
Tante possibili ragioni per rifiutarsi di parlare una lingua:
1.il bambino fa una scelta molto pragmatica, cioè si serve delle lingua che conosce meglio e in cui gli risulta piu’ semplice esprimersi, e dobbiamo ammettere che come ragionamento non fa una grinza…
2.il bambino fa una scelta affettiva, cioè la decisione di parlare o meno una lingua diventa un modo per esternare sentimenti per una persona, magari mostrando di preferire la lingua parlata da una persona a cui è molto legato
3.i bambini non vogliono sentirsi diversi, vogliono uniformarsi, e questo può portarli anche a rifiutare di parlare una lingua che li distingue dagli altri
4.sempre perchè non vogliono sentirsi diversi, i bambini non vogliono essere messi in mostra come bilingui. Ripetute richieste di esibire le proprie doti linguistiche di fronte ad altri potrebbero ottenere l’effetto opposto e spingerli e chiudersi e rifiutare una delle due lingue
5.puo’ succedere che una lingua abbia una connotazione meno prestigiosa di un’altra, o addirittura che possa identificare un gruppo sociale – per esempio gli immigrati – i bambini sono molto sensibili a queste cose già in tenera età
6.forse la seconda lingua è entrata a far parte della vita del bambino di recente, per esempio perchè la famiglia si è trasferita. In questo caso ciò a cui si assiste piu’ che un rifiuto di parlare è un “periodo silenzioso”. Durante il periodo silenzioso i bambini sono superimpegnati nell’incamerare informazioni e imparare, piu’ o meno come fa un neonato che passa il primo anno della sua vita ad ascoltare e solo poi comincia a parlare. Questa è una fase dell’apprendimento normale e attivissima, anche se nulla traspare all’esterno i bambini sono impegnatissimi!
7.se sono presenti persone che non parlano la seconda lingua i bambini potrebbero non volerle escludere, questo è un sentimento molto nobile che va apprezzato
Cosa fare per stimolare il bambino a parlare la seconda lingua?
1.continuare a parlare nella seconda lingua! Ci sono tanti motivi diversi per cui un bambino potrebbe ostinarsi a non parlare, ma e’ sempre consigliabile non smettere di parlarla. Continuando a parlare nella lingua minoritaria si permette al bambino di continuare ad imparare questa lingua, anche se inizialmente solo in modo passivo. Come si è detto il passaggio da bilinguismo passivo a attivo può avvenire facilmente, basta che qualcosa o qualcuno lo inneschi, quando ciò avviene però il bambino inizia a parlare e ad esprimersi in modo anche complesso molto velocemente, perchè ha già a disposizione tutti gli strumenti per farlo.
2.creare occasioni per frequentare altri bambini che parlino la stessa lingua con i quali possa giocare
3.capire esattamente cosa spinge il bambino a rifiutare una lingua è essere già a metà dell’opera. Se è inibito dal fatto di non sapersi esprimere, si cercherà di esporlo di piu’ alla seconda lingua perchè impari piu’ in fretta, se è un problema di relazioni familiari, si cercheranno di sciogliere i nodi con i mezzi ritenuti piu’ opportuni, se si tratta di un problema di prestigio sociale, si cercherà di proporgli dei modelli di riferimento positivi nella lingua e cultura opportuna, se è un problema di opportunita’, si puo’ cercare di creare situazioni in cui è necessario parlare la seconda lingua, per esempio portandolo a trovare i nonni nel paese d’origine, etc. etc.
4.in ogni caso, evitare sempre di forzare il bambino e metterlo sotto pressione. Il bilinguismo deve essere un fenomeno molto naturale, e ogni persona puo’ avere tempi e modi diversi, creare delle situazioni di disagio e mettere il bambino in difficolta’ non aiuta nessuno.
5.armarsi di tanta pazienza, tanta comprensione, tanta determinazione. E avere tanta fiducia, il vostro bambino potrebbe non parlare come e quando vorreste, ma cio’ non toglie che vi capisce ed e’ bilingue, e al momento opportuno ve ne ringraziera’ di cuore.
6.associare la lingua ad attivita’ che il bambino ama in particolar modo, come uno sport o un hobby
7.condividere la propria esperienza con altre famiglie, per non arrivare a sentirsi isolati e scoraggiati quando in realta’ questo e’ un fenomeno davvero molto comune.
Fonte: http://bilinguepergioco.com/
Grazie: Luca T. (Sydney)
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