lunedì 26 aprile 2010

LA GRANDE MELA DELL' INDIFFERENZA

A New York si è consumata una tragedia nell’indifferenza della gente: un senzatetto, rimasto gravemente ferito per salvare una donna da un’aggressione, è morto in una pozza di sangue dopo avere agonizzato per oltre un’ora su un marciapiede, mentre almeno 25 passanti guardavano dall’altra parte. Il “buon samaritano” si chiamava Hugo Alfredo Tale-Yax, aveva 31 anni ed era ispanico: domenica scorsa era corso in soccorso di una donna aggredita all’alba nel quartiere di Jamaica, non lontano dall’aeroporto Jfk. L’aggressore si era rivoltato contro di lui e lo aveva pugnalato più volte al petto prima di darsi alla fuga; anche la donna era scappata. Guardate il filmato in cui si vede il corpo del senzatetto disteso sul marciapiede mentre accanto a lui passano frettolosi uomini e donne, un ciclista. Qualcuno si ferma a guardare, un uomo addirittura si ferma e scatta una foto con il telefono cellulare; un altro scuote vigorosamente il ferito per le spalle, poi se ne va. Ci vuole più di un’ora prima che qualcuno dia l’allarme e faccia arrivare pompieri e ambulanza. Troppo tardi: Tale-Yax, a quel punto, era già morto. Questo caso ne evoca un altro, famosissimo, che risale agli anni Sessanta, avvenuto nel quartiere del Queens: nel 1964, 38 newyorchesi assistettero senza muovere un dito all’assassinio di Kitty Genovese, una giovane italoamericana di 28 anni, pugnalata a morte in strada in un quartiere dominato da Cosa Nostra. L’agghiacciante delitto divenne il simbolo della apatia di New York, dell’indifferenza dell’America urbana e dell’umanità in generale ed ebbe un tragico bis 25 anni più tardi proprio nella stessa zona: Sandra Zahler, 25 anni, violentata e picchiata a morte su una terrazza sotto gli occhi indifferenti dei vicini. Anche questa volta, l’indifferenza di questa “grande mela senza cuore” ha costretto molti all’esame di coscienza: «È inaccettabile», ha detto una donna che vive in un palazzo vicino a quello del delitto. Ma ormai per Tale-Yax è tutto inutile.
Fonte Il Secolo XIX

1 commento:

EL POLA ha detto...

Auguri roberto,,,dopo aver letto questa storia rimango senza parole..ciaoo