non vengono applicati direttamente sulla pelle. Le donne che si rasano sotto le ascelle accrescono il rischio di piccole ferite causate dalla lametta e applicando questo prodotto subito dopo la rasatura permettono ai prodotti chimici di penetrare più facilmente nel corpo. Per favore, informate tutte le donne e gli uomini che conoscete. Il cancro al seno prende proporzioni veramente allarmanti!Se con questa nota, possiamo evitarne qualcuno…..
GRAZIE!!!

LISTA DISTRIBUITA DAL CENTRO ANTI-TUMORI DI AVIANO (PORDENONE)
(Centro specializzato contro i tumori)

ADDITIVI SOSPETTI
E 125 - 131 - 141 - 142 - 150 - 153 - 210 - 212 - 213 - 214 - 215 - 216 - 217 - 221 - 222 - 223 - 224 - 226 - 231 - 233 - 236 - 240 - 338 - 339 - 340 - 341 - 460 - 462 - 463 - 465 - 468 - 687
ADDITIVI TOSSICI
E 102 - 110 - 120 - 123 - 124 - 127 - 220 - 221 - 230 - 239 - 250 - 251 - 252 - 311 - 312 - 320 - 330 - 407 - 450
NOTA BENE: L’ADDITIVO E330 (glutammato monosodico) E’ IL PIU’ PERICOLOSO

ALIMENTI DI LARGO CONSUMO CONTENENTI ADDITTIVI TOSSICI
MERENDINE:
Buondì Motta; Jolly Alemagna; Merendine Fabbri; Tin Tin Alemagna; Merendine Briciola.
BIBITE:
Aranciata San Pellegrino; Bitter Analcolico: Gingerino; Spume; Crodino; Aranciata Cin Cin; Aranciata Lievissima.
APERITIVI:
Aperol; Gancia; Americano; Rosso Antico; Amaro Cora; Clunol; Vov; Punch al Mandarino;
DOLCIUMI:
Caramelle Perugina alla frutte e formato a spicchi ( limone e arancia) Caramelle fondenti (perugina) ed Assortite Sete Sere ( perugina) Charms ( alemagna)
SIGARETTE: MMS; MARLBORO;KIM;MULTIFILTER
PRODOTTI DI LEVITAZIONE: lievito BERTOLINI
Grazie : Fabrizio F. (Sydney-AUS)

giovedì 3 giugno 2010

CARNE DI CAVALLO ADDIO?

E’ quanto potrebbe accadere se diventerà realtà una proposta di legge per vietare la macellazione degli equini. Il cavallo, nelle intenzioni del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, verrà di fatto equiparato a cani e gatti, un modo per “assicurare dignità e rispetto”. E’ un partito trasversale che, però, si scontra con chi, sul solco di una lunga tradizione culinaria, ama la carne da cavallo. La proposta incontra anche il favore del ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, che da anni si dichiara contrario alla macellazione. L’iniziativa è partita a novembre, racconta il Corriere della Sera, grazie a Paola Frassinetti, vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera. Lo scopo è di “spezzare quella terribile catena vecchiaia-macello”. Si procederà gradualmente, fissando una serie di paletti legislativi per arrivare all’obiettivo finale. Il giro d’affari in Italia è piuttosto ridotto, tranne nelle zone dove per tradizione la carne di cavallo la fa da padrona, come Verona, Padova e alcune aree del sud. In Francia da tempo divampano le polemiche tra i sostenitori della campagna anti-macellazione, tra cui vi è anche Brigitte Bardot e i rappresentati di categoria, macellatori che vedono a rischio il proprio mestiere.

mercoledì 2 giugno 2010

EMICRANIA: ECCO PERCHE' SI FUGGE DALLA LUCE

Ora chi soffre di emicrania conosce il perché del terrore della luce, quella vera e propria fobia che in presenza di un attacco spinge a rintanarsi in un posto al buio per evitare di amplificare un dolore già insopportabile. La colpa è di un collegamento tra cellule luce-sensibili degli occhi e una famiglia di neuroni con un ruolo cruciale nel dolore dell'emicrania. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Neuroscience, si deve a Rami Burstein, Moshe Jakubowski e Rodrigo Noseda del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, in collaborazione con . Vanessa Kainz, Joshua J. Gooley, Clifford B. Saper e Kathleen Digre. L'85% di chi soffre di emicrania e cefalea ha anche una fotofobia, vale a dire che una luce, anche la più fioca, fa aumentare il dolore pulsante. Bastano pochi secondi di luce dall'inizio dell'attacco per provocare l'effetto, e poi occorre almeno mezz'ora di buio per far rientrare i sintomi, ma finora non era noto il perché di questa avversione alla luce. Burstein si è insospettito studiando due diversi gruppi di non vedenti che soffrono di emicrania: uno che aveva gli occhi completamente danneggiati e non poteva avvertire la presenza di luce, né percepire l'alternanza giorno/notte; un secondo che però poteva sentire la presenza di luce e distinguere il giorno dalla notte. I primi non sono fotofobici mentre i secondi lo sono. Gli esperti hanno ipotizzato quindi che dietro la fotofobia ci fossero il nervo ottico, che nei non vedenti totali non funziona più, e un gruppo di fotorecettori retinici basati sulla melanopsina, che sentono la luce e la differenza tra giorno e notte. Per verificare la loro ipotesi i ricercatori hanno usato topi emicranici e con un tracciante colorato iniettato negli occhi di questi ultimi hanno seguito il percorso naturale dai fotorecettori melanopsinici al cervello. Così hanno visto che la "strada della luce" porta fino a una famiglia di neuroni che si attiva proprio durante l'attacco emicranico.

BIODEGRADABILITA'

I sacchetti biodegradabili danno una mano alla raccolta differenziata: quelli di carta ora diventano compost, un ottimo concime per le piante. Prima lo compri per metterci la spesa e poi lo butti. Questa volta, però, possono finire nel cassonetto dell'umido, in piena sicurezza per la salute dei cittadini e senza rischi per l'ambiente. La conferma arriva da alcuni grandi comuni, come Milano, che stanno avviando la sperimentazione, sull'esempio di piccoli centri. Mentre gli shopper non puliti possono essere utilizzati come ammendante, dai test risulta, infatti, che i sacchetti di carta possono diventare un eccellente compost. La Stazione sperimentale carta e il Consorzio italiano compostatori hanno compiuto per conto di Comieco (Consorzio italiano recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica) una sperimentazione(eseguita in collaborazione con Assografici-Gruppo ShoppingBags) per confermare la biodegradabilità e la compostabilità degli oltre 850 milioni di ''shopping bags'' di carta che ogni anno vengono prodotti in Italia. I riscontri aprono nuovi scenari. La verifica sperimentale della biodegradabilità degli stopper rende il riciclo di carta e cartone ancora piu' efficace. Secondo il direttore generale di Comieco (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica), Carlo Montalbetti, ''grazie a queste verifiche la carta si conferma un materiale ecocompatibile a 360 gradi: riciclabile, biodegradabile e comportabile, nel 2008 abbiamo avviato al riciclo il 70% degli imballaggi. Grazie a queste nuove opportunità potremo gestire in modo compatibile con l'ambiente anche il fine vita dei sacchetti sporchi.

martedì 1 giugno 2010

INCENERITORI ASSOLTI CON DATI TRUCCATI

Qualcuno ha truccato dati scientifici per tentare di dimostrare che gli inceneritori sarebbero innocui. L’accusa, gravissima, è stata formulata ufficialmente il 25 novembre a Cortona, in occasione della Giornata internazionale dei medici per l’ambiente.
Dalla cittadina aretina, l’International Society of Doctors for the Environment rivela che sono stati manipolati gli esiti di ricerche scientifiche, per incoraggiare le amministrazioni pubbliche ad adottare con tranquillità l’incerimento dei rifiuti: una pratica che invece è pericolosissima per la salute degli abitanti che vivono nelle vicinanze dei “termovalorizzatori”. «I termovalorizzatori sono fabbriche di tumori, come ormai dimostrato da studi epidemiologici condotti nelle aree limitrofe agli impianti», sostengono inceneritore 1gli ambientalisti. Per contro, i governi hanno sempre impugnato i “dati ufficiali” della comunità scientifica che, al contrario, scagionerebbero gli inceneritori da ogni accusa. Proprio questi dati sono stati ora rimessi in discussione: verità truccate, per nascondere la dura realtà dei rischi legati agli inceneritori e quindi “ammorbidire” l’opinione pubblica, non contraria ai “termovalorizzatori”. A firmare la clamorosa denuncia è l’Isde, associzione internazionale dei medici per l’ambiente, che dal ‘90 promuove la diffusione delle conoscenze in campo medico per una maggiore protezione dell’ambiente a tutela della salute. «Alla vigilia del ventennale della sua attività – spiega Pino Cabras, direttore di “Megachip” – l’Isde ha divulgato la notizia di sostanziali manipolazioni fatte su alcuni risultati derivanti da studi scientifici sugli inceneritori». In un comunicato emesso il 25 novembre da Cortona, l’Isde sottolinea il valore della sua rivelazione: «Possiamo affermare che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare l’innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle amministrazioni». La rivelazione fa riferimento a un articolo comparso sui inceneritore 2“Quaderni di Ingegneria Ambientale” del 2007, ripreso in un documento ufficiale della Regione Sicilia. Nel testo si cita il lavoro di studiosi inglesi sull’incidenza degli inceneritori sui tumori in Gran Bretagna. «La conclusione degli autori – traduce il documento italiano – è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori». Quindi, l’inceneritore sarebbe ininfluente. «Ottima notizia», ironizza Cabras. Peccato sia completamente falsa: nel documento originale, gli studiosi inglesi hanno affermato esattamente il contrario. Il rischio-tumori declina man mano che ci si allontana dall’inceneritore, scrive il rapporto inglese firmato dai ricercatori Elliot, Shaddick e Kleinschmidt. Una rilevazione «statisticamente significativa» in particolare «per i tumori allo stomaco, al retto-colon, al fegato e ai polmoni». Colpa delle polveri sottili rilasciate dai camini del “termovalorizzatore”, i cui filtri non riescono a trattenere le particelle cancerogene. Nello stesso articolo, aggiunge Cabras, altri studi vengono citati in modo altrettanto scorretto: «Viene fornita un’interpretazione significativamente diversa da quanto riportato dagli autori citati. I risultati emersi sono tumori 3modificati oppure citati parzialmente. Ogni modifica tende a supportare le proprie tesi circa l’assoluta innocuità della pratica di incenerimento dei rifiuti». Una segnalazione di queste manipolazioni, sottoscritta da numerosi medici e ricercatori italiani e stranieri fra cui Dominique Belpomme e Paul Connet, è stata appena inviata al British Medical Journal, che aveva pubblicato l’articolo originale del professor Elliot. Nel suo comunicato, l’Isde Italia «stigmatizza e censura come assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti, in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni medico, quali l’autonomia e la correttezza». I medici ambientalisti, aggiunge Cabras, ricordano che già in passato «l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della salute pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare». Riconosciuta dall’Oms e dall’Onu, l’Isde si batte per promuovere una corretta informazione a tutela della salute, in relazione ai rischi provocati dall’alterazione dell’ambiente.

domenica 30 maggio 2010

VIVA CANADA

Oltre 200 mila esemplari di foca potrebbero essere uccisi per salvaguardare la pesca dei merluzzi.
Per ora si tratta solo di un'ipotesi ma gli ambientalisti canadesi sono già sul piede di guerra: secondo uno studio commissionato dal ministero della pesca, 220 delle 300 mila foche grigie che vivono sull'isola di Sable rischiano lo sterminio. Per salvare dalle loro fauci i merluzzi che popolano le acque al largo del porto di Halifax, sulla costa est del Canada, il "massacro", come lo definiscono i 'media' canadesi online, è é una delle opzioni previste in uno studio dello scorso anno che le autorità avevano commissionato per placare i pescatori stanchi di rientrare con le stive mezze vuote per mancanza di pesce. Secondo il programma, che la stampa canadese presenta con un misto di orrore e riprovazione, almeno 100 mila foche andrebbero eliminate nell'arco dei primi 12 mesi. L'uccisione delle altre 120 mila sarebbe invece ripartita nell'arco dei quattro anni successivi. "Se si cominciano a uccidere le foche per salvare i merluzzi mettiamo in moto un circolo vizioso che non finirà più - ha obbiettato Mark Butler, del Centro di azione ecologico di Halifax - la pesca d'altra parte ha già fatto i suoi danni, sottraendo cibo a predatori come gli squali e quindi mettendo varie specie a rischio". Altri ecologisti hanno sottolineato come l'uccisione di un numero così elevato di capi porrebbe gravi problemi di smaltimento. Nel rapporto, tuttavia, si è pensato anche a questo: le foche uccise sarebbero bruciate e le loro ceneri disperse nell'Atlantico. Un portavoce del governo canadese ha detto che non è stata presa ancora nessuna decisione e che l'alternativa potrebbe essere la sterilizzazione di circa 16 mila foche femmina in modo da bloccare la crescita esponenziale di una colonia che, nell'arco di 50 anni, è passata da 20 mila a oltre 300 mila unità. L'isola di Sable è una delle riserve naturali più ricche e suggestive del Canada e le autorità stanno pensando di farne un parco nazionale

sabato 29 maggio 2010

FUMATORI: VAFFANCULO !

SE GETTIAMO UNA CARTA IN TERRA CI GUARDANO MALE, MA GETTARE UNA SIGARETTA E' UNA COSA NORMALISSIMA. PERCHE'????
Raccolta differenziata per le cicche di sigaretta, pericolose per ambiente e salute quanto i rifiuti industriali: è la proposta lanciata dagli esperti dell' Enea, che in un convegno a Roma hanno presentato i primi dati sugli inquinanti che vengono dispersi nell'ambiente con i 195 milioni di cicche di sigaretta gettati via dove capita ogni giorno in Italia (per un totale di 72 miliardi l'anno). Si calcola che le cicche gettate via nel mondo dagli 1,5 miliardi di fumatori siano 4,5 milioni di miliardi ogni anno, pari a 845 mila tonnellate. Complessivamente contengono 7.800 tonnellate di agenti chimici pericolosi. Le cicche sono anche i rifiuti più comuni nel mare: nel Mediterraneo, per esempio, rappresentano il 40% dei rifiuti, contro il 9,5% delle bottiglie di plastica, l'8,5% dei sacchetti di plastica, il 7,6% delle lattine di alluminio.
PROBLEMA VOLUTAMENTE DIMENTICATO - «Il problema è sempre esistito, ma è stato volutamente dimenticato», osserva Carmine Ciro Lombardi, fra gli autori dello studio con Giuliana Di Cicco e Vincenzo Zagà, della Ausl di Bologna. «Finora si è ignorato - aggiunge - che anche le cicche contengono sostanze tossiche». Ma adesso per la prima volta i componenti nocivi contenuti nelle cicche vengono elencati e misurati considerando che i 13 milioni di fumatori italiani consumano 15 sigarette al giorno. Ecco le principali sostanze :
- Nicotina: con le cicche se ne disperdono nell'ambiente 324 tonnellate l'anno. Sono noti i suoi effetti come insetticida ed è tossica anche per gli animali acquatici. Ingerire la nicotina contenuta in poche decine di cicche può uccidere un uomo adulto e ingerire una sola cicca può causare in un bambino problemi respiratori fino alla paralisi.
- Polonio 210: è un elemento radioattivo e cancerogeno. Quello contenuto nelle cicche disperse nell'ambiente ogni anno ha valori di radioattività pari a 1.872 milioni di bequerel (Bq).
- Composti organici volatili: sono prodotti con la combustione e si calcola che i 50 milligrammi di queste sostanze prodotte fumando una sigaretta restino per metà nel filtro. Perciò le cicche gettate via in un anno disperdono 1.800 tonnellate di composti come benzene, formaldeide, acetone e toluene.
- Gas tossici: i principali sono acido cianidrico e ammoniaca e con le cicche se ne riversano complessivamente ogni anno nell'ambiente21,6 tonnellate. L'ammoniaca, spiega Lombardi, viene aggiunta al tabacco allo scopo di far aumentare la disponibilità di nicotina«.
- Catrame e condensato: il primo è un noto cancerogeno e il condensato comprende una grande quantità di composti, come idrocarburi policiclici aromatici, benzopirene e metalli.
- Acetato di cellulosa: è contenuto nel filtro e le 12.240 tonnellate che ogni anno finiscono nell'ambiente non sono biodegradabili. È una materia plastica che dà origine a composti pericolosi per gli animali acquatici, in particolare possono danneggiare l'apparato riproduttivo dei pesci.

venerdì 28 maggio 2010

E' TUTTO UN TAGLIA E POTA

Le potature selvagge effettuate, a volte, in maniera del tutto ingiustifacata a danni di molti alberi nelle nostre città producono danni anche all’avifauna che li abita. E’ l’allarme lanciato dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) in un dossier eloquente in cui, tra foto e dati, viene mostrato lo scempio che spesso queste pratiche, quando effettuate senza il necessario criterio, producono sull’ambiente circostante. La potatura non serve ad allungare la vita vegetativa della pianta, né a migliorarne lo stato vegetazionale anzi, se fatta senza competenza e spinta agli estremi, può portarla a morte. Ed anche quando le piante non risentono apparentemente di danni immediati, cessano per alcuni anni di esplicare la funzione per la quale sono state messe a dimora: fare ombra, rendere più salubre l’ambiente e ingentilire il paesaggio. L'Italia si è aggiudicata la maglia nera in Europa su queste tematiche. In particolare è interessante il raffronto tra quanto accade ne belpaese e a Berlino dove, per decidere sulla potatura di ogni singolo ramo, è necessario non solo adire l’autorità responsabile per la protezione della natura ma anche fornire un’adeguata giustificazione all’atto (ad esempio pericolosità per il traffico o i pedoni).

giovedì 27 maggio 2010

ARMA LASER

Come nei film di fantascienza, per la prima volta un missile e’ stato distrutto in volo da un’arma laser montata su un Boeing 747. Lo ha reso noto il Pentagono. Il test e’ stato effettuato questa mattina in California nell’ambito di un programma di ricerca gestito dalla Missile Defense Agency (MDA). Il congegno laser, prodotto dalla Northrop Grumman, e’ stato montato su un Boeing 747 modificato. Il sistema di puntamento e’ stato prodotto dalla Lockheed Martin. La Missile Defense Agency ha dimostrato l’uso potenziale di energia diretta per la difesa dai missili balistici: un Airborne Laser Testbed (ALTB) ha distrutto con successo un missile balistico, afferma un comunicato del Pentagono. E’ stata la prima intercettazione letale di un missile balistico a carburante liquido con laser partito da una piattaforma volante, afferma il comunicato. Il Pentagono aveva gia’ fatto un test analogo nello scorso agosto ma in tale occasione il raggio laser aveva solo centrato il bersaglio senza distruggerlo. Un Boeing 747 modificato, con a bordo l’arma, era decollato dalla Base Area Andrew (nel Maryland) usando sensori a raggi infrarossi per ‘puntare’ un missile bersaglio lanciato dalla California. Stavolta il laser ha distrutto il missile ‘nemico’. L’uso rivoluzionario di energia diretta e’ di grande interesse per la difesa anti-missile - afferma il comunicato del Pentagono - per la sua capacita’ potenziale di attaccare bersagli multipli alla velocita’ della luce, con una portata di centinaia di chilometri e per giunta a costo basso rispetto ad altri sistemi.

mercoledì 26 maggio 2010

IN C..... ALLA BALENA

Possono gli escrementi di balena salvare il mondo? Secondo un gruppo di scienziati australiani la risposta è sì. Le feci dei cetacei sarebbero un ottimo fertilizzante naturale dell'oceano in grado di contribuire a combattere il surriscaldamento globale, consentendo all'Oceano Antartico di produrre più piante di superficie in grado di assorbire molta anidride carbonica. La ricerca condotta dalla Australian Antarctic Division invita ad utilizzare gli escrementi naturali delle balene sulla superficie delle acque per fertilizzare il terreno sottostante. Gli escrementi dei cetacei risultano essere ricchi di ferro, permettendo all'intero eco-sistema di assorbire più carbonio nelle profondità delle acque. La soluzione secondo gli scienziati sarebbe dunque quella di aumentare la popolazione delle balene in modo da incrementare anche la "produzione" fertilizzante. Il ferro è un micronutriente limitato nell'Oceano Antartico, ma recenti esperimenti hanno dimostrato che l'aggiunta di ferro solubile nelle acque di superficie contribuisce a promuovere hytoplankton tanto necessari proliferazione di alghe. Il ferro è contenuto nelle alghe nelle acque superficiali, dove le piante crescono, ma c'è una pioggia costante di particelle ricche di ferro che cadono nelle acque profonde. Quando i plancton mangiano le alghe e successivamente vengono ingeriti dalle balene, il ferro finisce negli escrementi ed i livelli di ferro aumentano anche nelle acque di superficie dove sono maggiormente necessari. Ancora non è chiaro però quante feci ci vorrebbe, non ci resta che smettere di uccidere questo splendido e indifeso mammifero.

martedì 25 maggio 2010

LA RUSSIA COMPERA LA LETTONIA

Prima della sua dissoluzione, l’Unione Sovietica era circondata da una costellazione di città fantasma, trasformate in basi militari o in centri di ricerca d’importanza strategica che nessuna mappa segnalava. Skrunda-1, per esempio, costruita negli anni settanta nella Lettonia orientale, ha rivestito per anni un ruolo di fondamentale importanza per l’Urss, essendo una delle principali basi d’intercettazione radar dei missili intercontinentali. Da Skrunda dipendeva la sicurezza di Mosca. “Era da qui che partivano le informarzioni su eventuali attacchi statunitensi”, scrive El País. Prima di essere definitjvamente abbandonata, nel 1999, la città aveva raggiunto i cinquemila di abitanti e oggi, a vent’anni di distanza dal crollo sovietico, torna in mani russe, stavolta con metodi capitalisti. Ironia della sorte, infatti, il governo lettone, per uscire dalla crisi economica, ha promosso un piano di privatizzazione per accumulare capitale e attirare investimenti internazionali. Skrunda è stata quindi messa all’asta e venduta per 2,2 milioni di euro alla società russa Aleksejevskoe- Serviss. L’agenzia statale responsabile della vendita ha dichiarato di non conoscere le intenzioni dell’acquirente ma solo che quest’ultimo dovrà rispettare le leggi del paese, e la notizia non è stata accolta favorevolmente in Lettonia. Il paese, come tutte le ex repubbliche sovietiche, guarda al proprio passato comunista come a una ferita ancora aperta. È significativo per esempio il fatto che 350mila persone residenti in Lettonia, cioè il 15 per cento della popolazione, non abbiano la cittadinanza lettone perché, in quanto russe o figlie di russi, rifiutarono di sottoporsi agli esami di lingua e storia richiesti per ottenerla.

lunedì 24 maggio 2010

IL SENTIERO OCCULTO DEL POTERE

Molti interrogativi riguardo ai grandi capovolgimenti della storia qui trovano inquietanti risposte. I documenti raccolti da svariati ricercatori sono ormai in grado di dimostrare come un super-governo ombra, diretto dall’alta finanza internazionale, coordina da tempo le azioni e i programmi dei nostri rappresentanti di ogni colore politico per realizzare disegni di dominio assoluto, di globalizzazione. Si tratta di ciò che la massoneria ama eufemisticamente definire “Nuovo Ordine Mondiale”, un piano secolare che contempla la concentrazione di tutte le risorse del pianeta nelle mani di una infima élite di superbanchieri. Solo conoscendo i retroscena e gli obiettivi delle società occulte a cui sono appartenuti e appartengono tutt’ora tutti i maggiori protagonisti della storia possiamo provare a comprendere realmente il passato, il presente, e forse anche il nostro futuro. Un’analisi dettagliata e approfondita del vero ruolo esercitato dalle società segrete nel corso della storia. Un libro esplosivo che fa finalmente luce su eventi epocali, come i conflitti mondiali, il terrorismo internazionale e la nascita delle grandi ideologie. È solo fantapolitica, come amano farci credere le versioni ufficiali?
Ecco uno spezzone tratto dal film "The International" che vi fara' pensare.