sabato 3 aprile 2010

AUSTRALIA: ABBASSO IL SENO PICCOLO

L’Australia è da sempre in prima linea nella lotta alla pornografia, alle molte misure volute dal Governo per limitarne l’uso se ne aggiunge un’altra. Una legge appena introdotta vieta la diffusione di film pornografici con attrici dai seni piccoli, perché potrebbero istigare alla pedofilia. La misura fa già discutere, c’è chi la trova discriminatoria e poco intelligente. Che il Governo di Camberra sia da sempre schierato contro la pornografia non è una novità. Il primo disegno di legge (rimasto tale) atto ad oscurare il materiale osceno sulla Rete risale al 2003 e durante lo scorso mese di dicembre il Senato ha rilanciato la questione. Reporters Sans Frontieres, associazione internazionale per la libertà di stampa e contro le censure, lo scorso mese di marzo aveva inserito l’Australia nella lista dei paesi “sotto osservazione”. Il 20 gennaio scorso è stata approvata una legge secondo la quale i film etichettati come “R-Rated”, quei film che da noi sono accompagnati dal classico bollino giallo e che i minori dovrebbero vedere in presenza di un adulto, sono da considerare come pornografici, almeno per i bambini che vivono nel Paese dei canguri. Ieri una nuova legge mirata a vietare la diffusione dei film pornografici nei quali appaiono donne con seni poco prominenti, poiché secondo il Senatore Joyce istigano alla pedofilia. Fiona Patten, dell’ “Australian Sex Party” (partito che inneggia alla libertà sessuale) alza la voce e ritiene che le donne australiane ricorrano sempre di più all’ausilio del silicone anche perché si sentono discriminate da leggi simili. Sul sito del partito oggi appare ’immagine “spiacenti, oggi niente internet”, proprio in relazione a questa legge ritenuta poco lungimirante e troppo discriminatoria. Gli internauti, non solo australiani, che hanno commentato online questa notizia si schierano quasi tutti contro questa decisione. Non ci sono solo i seni nella legge che si estende anche ai film in cui le donne eiaculano (genere chiamato “squirting”) e gli australiani si chiedono come questo tipo di pornografia possa incentivare la pedofilia.

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