lunedì 27 settembre 2010

SEDUTE SPIRITICHE

Finalizzata al contatto e al colloquio con gli spiriti grazie all'intervento di un medium, letteralmente chiamato ”tramite", la seduta spiritica solitamente si svolge al chiuso. I partecipanti riuniti attorno ad un tavolo si pongono in stato di concentrazione, tentando di stabilire una tensione mentale ed emotiva che permetta al medium di utilizzare l'energia del gruppo per poter richiamare a sé le forze necessarie ad un "contatto" con l'aldilà. Spesso ci si può avvalere di una tavola “parlante” chiamata Ouija, ovvero un foglio su cui sono scritte lettere, numeri, e varie domande, tramite cui l’entità evocata si potrà porre in contatto con noi. Durante lo svolgimento dell'esperienza, in genere il medium è in trance e l'incorporazione e la presa di possesso, da parte dello spirito, del corpo del medium avviene senza che quest'ultimo se ne renda conto. Non è facile comprendere cosa avvenga nella psiche del medium anche perché tutto ciò che compie durante lo stato di "trance" viene da lui dimenticato al suo risveglio. Si ritiene comunque che sfuggendo ai legami della materia fisica, riaffiorino le capacità o le facoltà dello spirito e che queste ultime riprendano le loro possibilità di uso. Nel caso delle tavolette parlanti, o della scrittura automatica, non interviene l'esclusione dell' Io, ma soltanto una esclusione della coscienza, consentendo alla mente di ricevere quelle ispirazioni provenienti da fonti "superiori". Che cosa avviene quindi nello stato di "trance", quando si determina un processo di incorporazione? Moltistudiosi della materia hanno esaminato i fatti e sono arrivati a due interpretazioni: in alcuni casi l'incorporazione del medium è effettiva e reale mentre vi sono altri casi in cui l'entità non è presente nel medium. Lo stato di trance, dunque si può considerare un'apertura nel tempo e nello spazio, il veicolo che collega due mondi, la soppressione temporanea di leggi che fermano i tentativi di far luce sul destino di questo essere chiamato uomo, oltre la porta del tempo, al di là delle dimensioni dello spazio. Tuttavia le sedute spiritiche non vantano nessun tipo di riconoscimento scientifico, e così anche i presunti fenomeni spesso a loro legati, come la levitazione di oggetti, rumori e voci non ben identificabili, improvvise folate di vento. La comunità scientifica ritiene che tutti questi fenomeni abbiano spiegazioni naturali, come l'"autosuggestione" o la semplice frode, che è stata talvolta svelata clamorosamente. Lo stesso famoso prestigiatore Harry Houdini partecipò a diverse sedute spiritiche a per cercare di entrare in contatto con la madre morta. Avendo scoperto numerosi trucchi grazie alla sua conoscenza delle tecniche di illusionismo, decise di mettere alla prova sistematicamente i medium dell’epoca arrivando alla conclusione che essi fossero degli impostori nella quasi totalità dei casi. La sua sfida ai medium continuò anche dopo la morte, perché lasciò alla moglie una frase segreta di dieci parole che i medium avrebbero dovuto ripetere per dimostrare che erano entrati in contatto con lui. Sebbene molti medium affermassero di aver parlato con Houdini, nessuno di loro trovò la frase segreta. In seguito riportiamo il sunto di un’intervista rilasciata da Carola (così chiameremo la persona intervistata) che ha partecipato ad una di queste strane esperienze. Crederci o no? Lascio a voi l’arduo dovere: Catania, tranquilla sera di mezz’estate, un gruppo di amici aveva in mente di fare una nuova esperienza, una seduta spiritica. Si riunirono tutti a casa di Emilia, la più piccola del gruppo, e sedendo attorno ad un tavolo cominciarono a scrivere lettere, numeri e alcune domande “secche” su un foglio posizionando su di esso un bicchiere. Carola sembrava divertita e molto diffidente nei riguardi di questa strana esperienza che si stava intraprendendo. Ad un tratto Sara (tramite spirituale del gruppo) cominciò a tacere e dopo che tutti avevano posizionato le loro dita sul bicchiere, domandò:” Se c’è qualcuno stanotte insieme a noi, beh, che si presenti e lo faccia in fretta!”. A questa secca domanda cadde il gelo e dopo alcuni secondi di intrepida ed incredula attesa, la tazzina prese a muoversi improvvisamente per lo stupore di tutti e inizio a comporre un nome: NUIGIPA. Sara incredula, ma forte del suo ruolo, cominciò il suo questionario: “Questo sarebbe il tuo nome? Chi sei? Con chi di noi e che cosa vuoi comunicare?”. A questo punto la tazzina riprese a muoversi, ma in modo ancora più frenetico e formando parole sempre sensate rispose ad ogni domanda. Lo spirito diceva: “Io sono Nuigipa e sono qui perché mi interessa una di voi, Emilia. Ho qui con me una persona molto vicina a lei, sua cugina.” A questo punto scese il terrore e il torpore sul gruppo di amici e la povera Emilia scoppiata in un pianto incredibile sembrava sconvolta (la ragazza aveva perso una cugina in un tragico incidente qualche tempo prima). A questo punto Sara chiese allo spirito di abbandonarle e sebbene quest’ultimo non volesse, si riuscirono a liberare della fastidiosa entità e rompendo la catena si ritrovarono con la assurda verità di doversi ricredere riguardo a questo tipo di eventi, giurando fra le lacrime e il terrore che non avrebbero mai più provato una cosa del genere.

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