giovedì 14 gennaio 2010

SCONFITTA ABORIGENA, AYERS ROCK ALLA MERCE' DEI TURISTI

Il governo australiano ha bocciato la proposta di chiudere a visitatori ed escursionisti la Uluru, montagna sacra degli aborigeni che i turisti di tutto il mondo conoscono come "Ayers Rock". A schierarsi dalla parte degli aborigeni che ne chiedevano l'esclusiva per via della sacralità del luogo, era stato in un primo momento il ministro dell'Ambiente Peter Garrett. Ma il premier, Kevin Rudd, ha preso le difese degli escursionisti che a centinaia ogni anno visitano Uluru e si arrampicano sulla roccia alta 347 metri che spunta isolata su un territorio pianeggiante al centro del continente. Così Garrett, constatato il mancato supporto dei colleghi di governo, ha deciso di respingere la richiesta degli aborigeni. Vince Forrester, un portavoce dei Mutitjulu, ha ricordato che la chiusura ai visitatori di Ayers Rock è stata richiesta fin dal 1985, anno in cui la montagna sacra è stata restituita alla comunità aborigena. «Non si può scalare il Vaticano o i templi buddisti - ha detto - Ovviamente anche noi chiediamo rispetto per il nostro attaccamento religioso alla terra». Intanto, i tour operator attivi nella regione del Northern Territory protestano per i pedaggi imposti dalla comunità aborigena ai visitatori. Dal canto suo il ministro Garrett, che un tempo intonava canzoni di protesta a sostegno della causa aborigena con la band dei "Midnight Oil", ha spiegato di non aver cambiato idea su Uluru .

1 commento:

Anonimo ha detto...

E' un vero monumento, peccato non rispettato come dovrebbe. In ogni paese i soldi si fanno a scapito degli altri....Ciao, Laura - Firenze