mercoledì 7 aprile 2010

QUELLO STRO(N)ZZINO DI ROBIN HOOD

Robin Hood rubava sì ai ricchi, ma i soldi ai poveri li prestava, anziché regalarli. E' questa la tesi contenuta in un nuovo libro, secondo il quale il leggendario fuorilegge della foresta di Sherwood fu in realtà uno dei primi usurai e faceva tra l'altro parte dell'ordine dei Templari. John Paul Davis, autore del volume 'Robin Hood: the Unknown Templar', ha elaborato la sua teoria studiando alcuni passaggi di un'antica ballata inglese che racconta come Robin Hood avesse prestato 400 sterline a un cavaliere che aveva un grosso debito con un abate. Nella ballata, intitolata a 'A Gest of Robyn Hode' e che rappresenta uno dei primi riferimenti in forma scritta al celebre fuorilegge, Robin chiede al cavaliere se qualcuno può garantire per lui e poi accetta di prestargli i soldi, che dovranno essergli restituiti entro un anno. Più avanti nella ballata, che risale al Cinquecento, il cavaliere torna da Robin e gli offre di restituirgli i soldi con un piccolo extra. Il fuorilegge si rifiuta tuttavia di accettare i soldi, dicendo di averli già rubati all'abate per punirli della sua avidità e dice al cavaliere che sarebbe sbagliato per lui farsi dare i soldi due volte. Secondo Davis inoltre, quanto descritto nella ballata proverebbe anche che Robin Hood era un membro dell'ordine dei Templari. Quel tipo di prestito era infatti praticato all'epoca soltanto dai Templari e trattandosi di una cifra molto grossa, "dietro al prestito - afferma Davis - doveva esserci una grossa organizzazione e non soltanto un fuorilegge solitario".

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