mercoledì 15 dicembre 2010

PAURA DI VOLARE?

Le sconcertanti confidenze di alcuni piloti americani: poco sonno, tante ore di volo e pranzi che fanno slittare le partenze...

Con il boom delle compagnie low cost, prendere un aereo è diventato comune quanto salire su un treno. Eppure, volare ha ancora aspetti poco noti. Alcuni preferiremmo non conoscerli, altri ci aiuterebbero a volare in modo più sereno. Per scoprirli, il Reader’s Digest ha interrogato diciassette piloti americani, gli ha fatto domande a bruciapelo su procedure di sicurezza, abitudini di controllo dei velivoli e ritardi inspiegabili. Quello che hanno risposto potrebbe, nel bene e nel male, cambiare il vostro modo di volare. Alcune confidenze sono così controverse che alcuni intervistati hanno chiesto l’anonimato. Ad esempio, un capitano di una compagnia nazionale ha rivelato: “Sono sempre costretto a viaggiare con meno carburante rispetto alla quota che mi farebbe sentire perfettamente sicuro”. Pare che molti operatori preferiscano viaggiare con la benzina appena sufficiente per il viaggio, senza considerare imprevisti che potrebbero costringere (succede) i piloti ad atterrare in aeroporti alternativi. Molti ritardi sembrano inspiegabili. L’aereo c’è, il tempo è perfetto, l’aeroporto non è affollato. In quei casi è spesso colpa di un panino: “Non calcolano il tempo di cui abbiamo bisogno per mangiare, per questo ogni volta che andiamo a prendere qualcosa, finiamo con il fare tardi”, ha confidato un altro anonimo pilota. Per non parlare delle orribili notti di sonno in alberghi sporchi, dai letti scomodi e in quartieri rumorosi. Nessuno vorrebbe farsi portare in giro da un comandante assonnato. Eppure spesso accade anche questo. Vi fidereste di un pilota che ha condotto un velivolo per sedici ore consecutive senza mai ricevere il cambio? Eppure è quello che succede in molti voli degli Stati Uniti. “Abbiamo gli stessi orari massacranti di un camionista. Con la piccola differenza che lui può fermarsi a ogni piazzola di servizio. Noi, per quanto possiamo essere stanchi, dobbiamo tirare dritto”. “Un aereo è come un’altalena, il posto più stabile dove sedersi è sempre verso il centro”. Il consiglio di Patrick Smith, uno dei pochi che hanno dato il permesso ai giornalisti di Reader’s Digest di usare il nome, è di accomodarsi sempre vicino l’ala se si desidera un volo tranquillo. Chi vuole respirare l’aria più fresca, invece, si deve sedere nelle prime file. L’aereo è rimane uno dei mezzi di trasporto più sicuri. Quando gli chiedono quale sia stato il suo viaggio più spaventoso, Jack Stephan risponde sempre: “Un trasferimento in bus dall’aeroporto di Los Angeles all’albergo”. E se proprio volete fare un complimento a un comandante, parlate sempre di un buon atterraggio: “E’ quella la parte più difficile del nostro lavoro” secondo Joe D’Eon.
FONTE: yahoo viaggi

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