giovedì 16 dicembre 2010

FOTOVOLTAICO SPARY

Sarà commercializzato entro il 2016 il primo spray fotovoltaico, una nuova e rivoluzionaria tecnologia per lo sfruttamento dell’energia solare. L’annuncio arriva dall’Università degli Studi di Leicester, in Inghilterra, e dall’azienda norvegese Ensol. E’ stata proprio questa società a brevettare il prodotto che, per il momento, è soltanto un prototipo: una sottilissima pellicola in grado di attirare le radiazioni solari. L’idea è basata sull’utilizzo di particolari nanoparticelle metalliche, dalle dimensioni ridottissime di 10 nm, compattate in un sottilissimo strato di materiale trasparente che potrà essere steso tramite spray o, addirittura, dipinto sulle superfici piatte. Decisiva per raggiungere l’obiettivo della commercializzazione dello spray sarà la collaborazione con il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Leicester. Il punto di partenza sarà costituito dalla progettazione di un dispositivo sperimentale composto da queste “cellule” fotovoltaiche attive, delle dimensioni di 16 cmq, poste su diversi substrati di vetro comune. Sarà questo apparato ad essere sottoposto a test per verificare il grado di assorbimento dei raggi solari e il loro tramutarsi in energia pulita. Ad occuparsi del progetto sarà un team di studiosi guidato da Chris Binn, professore di Nanotecnologia presso l’università inglese. L’obiettivo sarà quelli di migliorare le prestazioni del prodotto, rispetto a quello attualmente in sperimentazione, di almeno il 20%. Uno dei vantaggi dello spray fotovoltaico, secondo le prospettive dei ricercatori, sarà la possibilità di ricoprire con esso non solo pareti o tetti di edifici, ma anche le superfici di vetro, come per esempio, le finestre. In questo modo un’abitazione, per esempio, potrebbe essere trasformata in un edificio totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico. Secondo Chris Binn, ulteriori utilizzi del prodotto potrebbero essere legati anche allo sviluppo degli aerei ad impulsi solari, in modo da rendere i loro voli privi di emissioni di CO2. Ma anche l’economicità dell’applicazione sarà un fattore di non secondaria importanza per questo prodotto che potrebbe anche avere un’efficacia maggiore rispetto alle altre tecnologie già presenti sul mercato.

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