
domenica 30 maggio 2010
VIVA CANADA

sabato 29 maggio 2010
FUMATORI: VAFFANCULO !
PROBLEMA VOLUTAMENTE DIMENTICATO - «Il problema è sempre esistito, ma è stato volutamente dimenticato», osserva Carmine Ciro Lombardi, fra gli autori dello studio con Giuliana Di Cicco e Vincenzo Zagà, della Ausl di Bologna. «Finora si è ignorato - aggiunge - che anche le cicche contengono sostanze tossiche». Ma adesso per la prima volta i componenti nocivi contenuti nelle cicche vengono elencati e misurati considerando che i 13 milioni di fumatori italiani consumano 15 sigarette al giorno. Ecco le principali sostanze :
- Nicotina: con le cicche se ne disperdono nell'ambiente 324 tonnellate l'anno. Sono noti i suoi effetti come insetticida ed è tossica anche per gli animali acquatici. Ingerire la nicotina contenuta in poche decine di cicche può uccidere un uomo adulto e ingerire una sola cicca può causare in un bambino problemi respiratori fino alla paralisi.
- Polonio 210: è un elemento radioattivo e cancerogeno. Quello contenuto nelle cicche disperse nell'ambiente ogni anno ha valori di radioattività pari a 1.872 milioni di bequerel (Bq).
- Composti organici volatili: sono prodotti con la combustione e si calcola che i 50 milligrammi di queste sostanze prodotte fumando una sigaretta restino per metà nel filtro. Perciò le cicche gettate via in un anno disperdono 1.800 tonnellate di composti come benzene, formaldeide, acetone e toluene.
- Gas tossici: i principali sono acido cianidrico e ammoniaca e con le cicche se ne riversano complessivamente ogni anno nell'ambiente21,6 tonnellate. L'ammoniaca, spiega Lombardi, viene aggiunta al tabacco allo scopo di far aumentare la disponibilità di nicotina«.
- Catrame e condensato: il primo è un noto cancerogeno e il condensato comprende una grande quantità di composti, come idrocarburi policiclici aromatici, benzopirene e metalli.
- Acetato di cellulosa: è contenuto nel filtro e le 12.240 tonnellate che ogni anno finiscono nell'ambiente non sono biodegradabili. È una materia plastica che dà origine a composti pericolosi per gli animali acquatici, in particolare possono danneggiare l'apparato riproduttivo dei pesci.
venerdì 28 maggio 2010
E' TUTTO UN TAGLIA E POTA

giovedì 27 maggio 2010
ARMA LASER

mercoledì 26 maggio 2010
IN C..... ALLA BALENA

martedì 25 maggio 2010
LA RUSSIA COMPERA LA LETTONIA

lunedì 24 maggio 2010
IL SENTIERO OCCULTO DEL POTERE

Ecco uno spezzone tratto dal film "The International" che vi fara' pensare.
domenica 23 maggio 2010
BIODIVERSITA', GLI ANIMALI CHE LA ROVINANO

Ricordate che l’Esodo (Es10,1-20) rievoca le 10 piaghe che flagellarono l’Egitto, tra queste terribile fu l’ottava: l’invasione delle cavallette, che ancora oggi hanno un potere devastante. Gli sciami possono coprire centinaia di chilometri quadrati (fino a 500 km al giorno) e sono composti da miliardi di cavallette. Una vera e propria piaga che si manifesta alla presenza di particolari condizioni e che porta le locuste, generalmente solitarie ad aggregarsi con i propri simili. Sono le piogge particolarmente intense causate da anomalie climatiche a fare da veicolo a questi insetti. Uno sciame di medie dimensioni può rapidamente spogliare interi campi di vegetazione consumando in un giorno una quantità di cibo pari a quella di 2.500 persone. Come combattere questo flagello? Fino ad oggi sono stati usati dei pesticidi molto dannosi anche per altre specie d’insetti ed è per questo che la Locust information service della Fao, sta sperimentando in alcune aree, il metarhisium, un fungo che potrebbe rappresentare un’eco-pesticida per le cavallette.
Stella flagello di barriera, le rosse stelle marine (Acanthaster planci) di grandi dimensioni prendono il nome dalle lunghe e velenose spine che ricoprono interamente il loro corpo. Sono prevalentemente notturne e vivono in prossimità delle formazioni coralline nutrendosi dei polipi e del cenosarco delle madrepore. Quando la specie si riunisce in gruppi con più di venti esemplari, è in grado di mettere a durissima prova l’ecosistema della barriera corallina. Ogni individuo è, infatti, in grado di distruggere dai cinque ai 10 m2 di barriera in un anno. Si ciba dei coralli adulti e inibisce la crescita dei più giovani. Il sovrappopolamento che ha caratterizzato la specie negli ultimi dieci anni sembra essere dovuto a tre cause scatenanti: l’inquinamento, la diminuzione dei suoi predatori a causa della pesca come il Charonia tritonis, un mollusco gasteropode, ed infine il suo ciclo vitale e riproduttivo estremamente veloce. Secondo la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, l'allevamento intensivo dei bovini è responsabile del 18% dei gas serra. I bovini emettono una grande quantità di metano attraverso rutti e flatulenze. L'allevamento dei bovini è anche responsabile della deforestazione nel mondo, in particolare nella foresta Amazzonica. Condizionato dalla crescente domanda alimentare da parte dell’uomo, il bestiame in molte regioni del mondo pascola in modo intensivo, riducendo drasticamente la biodiversità.
I rospi delle canne (Bufo marinus) sono in assoluto la specie di anuri più invasiva e infestante esistente al mondo. Lo sanno bene in Oceania, ai Caraibi e negli Stati Uniti. Ironia della sorte, la specie è stata introdotta per l’eradicazione dei parassiti agricoli e nel processo è diventata essa stessa parassita dell’ambiente. Originari dell’America meridionale sono veramente pericolosi per la fauna autoctona, poiché il loro veleno è tossico per gli uccelli, i mammiferi, i pesci, i rettili e per ogni creatura che cerca di cibarsene.
I coleotteri della corteccia (Coleoptera Scolytidae), o scolitidi, scelgono di riprodursi in legni morti o marcescenti, ma varie specie (tra cui il coleottero del pino di montagna del Nord America occidentale) sono note per attaccare e uccidere piante vive. Intere parti di foresta possono essere distrutte se attaccate da gruppi numerosi di coleotteri. Gli scolitidi possono essere portatori di malattie per i malcapitati alberi, come nel caso del coleottero dell'olmo americano che trasmette la malattia dell'olmo olandese.
I ratti sono animali di grande successo. Veri e propri conquistatori in grado di colonizzare velocemente ogni nuovo territorio. Un esempio di tale capacità è stata l'introduzione dei ratti neri su Lord Howe Island, un piccolo habitat nel Mar di Tasmania, dove gran parte della fauna presente è stata spazzata via dai ratti invasori. I roditori possono essere portatori di malattie ed epidemie e una popolazione numerosa può causare ingenti perdite di cibo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
Di tutti gli animali presenti sulla terra, gli esseri umani sono i più distruttivi: quelli con il più alto impatto sull’ambiente. Di solito è l'uomo il responsabile dei maggiori squilibri dell’ecosistema quali il riscaldamento globale, l’estinzione di molte specie animali e vegetali, l'eccessivo sfruttamento della terra e dei mari, la sovrappopolazione e l’industria con il suo inquinamento. Per fortuna gli esseri umani sono capaci di rapidi cambiamenti culturali. E rispetto agli altri animali ha pur sempre una scelta e la possibilità di cambiare.
Fonte Greenme
sabato 22 maggio 2010
IL SIGNOR MEZZOUOMO PENG





La prossima volta che ci vogliamo lamentare di qualcosa fermiamoci solo per un attimo e pensiamo al signor Peng..... Allora!? I nostri sono veri problemi?
venerdì 21 maggio 2010
I SIGNORI DEL RATING

Oggi che i governi si accorgono di aver creato un "mostro", non è facile tornare indietro. Tutti sono alla mercè dei rating. Il procuratore generale della California Jerry Brown accusa Moody's di "distruggere questo Stato". A New York la minaccia di un declassamento da parte di Moody's costringe il governatore a licenziare insegnanti e tagliare fondi agli ospedali. Nel maggio 2009 la minaccia che Standard&Poor's tolga una "a" alla Gran Bretagna, ha fatto precipitare del 3% in poche ore la Borsa di Londra. Eppure la credibilità delle tre sorelle è infangata nella crisi del 2008. Non è solo sindrome di Stoccolma, ma vera e propria corruzione, quella documentata dallo studio legale Grais & Ellsworth nella bancarotta di Lehman. "Dietro compenso, le agenzie di rating sceglievano i titoli tossici che la banca collocava sul mercato e poi a quei titoli davano loro il voto". Le "triple a" si sprecavano, anche se dietro quelle obbligazioni c'erano crediti irrecuperabili legati ai mutui subprime. "Il 93% dei titoli che nel 2006 ebbero il rating Aaa - denuncia il premio Nobel dell'economia Paul Krugman - in seguito sono stati declassati al rango junk, spazzatura". Un altro economista, Sylvain Broyer, accusa le tre sorelle di andare al rimorchio dei mercati: nelle bolle speculative regalano voti alti a tutti, quando arriva la paura i rating crollano e amplificano le ondate di vendite. Perciò oggi lo stesso direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, invita a "non credere ciecamente al verdetto delle agenzie di rating". Per quanto riguarda i titoli del debito pubblico, c'è chi propone che sia la Banca centrale europea a dare i rating. Col rischio però di esporre la Bce a tremende pressioni da parte dei governi membri dell'Eurozona. E il piccolo risparmiatore si fiderebbe a comprare Bot, se il rating fosse oggetto di negoziati fra gli Stati? Quella targa d'oro sulla "fiducia dell'uomo nell'uomo" nel grattacielo Moody's oggi sembra una beffa crudele. Delegittimate, inquisite, le agenzie di rating continuano però a macinare profitti favolosi. La sola Moody's ha un margine di utile del 37%. Per istinto gregario, conformismo e paura, investitori e governi sono in loro ostaggio, le vere vittime della sindrome di Stoccolma.
WELCOME TO TIJUANA

giovedì 20 maggio 2010
QANTAS RICICLA LE POSATE MONOUSO

mercoledì 19 maggio 2010
5 MAGGIO 2010 NASCE UN NUOVO GRUPPO TEATRALE A SYDNEY, GLI EMIGRATTORI
ANNALISA MANCINI
Nata a Roma il 13 febbraio 1978, da madre australiana e padre italiano. Nel 1990 si trasferisce a Sydney con la
LUIGI MARIANI
Nasce a Bologna il 22 Aprile del 1982 dall’incontro di due persone straordinarie; lì vive fino al ’95, anno

ALESSANDRO MAREMONTI
Nato il 12 Giugno 1972 a Peschiera Borromeo in provincia di Milano. Fin da giovane eta’ cerca di mettersi in mostra almeno tra parenti e amici, facendo imitazioni (a pagamento ovviamente) di Beppe Grillo, Mike Bongiorno e Paolo Villaggio. Le risate e gli applausi di questo suo primo pubbli

ROBERTO TRAMARIN
nasce ad Alassio (SV) il 27 Aprile del 1966, dopo aver girovagato un po per il nord d’ Italia nel 1999 si trasferisce in Australia. La prima esperienza come attore avviene durante il suo viaggio di nozze nel lontano…. lasciamo perdere le date! Viene scritturato dal capo villaggio e si esibisce sul palco caraibico per le due settimane della vacanza. L’esperienza e’ stata bella tanto che rimane in lui la voglia di volerci riprovare. Il tempo passa e gli eventi non gli consentono di inseguire il sogn
AFRA OCCHIONI
Per riassumere la sua vita si potrebbe dire che e' una giramondo. Nata a Cagliari nella bellissima Sardeg

emigrattori@gmail.com
Trovaci su Facebook
martedì 18 maggio 2010
ISOLA IN VENDITA ALLE BAHAMAS

L’arcipelago di Exuma, alle Bahamas, si compone di molte isole private. Una di queste, nota come Cave Cay, è in vendita a 110 milioni di dollari. Si tratta di un paradiso circondato dalle acque, con porto turistico, pista di atterraggio per i piccoli aerei e diversi edifici. Totalmente autosufficiente, con acqua e luce alimentata da generatori diesel, dispone di spiagge incontaminate, vegetazione lussureggiante e piccoli rilievi. Il proprietario potrà destinare ad uso personale una grande casa sul punto più alto della distesa, godendo di un incredibile panorama a 360 gradi. Fra i piani di sviluppo all’orizzonte c’è la creazione di un resort di prima classe, con club house e ristorante, marina, negozio e spazi ricettivi. Molti i personaggi famosi che posseggono gli atolli vicini: David Copperfield, Johnny Depp, Faith Hill, Tim McGraw e il sempre più squattrinato Nicolas Cage.
Fonte MAVAFFANCULP
lunedì 17 maggio 2010
PRONTI AL SUICIDIO?

domenica 16 maggio 2010
HOBBIT VISSE UN MILIONE DI ANNI FA

sabato 15 maggio 2010
UNA POPPATA AL GIORNO .....

venerdì 14 maggio 2010
RISCHIO LEUCEMIA PER IL NIGER

giovedì 13 maggio 2010
INCONTATTATI SEMPRE PIU' IN PERICOLO

mercoledì 12 maggio 2010
PLAZA DE MAYO, PER NON DIMENTICARE

martedì 11 maggio 2010
ANCHE IL MESTIERE PIU' ANTICO DEL MONDO VA AI MONDIALI

lunedì 10 maggio 2010
I CINQUE ANIMALI MARINI PIU' PERICOLOSI

Sembra una medusa dalla forma strana, composta da una sacca galleggiante di circa 15 cm e da tentacoli lunghi trenta centimetri, ma in realtà la 'Caravella portoghese' è formata da una colonia di polipi. Sui tentacoli sono presenti dieci tipi di veleni diversi, per alcuni dei quali non è stato ancora trovato l'antidoto. Il rischio di incontri ravvicinati con la Caravella è più alto nelle regioni tropicali e sudtropicali anche se l'estate scorsa ne erano state trovate alcune persino nelle acque del Mediterraneo.
2. Riccio fiore - Indopacifico occidentale
Questo riccio di mare è tanto bello quanto letale. Sembra quasi un anemone o un 'bouquet di mare' formato da 'fiorellini' bianchi e rosa, ma è dotato di un veleno che può essere mortale se si viene punti dai suoi aculei. Di solito vive nelle baie e nelle lagune dell'Oceano Indiano occidentale, ma attenzione perchè avvistarlo non è sempre facile, a volte infatti si ricopre con pezzetti di corallo e detriti per mimetizzarsi nel fondale marino.
3. Polpo dagli anelli blu - Barriera corallina australiana
Questo polpo, di una bellezza fuori dal comune grazie agli 'anellini' blu che ne decorano il mantello, ha una caratteristica che lo rende uno degli animali più pericolosi del mondo: il suo morso velenoso può essere letale, provocando la paralisi progressiva della vittima. Anche se è difficile che il polpo attacchi se non infastidito, meglio stare molto attenti se si va a fare una nuotata vicino alla barriera corallina australiana o nelle acque dell'Oceano Pacifico occidentale.
4. Vespa di mare - Australia settentrionale
La più pericolosa delle meduse è lei, la Chironex Fleckeri, meglio conosciuta come 'Vespa di mare'. Veloce e con tentacoli 'velenosi' che arrivano fino a tre metri di lunghezza, può provocare la morte di una persona solamente con una 'carezza'. Pericolosa al punto da aver mietuto in un anno, nelle acque dell'Australia settentrionale, più vittime degli squali bianchi. Anche se esiste un antidoto al suo veleno è sempre meglio fare attenzione quando ci si concede un tuffo nelle acque australiane.
5. Pesce pietra - Mar Rosso e Indo-Pacifico
Le escrescenze che ricoprono il corpo di questo pesce lo fanno sembrare simile a una roccia, cosa che gli permette di mimetizzarsi senza problemi nei fondali marini rocciosi o tra i coralli. La sua arma di difesa 'segreta' è però un veleno letale, che fuoriesce dai suoi aculei quando viene toccato e può portare alla morte se non viene prontamente somministrato l'antidoto.
domenica 9 maggio 2010
COME SCUSI?

Tante possibili ragioni per rifiutarsi di parlare una lingua:
1.il bambino fa una scelta molto pragmatica, cioè si serve delle lingua che conosce meglio e in cui gli risulta piu’ semplice esprimersi, e dobbiamo ammettere che come ragionamento non fa una grinza…
2.il bambino fa una scelta affettiva, cioè la decisione di parlare o meno una lingua diventa un modo per esternare sentimenti per una persona, magari mostrando di preferire la lingua parlata da una persona a cui è molto legato
3.i bambini non vogliono sentirsi diversi, vogliono uniformarsi, e questo può portarli anche a rifiutare di parlare una lingua che li distingue dagli altri
4.sempre perchè non vogliono sentirsi diversi, i bambini non vogliono essere messi in mostra come bilingui. Ripetute richieste di esibire le proprie doti linguistiche di fronte ad altri potrebbero ottenere l’effetto opposto e spingerli e chiudersi e rifiutare una delle due lingue
5.puo’ succedere che una lingua abbia una connotazione meno prestigiosa di un’altra, o addirittura che possa identificare un gruppo sociale – per esempio gli immigrati – i bambini sono molto sensibili a queste cose già in tenera età
6.forse la seconda lingua è entrata a far parte della vita del bambino di recente, per esempio perchè la famiglia si è trasferita. In questo caso ciò a cui si assiste piu’ che un rifiuto di parlare è un “periodo silenzioso”. Durante il periodo silenzioso i bambini sono superimpegnati nell’incamerare informazioni e imparare, piu’ o meno come fa un neonato che passa il primo anno della sua vita ad ascoltare e solo poi comincia a parlare. Questa è una fase dell’apprendimento normale e attivissima, anche se nulla traspare all’esterno i bambini sono impegnatissimi!
7.se sono presenti persone che non parlano la seconda lingua i bambini potrebbero non volerle escludere, questo è un sentimento molto nobile che va apprezzato
Cosa fare per stimolare il bambino a parlare la seconda lingua?
1.continuare a parlare nella seconda lingua! Ci sono tanti motivi diversi per cui un bambino potrebbe ostinarsi a non parlare, ma e’ sempre consigliabile non smettere di parlarla. Continuando a parlare nella lingua minoritaria si permette al bambino di continuare ad imparare questa lingua, anche se inizialmente solo in modo passivo. Come si è detto il passaggio da bilinguismo passivo a attivo può avvenire facilmente, basta che qualcosa o qualcuno lo inneschi, quando ciò avviene però il bambino inizia a parlare e ad esprimersi in modo anche complesso molto velocemente, perchè ha già a disposizione tutti gli strumenti per farlo.
2.creare occasioni per frequentare altri bambini che parlino la stessa lingua con i quali possa giocare
3.capire esattamente cosa spinge il bambino a rifiutare una lingua è essere già a metà dell’opera. Se è inibito dal fatto di non sapersi esprimere, si cercherà di esporlo di piu’ alla seconda lingua perchè impari piu’ in fretta, se è un problema di relazioni familiari, si cercheranno di sciogliere i nodi con i mezzi ritenuti piu’ opportuni, se si tratta di un problema di prestigio sociale, si cercherà di proporgli dei modelli di riferimento positivi nella lingua e cultura opportuna, se è un problema di opportunita’, si puo’ cercare di creare situazioni in cui è necessario parlare la seconda lingua, per esempio portandolo a trovare i nonni nel paese d’origine, etc. etc.
4.in ogni caso, evitare sempre di forzare il bambino e metterlo sotto pressione. Il bilinguismo deve essere un fenomeno molto naturale, e ogni persona puo’ avere tempi e modi diversi, creare delle situazioni di disagio e mettere il bambino in difficolta’ non aiuta nessuno.
5.armarsi di tanta pazienza, tanta comprensione, tanta determinazione. E avere tanta fiducia, il vostro bambino potrebbe non parlare come e quando vorreste, ma cio’ non toglie che vi capisce ed e’ bilingue, e al momento opportuno ve ne ringraziera’ di cuore.
6.associare la lingua ad attivita’ che il bambino ama in particolar modo, come uno sport o un hobby
7.condividere la propria esperienza con altre famiglie, per non arrivare a sentirsi isolati e scoraggiati quando in realta’ questo e’ un fenomeno davvero molto comune.
Fonte: http://bilinguepergioco.com/
Grazie: Luca T. (Sydney)
sabato 8 maggio 2010
IL VULCANO PIU' PROFONDO

venerdì 7 maggio 2010
VAMPIRI IN NUOVA ZELANDA

Fonte http://www.stuff.co.nz/dominion-post/local/3662250/Vampire-attack-on-Wellingtons-Mt-Victoria
EVITANDO AIR FRANCE, ECCO PERCHE'
